Apri il menu principale

Delfino Pescara 1936

squadra di calcio di Pescara
(Reindirizzamento da Pescara Calcio)
Delfino Pescara 1936
Calcio Football pictogram.svg
Pescarastemma.png
Biancazzurri, Delfini
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px pentasection vertical White HEX-0096D6.svg Bianco e azzurro
Simboli Delfino
Inno Evviva Pescara
Dati societari
Città Pescara
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie B
Fondazione 1936
Rifondazione2009
Presidente Italia Daniele Sebastiani
Allenatore Italia Giuseppe Pillon
Stadio Stadio Adriatico-Giovanni Cornacchia
(20.515 posti)
Sito web www.pescaracalcio.com
Palmarès
Coppa Ali della VittoriaCoppa Ali della Vittoria
Titoli nazionali 2 Campionati di Serie B
Trofei nazionali
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Delfino Pescara 1936, meglio conosciuto semplicemente come Pescara, è una società calcistica italiana con sede nella città di Pescara. Nella stagione 2018-2019 milita in Serie B.

Fondata nel 1936 con la denominazione Società Sportiva Pescara, la squadra ha disputato sette campionati di Serie A, un campionato di Divisione Nazionale e trentasette campionati di Serie B, risultando l'unica squadra di calcio dell'Abruzzo ad aver raggiunto la massima serie del campionato italiano. Nei suoi 81 anni di storia il club ha vinto, classificandosi al primo posto, cinque campionati: due di Serie B (1986-1987, 2011-2012), uno di Serie C (1973-1974), uno di Serie D (1972-1973) e uno di Promozione (1951-1952).

La squadra abruzzese vanta la 39ª miglior tradizione sportiva fra i club che hanno militato in Serie A, e occupa il 52º posto nella classifica perpetua dal 1929.

Il club è stato dichiarato fallito il 19 dicembre 2008;[1] il 20 gennaio 2009 fu rilevato all'asta fallimentare da un nuovo assetto societario che fa capo all'imprenditore della pasta Giuseppe De Cecco e all'imprenditrice edile Deborah Caldora, figlia di Armando, storico presidente della squadra ai tempi della prima promozione in Serie A. La società ha mantenuto lo stemma, i risultati e i piazzamenti del Pescara Calcio nato nel 1936. Nel 2011 la presidenza fu assunta da Daniele Sebastiani, precedentemente amministratore delegato del club, che tutt'oggi ne detiene la carica.

La squadra disputa le partite interne nello Stadio Adriatico-Giovanni Cornacchia di Pescara e ha come colori sociali il bianco e l'azzurro.

Indice

StoriaModifica

Gli albori del calcio a Pescara (1910-1940)Modifica

 
Loghi storici del Pescara.

Nel 1925, su proposta di Gabriele D'Annunzio, il governo istituì la Provincia di Pescara unendo i due centri di Pescara e Castellamare in un'unica città. In questo contesto di spirito unitario si unirono le società calcistiche formando la società Tito Acerbo, dalla vita effimera. Nel 1930 venne invece a formarsi il primo embrione del Pescara Calcio grazie alla fondazione della Società Sportiva Abruzzo, allenata da un allenatore professionista. La squadra, nella stagione 1931-32, partecipò al Campionato di Seconda Divisione Regionale vincendolo. La compagine, guidata da Pietro Piselli, assunse nel 1932-33 il nome di Associazione Sportiva Pescara, ma dopo due anni fu sciolta per problemi economici. Nel 1936, grazie all'interesse di Angelo Vetta, la squadra risorse sempre col nome di Associazione Sportiva Pescara. Il nuovo club, che adottò quali colori sociali il bianco e l'azzurro, ebbe come primo allenatore Edmondo De Amicis ed esordì nel 1937-38 nel girone D di Prima Divisione Abruzzese, ottenendo subito la promozione in Serie C. Nei due anni successivi la squadra disputò due buoni campionati in Serie C, classificandosi ottavo, con alla guida Pietro Piselli, e poi sesto, allenato da Armando Bonino.

La prima promozione in Serie B (1940-1951)Modifica

 
Mario Tontodonati, bomber del Pescara anni quaranta.

Al termine della stagione 1940-41 arrivò per il Pescara la prima promozione in Serie B. La squadra, allenata dal campione del mondo Mario Pizziolo e forte di elementi come Mario Tontodonati (che di lì a poco esordirà in Serie A), vinse il proprio girone totalizzando 44 punti e arrivò seconda nel girone finale dietro alla Fiumana. L'anno successivo la squadra, esordiente in seconda categoria, sfiorò la promozione venendo superato dal Vicenza alle ultime giornate.

