Peroz I

re dei Sasanidi
Peroz I
Perozi.jpg
Peroz I raffigurato su di una moneta
Shahanshah dell'Impero Sasanide
In carica 459484
Predecessore Yazdgard II
Successore Balash
Nome completo Peroz I
Morte 484
Casa reale Sasanidi
Padre Yazdgard II
Figli Jāmāsp
Kavad I

Peroz I (Pirooz, Peirozes Perozes; la forma moderna del nome è l'anglicizzato Perooz (Piruz), o Ferooz (Firuz); persiano: پیروز, "il vincitore"; ... – 484) fu re dei Sasanidi dal 459 alla sua morte.

Guerra di successioneModifica

Alla morte di suo padre era Governatore della distante Sistan. In sua assenza, salì al trono il fratello minore Hormizd e Peroz fu costretto a cercare protezione presso gli Eftaliti. Il re eftalita Khush-Nevaz era contento di accoglierlo e di aiutarlo nella guerra contro suo fratello. Con l'aiuto degli Eftaliti, Peroz condusse un esercito contro Hormizd, sconfiggendolo e tenendolo in cattività. Le fonti sono discordi sul destino di Hormizd dopo la sua cattura. Secondo alcune, fu condannato a morte. Tuttavia secondo lo storico persiano Mirkhond, Peroz lo perdonò e gli risparmiò la vita.

RegnoModifica

La guerra civile in Persia afflisse la nazione così tanto da costare una provincia. Vatche, il re di Aghuank (Albània caucasica), si ribellò contro il predominio Persiano e dichiarò la propria indipendenza dalla Persia mentre i due fratelli lottavano tra di loro per il potere. Quando Peroz I salì al trono nel 459, condusse un esercito in Albània caucasica e la riannetté all'impero.

I sette anni di carestia (464-471)Modifica

Gli storici del tempo narrano di una carestia durata ben sette anni che devastò i campi e rovinò il paese. Le fonti riportano che i pozzi divennero asciutti e che il Tigri e l'Eufrate andarono in secca. Migliaia di uomini morirono di fame o di sete.

Gli storici riportano che Peroz I mostrò grande saggezza nell'affrontare la catastrofe. Grazie alla sua saggezza e benevolenza, la Persia gradualmente si riprese dalla carestia.

La prima campagna contro gli UnniModifica

Mentre la Persia non si era ancora ripresa dalla carestia, scoppiò una guerra con gli eftaliti (gli unni bianchi). Insultato dal re eftalita Khush-Newaz, Peroz invase il paese degli Eftaliti costringendoli alla ritirata. Ma subì poi una cocente sconfitta e fu costretto ad arrendersi e a pagare loro dei tributi. Inoltre dovette consegnare come ostaggio suo figlio Kavad I a Khush-Newaz.

Guai in ArmeniaModifica

Nel 481, Peroz venne sconfitto dai Chioniti dell'impero Kushan. Poco dopo, l'Iberia si rivoltò e dichiarò la propria indipendenza. Peroz mandò il governatore Persiano di Armenia in Iberia a sedare la rivolta. Ma anche l'Armenia si rivoltò e scelse come suo imperatore Bargatide, un cristiano armeno.

Il governatore persiano, Adar-Vishnasp, dopo aver sedato la rivolta in Iberia andò a sedare anche quella in Armenia ma venne sconfitto. Peroz mandò allora due eserciti più grandi nella regione. Sahag, il re armeno, venne ucciso e l'Armenia ritornò in mano sasanide.

Seconda campagna contro gli Unni e morte di Peroz IModifica

Verso la fine del suo regno, Peroz aveva formato un esercito di 50.000-100.000 uomini e invase il regno degli Eftaliti in modo da vendicarsi dalla sconfitta nella prima campagna. Tuttavia gli Eftaliti tesero un'imboscata all'esercito di Peroz. Il piano ebbe successo e i Persiani vennero sconfitti perdendo molti uomini, tra cui lo stesso imperatore. Khush-Newaz, tuttavia, trattò il cadavere del suo ex amico con rispetto e lo rimandò in Persia dove venne sepolto con grandi onori.

Poco dopo gli Eftaliti invasero e saccheggiarono la Persia. La Persia, tuttavia, venne salvata da un nobile persiano, Zarmihr (o Sokhra/Sufra), che nominò imperatore di Persia Balash (484–488), uno dei fratelli di Peroz I.

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