Patriarcato di Baghdad dei Caldei

Il patriarcato di Baghdad dei Caldei (in latino Patriarchatus Bagdathensis Chaldaeorum) è la sede patriarcale della Chiesa cattolica caldea. È retto dal patriarca cardinale Louis Raphaël I Sako. Dalla fondazione al 18 febbraio 2022 il Patriarcato portò il titolo di Babilonia dei Caldei[3].

Patriarcato di Baghdad dei Caldei
Patriarchatus Bagdathensis Chaldaeorum
Chiesa caldea
 
Patriarcacardinale Louis Raphaël I Sako
AusiliariBasel Salim Yaldo[1],
Mikha Pola Maqdassi[2]
 
StatoIraq
 
Ritocaldeo
IndirizzoPatriarcat Chaldeen Catholique, P.O. Box 6112, Al-Mansour, Baghdad, Iraq
Sito webchaldeanpatriarchate.com
Dati dall'Annuario pontificio 2015 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Iraq

Territorio

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Il patriarcato estende la sua giurisdizione su tutti i fedeli cattolici caldei che dimorano nel territorio proprio della Chiesa cattolica caldea, ossia nelle regioni che tradizionalmente sono riconosciute come il luogo di origine di questa Chiesa sui iuris.[4]

A partire dal 1960 i patriarchi caldei hanno trasferito la loro sede da Mosul a Baghdad, per cui la diocesi propria del patriarcato è l'arcieparchia di Baghdad dei Caldei, dove si trova la cattedrale patriarcale di San Giuseppe.

Dipendono direttamente dal patriarca di Baghdad dei Caldei:[5]

Il patriarca cattolico caldeo è membro di diritto del Consiglio dei patriarchi cattolici d'Oriente.

  Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa cattolica caldea.

Il patriarcato, che trae origine dall'arcidiocesi di Seleucia-Ctesifonte eretta nel III secolo, è stato istituito il 20 aprile 1553.

Il Patriarcato cattolico caldeo trae origine da una scissione all'interno della Chiesa d'Oriente, verificatasi nel XVI secolo, quando dall'allora patriarca Mar Shimun IV (c. 1437-1497) venne emanato un decreto per il quale il titolo di Patriarca diventava ereditario nell'ambito della sua famiglia. Ciò scatenò l'opposizione di gran parte della gerarchia ecclesiastica e nel 1552 venne eletto un patriarca antagonista nella persona di Yochanan Sulaqa. Quest'ultimo si recò a Roma, accompagnato da alcuni missionari francescani, per incontrarsi con papa Giulio III. Ristabilì la comunione con la cattolicità e nel 1553 il papa creò il «Patriarcato della Chiesa cattolica di rito caldeo».

La Chiesa d'Oriente ebbe allora due capi antagonisti:

  • Shimun VII, patriarca ereditario con sede ad Alqosh (nell'odierno Iraq settentrionale);
  • Yochanan Sulaqa VIII, patriarca nominato dal Papa, con sede ad Amida (oggi Diyarbakır, nel Kurdistan turco). Nel 1555, due anni dopo la nomina a patriarca, Yochanan Sulaqa fu ucciso dai musulmani, dietro istigazione di Shimun VII.

Questo contrasto ebbe fine nel 1662 quando l'allora patriarca di Diyarbakir, Mar Shimun XIII Denha, interruppe le relazioni con Roma e trasferì la sua sede nel villaggio di Qodchanis (nell'odierna Turchia). Il risultato fu che i patriarchi non in comunione con Roma divennero due. Il vescovo Yosep I, che precedentemente faceva parte della gerarchia del patriarca di Alqosh, scelse di stare con i cattolici e più tardi fu riconosciuto dal governo civile (turco) come patriarca di Diyarbakir. Poi, nel 1681 Roma lo riconobbe come pastore dei credenti siro-orientali ancora fedeli al pontefice, gruppo che divenne la Chiesa cattolica caldea.