Durante la seconda guerra mondiale la squadra disputò un torneo locale chiamato campionato abruzzese, vincendolo. Alla fine delle ostilità, nella stagione 1945-46, il Pescara fu iscritto ad un campionato misto di A e B diviso in due gironi istituiti secondo criteri geografici. Il Pescara terminò il primo anno al sesto posto nel girone del Sud Italia, poi, dopo un terzo e un ottavo posto, la squadra fu inserita nel girone meridionale della Serie B. A partire dalla stagione 1948-49, il Pescara conobbe un periodo di crisi con due retrocessioni consecutive che lo fecero sprofondare in Promozione.

Gli anni della Serie C (1950-1970)Modifica

Al termine della stagione 1951-52 i biancazzurri, guidati da Del Grosso, raggiunsero la promozione in IV Serie vincendo il girone L. Per gran parte degli anni cinquanta la squadra, con Umberto De Angelis in panchina, non riuscì a centrare l'obiettivo della promozione in Serie C, sfiorandola durante la stagione 1955-56 (prima stagione in cui la squadra giocò nello Stadio Adriatico, inaugurato il 29 dicembre 1955), perdendo in casa lo spareggio contro la Reggina. La promozione in terza divisione avvenne due anni dopo, al termine della stagione 1957-58. Nel corso degli anni sessanta la compagine adriatica disputò stagioni anonime in serie C (con picchi nella stagione 1962-63, terminata al quarto posto, e la stagione 1967-68 al sesto posto), caratterizzate dall'avvicendamento di vari allenatori alla panchina della squadra.

Il ritorno in Serie B e l'approdo in Serie A con Armando Caldora (1970-1977)Modifica

Al termine della stagione 1971-72 la compagine adriatica, partita con l'obiettivo della promozione, sprofondò in Serie D. Il Pescara si riscattò ottenendo una doppia promozione: nella 1972-73 la squadra vinse il girone H tornando così in Serie C, mentre nella stagione seguente, sotto la guida di Tom Rosati, il Pescara tornò in Serie B dopo un testa a testa con il Lecce da cui gli adriatici uscirono vincitori, favoriti tra l'altro da un punto di penalizzazione inferto ai salentini che si erano rifiutati di scendere in campo nella partita contro il Marsala per la mancanza dell'arbitro designato.

Nelle due stagioni successive il Pescara (divenuto società per azioni nel 1974) ottenne due salvezze mentre andavano a formarsi i primi gruppi di tifoseria organizzata. Nella stagione 1976-1977, con alla guida Giancarlo Cadè, chiamato dal nuovo presidente Armando Caldora, il Pescara concluse il campionato al secondo posto con 49 punti, alla pari col Cagliari e con l'Atalanta rendendo quindi necessari gli spareggi per decretare le due promosse: grazie a due pareggi a reti inviolate con Cagliari e Atalanta, il Pescara si classificò secondo nella graduatoria ottenendo così la promozione, la prima in Serie A per il club adriatico.

Alti e bassi (1977-1982)Modifica

Per la stagione 1977-78 il Pescara, al suo esordio in massima serie, vide un altro cambio ai vertici della società con Attilio Taraborrelli che divenne presidente. Con una formazione in sostanza simile a quella dell'anno precedente e con Giancarlo Cadè alla guida, la squadra retrocesse in Serie B al termine della stagione piazzandosi all'ultimo posto con 17 punti (frutto di 4 vittorie, 9 pareggi e 17 sconfitte con 21 reti segnate e 44 subite), stabilendo tra l'altro alcuni record negativi. Unica soddisfazione fu la vittoria per 2-1 contro l'Inter che veleggiava nelle prime posizioni di classifica.

