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Pecuniam magnam bono modo invenire

locuzione latina

Pecuniam magnam bono modo invenire è una locuzione latina che tradotta letteralmente significa "diventare ricco con mezzi onesti".

La frase, riportata da Plinio il Vecchio, è contenuta nella laudatio funebris di Lucio Cecilio Metello pronunciata dal figlio Quinto, dove si elencavano i beni massimi a cui ogni bonus civis, ovvero ogni buon cittadino romano deve tendere:

(LA)

«Q. Metellus in ea oratione, quam habuit supremis laudibus patris sui L. Metelli pontificis, bis consulis, dictatoris, magistri equitum, quindecimviri agris dandis, qui primus elephantos ex primo Punico bello duxit in triumpho, scriptum reliquit, decem maximas res optimasque, in quibus quaerendis sapientes aetatem exigerent, consummasse eum: voluisse enim primarium bellatorem esse, optimum oratorem, fortissimum imperatorem, auspicio suo maximas res geri, maximo honore uti, summa sapientia esse, summum senatorem haberi, pecuniam magnam bono modo invenire, multos liberos relinquere et clarissimum in civitate esse; haec contigisse ei nec ulli alii post Romam conditam.»

(IT)

«Nel panegirico che tenne in occasione dei funerali di suo padre L. Metello, che fu pontefice, due volte console, dittatore, comandante di cavalleria, quindecemviro preposto alla distribuzione dei terreni, e condusse in trionfo moltissimi elefanti dopo la prima guerra punica, Q. Metello lasciò per iscritto che egli aveva condotto alla perfezione dieci importantissime e somme virtù nella cui ricerca gli uomini saggi trascorrono l'esistenza: desiderò essere guerriero di primo ordine, un ottimo oratore, un comandante valorosissimo, aveva voluto che le imprese più grandi si fossero svolte sotto i suoi auspici, si era preposto di conseguire grandissimo onore, di essere sommamente sapiente, di farsi considerare il senatore più autorevole, di arricchirsi in maniera onesta, di lasciare molti figli e di detenere somma considerazione in città; e tutto ciò era effettivamente toccato a lui, e a nessun altro da quando Roma era stata fondata.»

(Plinio il Vecchio, Naturalis historia, Libro VII, 139-140)

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