Perfetto

tempo verbale appartenente alla grammatica di molte lingue
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Il perfetto è una categoria del verbo che in molte lingue viene espressa attraverso forme specifiche. Dal punto di vista dell'aspetto verbale, indica un'azione considerata nella sua completezza, svoltasi nel passato o anche nel futuro. A differenza dell'imperfetto, non indica eventi visti nel loro svolgimento o azioni ripetute abitualmente. In italiano, le forme che esprimono più spesso questo aspetto "concluso" sono il passato remoto e il passato prossimo, ma anche, ad esempio, il trapassato (prossimo e remoto) e il futuro anteriore:

  • veni, vidi, vici (lett. venni, vidi, vinsi: tre azioni viste come completate) (Giulio Cesare)
  • poscia ch'io v'ebbi alcun riconosciuto, (azione completata) vidi e conobbi... (Dante)
  • quando sarà rinvenuta, (azione vista come conclusa) badate bene di non farle paura (Manzoni).

In latino - a differenza dell'italiano - il "perfetto" è espresso da una forma specifica, che può essere resa, nelle traduzioni con diversi "tempi" dell'italiano, ad esempio il passato remoto, il passato prossimo o un trapassato remoto.

Per esempio, nel celeberrimo epitaffio di Virgilio:

Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope; cecini pascua rura duces.

le tre forme di perfetto "genuit", "rapuere" e "cecini" possono essere tradotte sia col passato remoto sia con quello prossimo:

  1. "Mi generò Mantova, la Calabria mi rapì: ora mi custodisce Napoli; cantai i pascoli, i campi, i duci" (con il passato remoto).
  2. "Mi ha generato Mantova, la Calabria mi ha rapito: ora mi custodisce Napoli; ho cantato i pascoli, i campi, i duci" (con il passato prossimo).

Un esempio di perfetto latino reso con un trapassato remoto in italiano potrebbe essere:

Quod ut animadverterunt legati eius, ab una porta remota statione exitum Etruscis dederunt (Frontino)

  1. "Non appena i suoi legati si furono accorti di ciò, tolsero la guardia da una sola porta, lasciando una via di uscita agli Etruschi"

In questo caso la traduzione con un trapassato remoto è da considerarsi corretta perché questo tempo italiano si usa in genere per definire un passato anteriore rispetto a un altro passato più recente.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sistema verbale del greco antico § Il perfetto.

Il perfetto del greco antico, generalmente formato con il raddoppiamento del tema verbale, esprime il risultato attuale di un'azione iniziata nel passato, quindi a volte si ricorre a tempi diversi dal passato: non rari sono i casi in cui il verbo al perfetto subisce un radicale cambiamento di significato rispetto al presente:

  • οἶδα (perfetto isolato formato sulla radice εἰδ-/οἰδ-/ἰδ- che esprime l'idea di "vedere") = so (perché ho visto);
  • δέδρακα (perfetto da "δράω" = "fare")= causo (qualcosa, perché l'ho fatta).

A volte invece è necessario tradurre con un semplice passato prossimo:

  • λέλυκα (perfetto da "λύω" = "sciogliere") = ho sciolto
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