Il ritorno in massima serie degli abruzzesi fu immediato: nella stagione 1978-79, che vide un ennesimo cambio alla presidenza con l'arrivo di Gianni Capacchietti, il Pescara, allenato da Antonio Angelillo, raggiunse alla penultima giornata il Monza e lo sconfisse nello spareggio di Bologna per 2-0 (con un goal di Pavone al 40' e un autogoal di Giusto su tiro di Nobili al 61'). Per l'occasione fu forte l'affluenza dei tifosi biancazzurri che giunsero da Pescara in circa 40 000 unità (tuttora una delle trasferte più massicce nella storia del calcio italiano). Il campionato 1979-80 fu però anche in questo caso avaro di soddisfazioni: la squadra rimase infatti tutta la stagione a fondo classifica e a nulla valse l'avvicendamento di Gustavo Giagnoni in panchina per risollevare le sorti del campionato.
Dopo una stagione in cui la squadra terminò (con Aldo Agroppi in panchina) a ridosso della zona promozione, al sesto posto, il Pescara nella stagione 1981-82 retrocesse in Serie C1 in una stagione caratterizzata dall'avvicendamento di tre allenatori (Saul Malatrasi, Mario Tiddia e Giuseppe Chiappella) alla guida della squadra.

La riconquista della Serie B (1982-1986)Modifica

All'inizio del campionato 1982-83 il presidente Vincenzo Marinelli (coadiuvato dal general manager Franco Manni, ex direttore sportivo dell'Inter), richiamò in panchina Tom Rosati che al termine della stagione riporterà la squadra in Serie B. Rosati rimase sulla panchina del Pescara anche nella stagione 1983-84, mettendo in evidenza giovani attaccanti come Sandro Tovalieri e Stefano Rebonato.

Nel campionato 1984-1985 fu assunto sulla panchina Enrico Catuzzi, tecnico dalle idee innovative e inventore del gioco a zona praticato con successo negli anni precedenti a Bari; a Pescara arrivano dal Bari elementi importanti richiesti ed avuti proprio da Catuzzi nel suo trascorso in Puglia: Gigi De Rosa, Acerbis e Franco Baldini. Si misero in mostra anche i nuovi giovani Cristiano Bergodi e Andrea Camplone. Si ricordano le gare in Coppa Italia contro il forte Napoli di Maradona, Ciro Ferrara e Daniel Bertoni, vittorioso all'Adriatico per 3 a 0, e la sconfitta casalinga (3-0) contro la temibile Fiorentina di Giancarlo De Sisti, Claudio Gentile, Daniel Passarella, Oriali, Daniele Massaro, Paolo Pulici, Giancarlo Antognoni e Sócrates; il girone di Coppa-Italia da sei squadre lo terminò al quarto posto con 4 punti, frutto della vittoria a Perugia (3-0) e dei pareggi contro Arezzo (1-1) e Casertana (0-0).

In campionato la squadra gioca coi nuovi schemi a "zona" di Catuzzi. Il Pescara vince le prime 3 gare casalinghe: all'esordio dinanzi al proprio pubblico, il Pescara batte 2-1 la Triestina per poi vincere 2-0 contro l'Empoli di Sebastiano Rossi e Walter Mazzarri, e 3-0 contro il Varese di Angelo Orlando. I "delfini abruzzesi" sconfiggono anche 2-0 il Cagliari di Renzo Ulivieri, Julio César Uribe e Marco Branca, vincono 3-0 contro il Parma di Nicola Berti e Gabriele Pin, e battono il Monza col largo risultato di 4-0.

Il Pescara chiude la stagione allo Stadio Adriatico regalando ai propri tifosi la bella vittoria contro il forte Genoa di Tarcisio Burgnich, Stefano Eranio ed Elói, battendo i "grifoni" 3-0 con reti di Giorgio Roselli, De Martino e Gigi De Rosa. La squadra concluse il campionato al settimo posto in classifica esprimendo ottimo gioco e molte vittorie. Il Pescara in casa si rivela una garanzia, ottenendo il record di 33 gol fatti e la seconda miglior difesa con soli 8 gol subiti; perse una sola volta contro il Campobasso.

Nella stagione successiva, sempre con Catuzzi alla guida, arrivarono Onofrio Loseto, Rebonato, Pagano, Carrera, Gasperini e Bosco. La squadra iniziò la nuova stagione ottenendo un pareggio (0-0) nella la gara di Coppa-Italia affrontando nuovamente il Napoli spinto da Maradona, Bruno Giordano e Salvatore Bagni. In campionato si parte con buoni propositi, infatti i biancazzurri all'esordio sconfiggono 2-1 il Bologna per poi dare seguito ad alti e bassi; si ricordano le vittorie più significative contro squadre blasonate come Genoa (3-0) e Lazio (2-0).

Memorabile in quell'annata il gol da record segnato di testa da quasi centrocampo da Gigi De Rosa nell'acceso derby contro la Sambenedettese vinto per 1-0, proprio nell'ultimo minuto di recupero.

