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Peaches

compositrice, cantante e produttrice discografica canadese

Peaches, pseudonimo di Merrill Beth Nisker (Toronto, 11 novembre 1966), è una compositrice, cantante e produttrice discografica canadese di musica electroclash.

Peaches
Peaches Live in LA 2009.jpg
NazionalitàCanada Canada
GenereElectroclash
Pop punk
Techno
Synthpunk
Electro
Periodo di attività musicale1990 – in attività
EtichettaXL
Kitty-Yo
Album pubblicati6
Studio6
Sito ufficiale

Indice

BiografiaModifica

Prima di diventare Peaches, Nisker era un'insegnante di musica e recitazione di scuola elementare. Nei suoi pezzi suona personalmente quasi tutti gli strumenti, crea la parte elettronica e produce da sola i suoi dischi. Quando non era ancora famosa, divideva a Toronto una stanza con la cantante Feist.[1]

Le sue canzoni sono presenti nelle colonne sonore di film come Mean Girls, Waiting..., Jackass Number Two, My Little Eye e Lost in Translation; sono state anche impiegate in serie televisive come The L Word e Ugly Betty, oltre che per la promozione di Dirt. Ha collaborato con Pink cantando nella canzone "Oh My God" del disco Try This e con le Chicks on Speed nella canzone "We Don't Play Guitars" dell'album 99 Cents.

Numerosi artisti hanno collaborato al suo terzo album Impeach My Bush: Greg Kurstin, Josh Homme, Samantha Maloney, Beth Ditto, Feist, Dave Catching, Brian O'Connor e Radio Sloan.

Nella primavera del 2006 forma i The Herms (un'abbreviazione per ermafroditi) come gruppo di supporto per le performance dal vivo. Peaches & the Herms è un riferimento al duo anni settanta Peaches & Herb. Peaches and the Herms hanno fatto da gruppo d'apertura ai Nine Inch Nails ed ai Bauhaus durante la seconda metà del loro tour americano.

Temi PrincipaliModifica

La musica di Peaches è incentrata sull'identità di genere e spesso gioca su questo. Sia nei suoi testi che nei suoi spettacoli cerca spesso di abbattere la distinzione fra maschio e femmina: ad esempio compare provvista di barba sulla copertina del suo album Fatherfucker. Alla domanda se avesse scelto questo titolo solo per provocare, ha commentato:

«Why do we call our mothers motherfuckers? Why do we stub our toe and say, "Aww motherfucker!"? What is a motherfucker? ... We use it in our everyday language, and it's such an insanely intense word. I'm not one to shy away from these obscene terms that we actually have in our mainstream. Motherfucker is a very mainstream word. But if we're going to use motherfucker, why don't we use fatherfucker? I'm just trying to be even.»

«Perché chiamiamo le nostre madri motherfuckers? Perché se ci tagliamo un dito esclamiamo: "Aww motherfucker!"? Cos'è un motherfucker? ... Usiamo questa parola nel linguaggio di tutti i giorni, ed è una parola davvero intensa. Non sono il tipo di persona che vuole evitare questi termini osceni che poi di fatto usiamo continuamente. Motherfucker è davvero una parola di uso comune. Ma visto che usiamo motherfucker, perché non usiamo anche fatherfucker? Sto solo cercando di essere equa.»

Rigetta l'accusa di "invidia del pene", dice piuttosto di avere una sorta di "invidia dell'ermafroditismo", perché "c'è così tanto di maschile e di femminile in ciascuno di noi". Si definisce un "essere sessuale".

DiscografiaModifica

Album in studioModifica

SingoliModifica

  • 2000 - Lovertits
  • 2001 - Set It Off
  • 2003 - Rockshow
  • 2003 - Operate
  • 2004 - Kick It (featuring Iggy Pop)
  • 2006 - Shake Yer Dix
  • 2006 - Downtown
  • 2006 - Boys Wanna Be Her
  • 2009 - Talk to Me / More
  • 2009 - Lose You
  • 2009 - I Feel Cream
  • 2010 - Jonny
  • 2012 - Burst!
  • 2015 - Light in Places

CollaborazioniModifica

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN26767521 · ISNI (EN0000 0001 3183 7143 · LCCN (ENno2004006885 · GND (DE135362830 · BNF (FRcb14052672r (data)