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Peccato di castità

film del 1956 diretto da Gianni Franciolini
Peccato di castità
Paese di produzioneItalia
Anno1956
Durata100 min
Dati tecnicibianco e nero
Generecommedia
RegiaGianni Franciolini
SoggettoDino Bartolo Partesano, Franca Maranto
SceneggiaturaSergio Amidei, Age, Scarpelli
Produttore esecutivoCarlo Ponti
Casa di produzioneCarlo Ponti Cinematografica
Distribuzione in italianoCei-Incom
FotografiaAnchise Brizzi
MontaggioAdriana Novelli
MusicheCarlo Rustichelli, diretta da Carlo Savina
ScenografiaAldo Tomassini
CostumiOrietta Nasalli Rocca
TruccoGiuliano Laurenti
Interpreti e personaggi

Peccato di castità è un film di genere commedia del 1956, diretto da Gianni Franciolini.

Indice

TramaModifica

Peripezie di una giovane coppia di sposi durante un viaggio di nozze alquanto tormentato; a causa di una promessa fatta e per mantenerla, Valentina deve ricorrere a qualsiasi espediente per impedire al marito di consumare il matrimonio. La realtà è però un'altra: la donna, terrorizzata dal clima asfissiante esistente sin dai tempi del fidanzamento tra le famiglie dei due ragazzi, ha fatto in segreto a se stessa questo voto. Partiti da Terracina per Venezia in treno, giunti alla stazione di Roma tentano di prendere la coincidenza già prenotata con un vagone letto, ma arrivano troppo tardi, ovvero quando il locomotore è già partito. La donna suggerisce di prendere il treno seguente, ma suo marito Michele vuole già soggiornare per una notte nella capitale. I due, dopo varie ricerche, finiscono col trovare una camera libera, ma la sposa avvisa il coniuge dell'arrivo improvviso di una zia che esiste soltanto nella sua fantasia: si fa accompagnare al bar, e qui viene intercettata da un vecchio amico d'infanzia in dolce compagnia; lo convince ad unirsi a loro e in conclusione della serata tutti e quattro sono costretti ad assistere a una festa popolare. Michele a quel punto fa finta di avere un malessere per farsi riportare in albergo, ma la sposa ancora non vuol cedere; la sua nuova trovata è quella di fingersi una sonnambula. In albergo riesce a svegliare tutti i clienti, sorpresi da quell'imprevisto, che la osservano vagare dapprima per i corridoi e infine sulla terrazza; lì rimane fino allo spuntare dell'alba. Proprio in quella mattina arriva una telefonata dei familiari, preoccupati del mancato arrivo alla località inizialmente prevista di Venezia, che informano Michele dello strano voto o promessa fatta dalla moglie. Comincia a parlarci, avvisandola della situazione assurda nella quale è caduta: dapprima la neo sposina fa il muso lungo, ma alla fine si convince a passare questa e le notti successive non all'aperto e all'addiaccio, ma tra le braccia del marito.

CommentoModifica

Il film venne iscritto al P.R.C. della S.I.A.E. con il n. 1.746. Presentato alla Commissione di Revisione Cinematografica, ottenne il visto di censura n. 22.848 del 18 ottobre 1956 con una lunghezza della pellicola accertata di 2.413 metri, vietandola però ai minori di 16 anni; soltanto il 21 gennaio 1959, con una lunghezza della pellicola accorciata a 2.365 metri, il film verrà dichiarato visibile per tutti. Non è possibile visionare al momento il documento censorio originale. Incassò 190.375.000 di lire. Risulta essere stato pubblicato in DVD dalla General Video[1].

Altri tecniciModifica

NoteModifica

  1. ^ Come è possibile evincere dalla pagina sul film dal sito della rivista FilmTv.it.

Collegamenti esterniModifica

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