Questa stagione, travagliata per lo scandalo del calcio-scommesse in cui venne coinvolto e successivamente radiato il portiere biancazzurro Maurizio Rossi, la squadra non riuscì a ripetere la positiva stagione precedente e, seppur mostrando un calcio piacevole, al termine della stagione 1985-86 retrocesse all'ultima giornata perdendo la gara interna contro la Triestina (1-2), che fino alla fine del campionato era rimasta in lotta per la promozione.[2] Nel biennio di Catuzzi i giocatori simbolo di quel Pescara erano Giorgio Roselli, Luigi De Rosa e Acerbis.

La promozione in Serie A con Galeone (1986-1988)Modifica

Nell'estate del 1986, a causa della radiazione per fallimento del Palermo, la squadra fu ripescata in Serie B. Al posto di Catuzzi fu assunto Giovanni Galeone, allenatore emergente proveniente dalla SPAL. La squadra, allestita per affrontare la Serie C1, si trova, contro tutti i pronostici, a giocare un campionato di vertice pur avendo una rosa non molto ampia e piuttosto giovane. Il modulo adottato da Galeone è un 4-3-3 a zona. Il Pescara di Galeone sorprese tutto il calcio italiano, per qualità di gioco offensivo e divertente, basato sull'innovatività, aggiudicandosi il soprannome "calcio-champagne". Durante la stagione la squadra agguanta tante vittorie, da ricordare quelle contro Cagliari (3-2), Genoa (2-1), Taranto (3-0), Vicenza (3-1 in trasferta e 2-0 in casa), Cremonese (2-0), Parma (2-1 in trasferta), Pisa (3-1) e Bologna (1-0 sia in casa che in trasferta).

Il 21 giugno 1987 il Pescara conquistò la serie A classificandosi al primo posto alla pari con il Pisa. La formazione che conquistò la massima serie, sconfiggendo in un gremito Stadio Adriatico il Parma di Arrigo Sacchi era così composta: Gatta, Benini, Camplone, Bosco, Bergodi, Dicara, Pagano, Gasperini, Rebonato, Marchegiani, De Rosa.[3] La squadra ottenne anche il maggior numero di vittorie di tutta la Serie B ed il miglior attacco della categoria con 43 reti realizzate. Il centravanti Rebonato diventerà capocannoniere del campionato di Serie B 1986-1987 con 21 gol di cui nessuno realizzato su rigore. Altri calciatori utilizzati in quella stagione erano Gianluca Gaudenzi, Primo Berlinghieri, Onofrio Loseto, Luigi Ciarlantini e Luigi Marchionne.

L'inizio del campionato 1987-88 vedrà l'ingresso in società dell'imprenditore Pietro Scibilia, patron dell'industria alimentare Gis già partner pubblicitario del Pescara e sponsor della squadra ciclistica GIS-TUC-LU guidata da Francesco Moser. Dopo la cessione alla Fiorentina del centravanti goleador Rebonato, il Pescara prenderà Nicola Zanone per sostituirlo; lasciò il Pescara anche la mezza punta Gigi De Rosa passato al Cosenza e fu ingaggiato il talentuoso ed esperto centrocampista brasiliano Júnior dal Torino. Come mezzala sinistra la società, guidata da Scibilia prenderà il geniale anche se un po' discontinuo Blaž Slišković. Inizialmente sembrò che Gasperini fosse destinato a lasciare la maglia bianco azzurra perché chiuso dalla presenza del giocatore slavo ma, a causa di un infortunio che terrà Zanone lontano dai campi per parecchio tempo, Galeone sarà costretto a ridisegnare l'assetto tattico della squadra spostando la mezzala Slišković nel ruolo di centravanti e reinserendo Gasperini, che nel frattempo ha ceduto la fascia da capitano a Júnior, nel suo ruolo di mezz'ala sinistra. Al termine della stagione la squadra si salvò grazie alla riduzione del numero delle squadre che sarebbero retrocesse e alla penalizzazione dell'Empoli, partito da -5.

