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BiografiaModifica

Paul Armont nacque a Rostov sul Don, con il nome di Dimitri Petrocchino, di origini italiane.[1]

Fu un drammaturgo di successo e uno dei più importanti autori prima della seconda guerra mondiale.[1]

I suoi primi successi li ottenne al Grand Guignol con Club dei suicidi, ma dall'orrore si convertì rapidamente alla giovialità, riscuotendo grandi consensi nell'ultima stagione del vaudeville, quella che ebbe come punti di riferimento Robert de Flers e Gaston de Caillavet.[2]

Quasi tutte le opere le scrisse assieme al suo fedele compagno Marcel Gerbidon.[2]

Armont, abile manipolatore di storie comico-sentimentali,[3] grazie alla coniugazione tra comicità meccanica dei suoi intrighi sorprendenti e una satira dei costumi moderni,[2] ebbe successo e fu rappresentato anche in Italia da Dina Galli e Antonio Gandusio e tra le sue opere principali si possono menzionare: Lilì (L'École des cocottes, 1918), Dicky (1923), Un cane da riporto (Un chien qui rapporte, 1924), Topo d'albergo (Rat d'hôtel, 1927), Fiori di lusso (Fleurs de luxe, 1930).[2][3][4]

TeatroModifica

In collaborazione con Marcel GerbidonModifica

  • Gallo in pasta (Le Coq en pâte) (1916);
  • Lilì (L'École des cocottes) (1918);
  • Dicky (1923);
  • Un cane da riporto (Un chien qui rapporte, 1924);
  • Alain, sua madre e la sua amante (Alain, sa mère et sa maîtresse) (1925);
  • Il Club degli Zeloti (Le Club des loufoques) (1927);
  • Topo d'albergo (Rat d'hôtel, 1927);
  • Il rapimento (L'Enlèvement, 1927);
  • L'avventura amorosa (L'Amoureuse Aventure, 1929);
  • Parrucchiere per donna (Coiffeur pour dames, 1930);
  • Fiori di lusso (Fleurs de luxe, 1930).

Adattamenti cinematograficiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b (DEEN) The Collection Paul Armont, su flats-zinnfiguren.com. URL consultato il 2 marzo 2019.
  2. ^ a b c d Paul Armont, in le muse, I, Novara, De Agostini, 1964, p. 385.
  3. ^ a b Armont, Paul, su sapere.it. URL consultato il 2 marzo 2019.
  4. ^ Sergio Tofano e il surrealismo all'italiana, su books.google.it. URL consultato il 2 marzo 2019.

BibliografiaModifica

  • (FR) Marie-France Briselance e Jean-Claude Morin, Grammaire du cinéma, Parigi, Nouveau Monde, 2010.
  • (EN) Edward Forman, Historical Dictionary of French Theatre, Lanham, Scarecrow Press, 2010.
  • (FR) Agathe Sanjuan, L'art du costume à la Comédie-Française, Parigi, Bleu autour, 2011.
  • (FR) Hélène Tierchant e Gérard Watelet, La Grande Histoire de la Comédie-Française, Parigi, Télémaque, 2011.
  • (FR) Nicole Wild e David Charlton, Théâtre de l'Opéra-Comique. Paris: répertoire 1762-1972, Sprimont, Editions Mardaga, 2005.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN36491007 · ISNI (EN0000 0001 2127 9520 · LCCN (ENno93035156 · GND (DE105636033X · BNF (FRcb13167029d (data) · NLA (EN35408062 · WorldCat Identities (ENno93-035156