Peppone

personaggio di Guareschi
Giuseppe Bottazzi
Cervi Peppone.jpg
Gino Cervi nei panni di Peppone
Lingua orig.Italiana
SoprannomePeppone
AutoreGiovannino Guareschi
1ª app.1948
1ª app. inDon Camillo
Interpretato da
Voci italiane
SessoMaschio
Luogo di nascitaBrescello
Data di nascita29 maggio 1899
AffiliazionePartito Comunista Italiano

Giuseppe Bottazzi, soprannominato Peppone, è il personaggio, perennemente in lotta con don Camillo, creato da Giovannino Guareschi per una serie di racconti ambientati nella Bassa padana nell'immediato dopoguerra. Per crearlo, lo scrittore italiano si ispirò alla figura del sindacalista Giovanni Faraboli[1].

DescrizioneModifica

Peppone è sposato con Maria e padre di sei figli: Walter, Michele, Marco, Libero Antonio Camillo Lenin e Antonio, più una bambina che compare in diverse scene del secondo film, alla quale non si fa nessun accenno. È un artigiano (fabbro e meccanico) molto dotato, proprietario di una piccola officina meccanica che, negli anni del boom economico, diventerà un autosalone con rivendita di elettrodomestici. Iscritto al PCI, viene eletto sindaco di un paese della valle del Po che le trasposizioni cinematografiche hanno poi identificato con Brescello.

Scarsamente istruito, ma straordinariamente abile nel coordinare i compagni di partito, Peppone riesce molto bene nel suo compito di amministratore, ma sempre con l'aiuto del suo avversario politico.

Don Camillo, parroco del paese, è un bravo presbitero che non incarna certo lo stereotipo del mite pretino perbenista di provincia: egli è infatti impulsivo ed esuberante, nonché dotato di una grande forza.

I due, se da una parte sono sempre pronti a litigare, graniticamente convinti della bontà delle proprie posizioni, alla fine riescono poi a mediare e a trovare una soluzione che li mette d'accordo. Nonostante le sue idee comuniste, Peppone è credente e, a volte, lo si vede entrare di soppiatto in chiesa per pregare o donare un cero. In più è un fervente patriota, quasi a livelli di nazionalismo di sinistra, anche se spesso tenta di nasconderlo, come si può dedurre dal discorso che fa, ispirato dalle note della Canzone del Piave, nel film Don Camillo e l'onorevole Peppone. Nello stesso discorso dice di essere nato nel 1899 e di aver combattuto nella prima guerra mondiale. Nello stesso film, in un flashback, si viene a sapere che ha fatto il partigiano e proprio a quel periodo risale il suo primo burrascoso incontro con don Camillo. Adattamento cinematografico a parte, Peppone e don Camillo sono coetanei: entrambi classe 1899, entrambi hanno combattuto nella Grande Guerra, entrambi decorati con medaglia d'argento al valore militare.

Nel film: Don Camillo monsignore... ma non troppo quando Peppone vince al Totocalcio, utilizza un nome di fantasia ricavato dall'anagramma di Giuseppe Bottazzi e compila la schedina con lo pseudonimo di Pepito Sbazzeguti. Nei libri di Guareschi lo pseudonimo originale è Pepito Sbezzeguti e Don Camillo fa notare a Peppone di aver sbagliato ad anagrammare il suo nome tralasciando una A per inserire una E di troppo.

Gli episodi che vengono narrati da Guareschi ci mostrano un personaggio caratteristico, pieno di quella tipica schiettezza emiliana, in parte caricaturale e in parte assolutamente familiare. Nella riduzione cinematografica, Peppone è interpretato dall'attore Gino Cervi. In realtà, il primo candidato al ruolo di Peppone fu lo stesso Guareschi, che però si rivelò immediatamente inadatto a recitare davanti a una macchina da presa.

Onorificenze fittizieModifica

Nell'ambito della finzione letteraria, Peppone assieme all'amico don Camillo, entrambi "Classe '99", in alcuni racconti viene indicato come insignito della medaglia d'argento al valor militare e delle altre decorazioni della vittoria del primo conflitto mondiale e alla Resistenza.

  Medaglia d'argento al valor militare
  Croce al merito di guerra
 
Statua Peppone a Brescello
  Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
  Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
  Medaglia commemorativa italiana della vittoria
  Medaglia commemorativa della guerra di liberazione
  Distintivo d'onore per i patrioti "volontari della libertà"

I "compagni"Modifica

Nella finzione letteraria di Guareschi e nelle relative trasposizioni cinematografiche, la sezione del Partito comunista di Brescello, comandata da Peppone, era composta da un seguito di fedelissimi compagni talvolta anche definiti papaveri per via della devozione al colore rosso (il simbolo del socialismo rivoluzionario). I fedeli della cosiddetta "banda di Peppone" erano il Brusco, il Bigio, lo Smilzo e il Nero.

NoteModifica

  1. ^ Giovannino Guareschi su santiebeati.it, su Santiebeati.it. URL consultato il 29 ottobre 2015.

BibliografiaModifica

  • Riccardo F. Esposito, Don Camillo e Peppone. Cronache cinematografiche della Bassa Padana 1951-1965, Le Mani, Recco 2008, ISBN 9788880124559.

Voci correlateModifica