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Patañjali (floruit II secolo a.C.; ... – ...) è stato un grammatico indiano.

Vissuto qualche secolo dopo il noto grammatico Pāṇini (quindi intorno al I secolo a.C.), è l'autore del Mahābhāshya, il "Grande Commentario" sull'Aṣṭādhyāyī di Pāṇini stesso e sulle Vārttika di Kātyāyana.

Secondo l'orientalista Giuseppe Tucci, egli non è da confondersi con l'omonimo filosofo vissuto all'incirca fra il I secolo a.C. e il V secolo d.C., l'autore degli Yoga Sūtra.[1] Sono allineati su questa posizione anche l'accademico James Haughton Woods[2], il filosofo Friedrich Heinrich Jacobi e l'indologo Arthur Berriedale Keith.

Dissentono invece l'accademico Surendranath Dasgupta, Richard Garbe e Liebich.[3] Essi si allineano sulla tradizione indiana che vorrebbe essere unico l'autore del Mahābhāshya e dello Yoga Sūtra, tradizione che non sembra antecedente al X secolo.[2]

NoteModifica

  1. ^ Giuseppe Tucci, Storia della filosofia indiana, Laterza, 2005; p. 72.
  2. ^ a b James Haughton Woods, The Yoga Sutras of Patañjali, Dover Publications, 2003; pp. XIII-XVII.
  3. ^ Mircea Eliade, Lo Yoga. Immortalità e libertà, a cura di Furio Jesi, traduzione di Giorgio Pagliaro, BUR, 2010; nota I, 2.
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