Nel 1771 il patriarca di Alqosh, Eliyya XII, sottoscrisse una professione di fede cattolica, creando una situazione di due presuli in comunione con Roma e uno non in comunione. La professione di fede di Eliyya XII fu ripudiata nel 1778 dal suo successore Eliyya XIII. La Santa Sede nel 1783 riconobbe un suo rivale, il cattolico Yukhannan VIII Hormizd, come vescovo di Mosul e amministratore delle chiese caldee non soggette al patriarcato di Diyarbakır. La risultante situazione di due principali presuli cattolici e due patriarchi non in comunione con Roma fu risolta con la morte di uno dei "nestoriani" nel 1804 e la nomina nel 1830 di Yukhannan VIII Hormizd come Patriarca di Babilonia dei Caldei e pastore di tutti i siro-orientali cattolici. I capi successivi della Chiesa cattolica caldea sono i suoi successori, mentre i capi della Chiesa assira d'Oriente e dell'Antica Chiesa d'Oriente sono successori di Shimun XIII Denha.

Nel 2021 il Sinodo della Chiesa Caldea ha votato il cambiamento del titolo da quello originale di Babilonia dei Caldei a Baghdad dei Caldei. Il 19 febbraio 2022 papa Francesco ha accolto la proposta e il cambiamento del titolo è diventato effettivo[3].

Serie patriarcali

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Si distinguono tre serie di patriarchi caldei in comunione con la sede di Roma:

  1. la prima serie, chiamata dei Simoniti, comprende i patriarchi da Shimun VIII Sulaqa a Shimun XII; essi posero la loro residenza in diverse città: Amida (o Diyarbakır - 1553-1555), Seert (1555-1580), Salmas (1580-1625 o 1638) e Urmia (1625 o 1638-1662);
  2. la seconda serie, chiamata dei Josephiti, comprende i quattro patriarchi con il nome di Yosep, dal 1681 al 1781; essi avevano come sede Amida;
  3. la terza serie di patriarchi cattolici, è quella che inizia con Yukhannan VIII Hormizd e continua ancora oggi; sede patriarcale fu Mosul fino a Yosep VII Ghanima († 1959), che trasferì la sede a Baghdad.

Collegio di Babilonia

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Il Pontificio Collegio di Babilonia per la Filosofia e la Teologia è la massima istituzione teologica del Patriarcato caldeo di Babilonia. Fondato nel 1991 per decreto di Raphaël I Bidawid, dal 1997 è riconosciuto dalla Pontificia Università Urbaniana, con la quale è associato dal 2000. Nel 2003 il Collegio si è trasferito a Erbil per motivi di sicurezza. La sede centrale è in corso di restauro e dovrebbe riaprire entro il 2010. Attualmente vi studiano 50 seminaristi in formazione e quasi 400 studenti laici[6].

Cronotassi dei patriarchi

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Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati.

Babilonia dei Caldei

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Baghdad dei Caldei

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  1. ^ Vescovo titolare di Betzabda.
  2. ^ Vescovo titolare di Seert dei Caldei.
  3. ^ a b Il Patriarcato di Babilonia dei Caldei diventa "Patriarcato di Baghdad dei Caldei", su vaticannews.va. URL consultato il 21 febbraio 2022.
  4. ^ Codice dei canoni delle Chiese orientali, art. 146-147. D. Le Tourneau, Le caractère personnel et territorial de la "potestas" des Patriarches orientaux, en «Folia Canonica» 5 (2002), pp. 85–93.
  5. ^ Annuario pontificio ed. 2023, p. 6.
  6. ^ Avvenire, 13 marzo 2009.
  7. ^ Come "patriarca di Mosul nella Siria orientale" (Patriarcha de Mozal in Syria orientali - Anton Baumstark (a cura di), Oriens Christianus, IV:1, Roma e Leipzig 2004, p. 277), o "patriarca della chiesa dei caldei di Mosul" (Chaldaeorum ecclesiae Musal Patriarcha - Giuseppe Simone Assemani (a cura di), Bibliotheca Orientalis Clementino-Vaticana (Roma, 1725), vol. 3, parte 1, p. 661)
  8. ^ Altra data di decesso: 11 gennaio 1759.

Bibliografia

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Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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