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Nella mitologia greca, Pattòlo è la divinità che abitava il fiume omonimo, nella regione dell'Asia Minore. Questo dio fluviale era, secondo alcuni autori, nato dagli amori di Zeus e della ninfa Leucotea.

Indice

Il mitoModifica

Zeus, una volta che la mortale Ino venne accolta tra gli dei assumendo il nome della divinità marina Leucotea, tentò di approfittarsi del suo amore e riuscì a sedurla; da questa unione nacque un figlio, Pattolo, che inizialmente era mortale.

Il giovane, sposatosi, generò una figlia, Eurianassa, secondo alcuni moglie di Tantalo e madre di Pelope. Per questo Pattolo era spesso ricordato come il nonno di quest'ultimo.

La trasformazioneModifica

Un giorno in cui si celebravano i misteri sacri di Afrodite, Pattolo, in un momento di forte ebbrezza, raggiunse il letto di sua sorella Demodice per unirsi a lei. Quando la donna rimase incinta e il giovane si accorse dell'incesto che aveva appena consumato si gettò in un fiume, chiamato Crisorroa (cioè il "fiume d'oro" a causa della presenza di alcune pagliuzze d'oro che venivano trasportate dalle sue correnti).
Da allora quel fiume prese il nome di Pattolo.

Il fiumeModifica

Il fiume Pattolo (in greco: Πακτωλός; in latino: Pactolus; in turco: Sart Çayı) nasce dal Monte Tmolo, scorre tra le rovine dell'antica capitale della Lidia, Sardi, si avvicina alla costa turca dell'Egeo, e si getta nel fiume Gediz, l'antico fiume Ermo (Hermus, in latino). Un tempo, il Pattolo era ricco di sabbie aurifere, sabbie che si presentavano sotto forma di Elettro, una lega naturale di oro ed argento. L'Elettro costituì la base dell'economia del Regno di Lidia e la lega con cui fu coniata - attorno al 570 a.C., sotto il regno di Creso, la prima moneta della storia, lo Statere. In base ad un'antica leggenda greca, le sabbie aurifere del fiume furono generate dall'abluzione che il re di Frigia, Mida, compì per rinunciare al dono di tramutare in oro ogni oggetto da lui toccato.

BibliografiaModifica

FontiModifica

  • Tzetze, Scoli a Licofrone, 52
  • Nonno, Dionisiache, 12, 127; 24, 52; 43, 411

ModerneModifica

Voci correlateModifica

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