Nella stagione successiva la squadra acquisterà altri due calciatori brasiliani, il centravanti Edmar e la mezza punta Tita, e lascerà andare Slišković. Il Pescara raggiungerà anche il centro classifica alla fine del girone di andata, retrocedendo dopo un girone di ritorno nel quale riuscì a vincere per 3 a 1 solo la prima giornata in casa della Roma mentre pareggiò e perse le restanti partite. Durante questi due anni nella squadra militarono alcuni volti noti. Oltre ai già citati brasiliani Júnior, Edmar e Tita, e Blaž Slišković vi furono anche i difensori Romano Galvani, Roberto Bruno, il centrocampista Paolo Miano e il portiere Giuseppe Zinetti.[2]

Il lento declino (1988-2001)Modifica

Dopo due stagioni, il Pescara tornò in Serie A con Galeone in panchina al termine del campionato 1991-1992, classificandosi secondo dietro al Brescia. La squadra partecipa al campionato 1992 - 1993 di serie A e retrocederà al termine della stagione. L'ultima vittoria fu il 5-1 sulla Juventus alla penultima giornata del campionato; nella squadra pescarese militava Massimiliano Allegri che nell'incontro all'Adriatico con la Juventus, terminato con uno storico 5 - 1, segnò il secondo gol su rigore portando il Pescara in vantaggio.

 
Luigi De Canio, tecnico degli abruzzesi nella stagione 1998-99.

Negli anni successivi il Pescara disputò alcune stagioni in Serie B: nella stagione successiva alla retrocessione, con Giorgio Rumignani in panchina, la squadra, penalizzata di 3 punti per illecito sportivo relativo a due stagioni prima, si salvò dalla retrocessione. Con Francesco Oddo, in panchina tra il 1994 e il 1996 salvo un breve periodo con Luigi Maifredi la squadra si salvò il primo anno, mentre nel secondo anno si classificò a metà tabellone dopo aver concluso il girone di andata in vetta alla classifica. Dopo un periodo interlocutorio che vide prima Delio Rossi e poi Adriano Buffoni, nella stagione 1998-99 la squadra, guidata inizialmente da Giorgini poi da Luigi De Canio, sfiorò la promozione perdendola definitivamente all'ultima giornata a causa delle vittorie di Reggina e Lecce, rispettivamente contro Torino, già promosso, e Chievo, già salvo. Dopo una stagione conclusa al tredicesimo posto, il campionato 2000-01 si rivelò disastroso per la squadra che al termine della stagione retrocederà nonostante l'avvicendamento di quattro allenatori (Delio Rossi, Giovanni Galeone, Tarcisio Burgnich e di nuovo Delio Rossi). Da segnalare, durante questo periodo, l'affermazione di alcuni giovani provenienti dal vivaio come Mauro Esposito, Massimo Margiotta e Morgan De Sanctis.[4]

Gli anni 2000Modifica

Cambi ai vertici (2001-2007)Modifica

Ritrovatasi dopo diciotto anni in terza divisione, per la stagione 2001-02 la squadra fu rifondata con elementi provenienti dalla Serie C1 ed affidata al fratello del direttore sportivo della squadra, Ivo Iaconi. Tali scelte della dirigenza suscitarono il malcontento della tifoseria che chiese a gran voce le dimissioni dello staff tecnico e dirigenziale. Nonostante la contestazione la squadra in campionato si trovò subito nei piani alti della classifica, qualificandosi infine per i play-off all'ultima giornata, battendo il Giulianova per 2-0. Tuttavia gli spareggi non saranno favorevoli al Pescara che fu eliminato dal Catania in semifinale dopo aver perso la partita di ritorno a causa di un clamoroso errore da parte del direttore di gara Bergonzi, che convalidò il goal-vittoria del Catania nonostante un evidente fuorigioco del marcatore Cicconi. Bergonzi arbitrerà negli anni seguenti in Serie A. Nella stagione successiva, con una formazione rinnovata, la squadra concluse al primo posto con 69 punti ex aequo con Avellino ma dovette disputare i play-off per classifica avulsa (scontri diretti: 1-0 ad Avellino e 1-2 a Pescara), vincendoli contro il Martina dopo aver eliminato in semifinale la Sambenedettese.

Tornato in Serie B, nella stagione 2003-2004 il Pescara disputò un buon girone di andata, ma un calo di rendimento nel girone di ritorno (favorito anche dagli infortuni dei titolari Saul Santarelli e Carlo Luisi) portò alla retrocessione in Serie C1 nonostante i 21 goal di Emanuele Calaiò e l'avvicendamento in panchina di Cetteo Di Mascio al posto di Ivo Iaconi. Nell'estate del 2004 il gruppo Scibilia-Oliveri passò la proprietà della squadra all'imprenditore Dante Paterna con cui iniziò un lungo periodo di crisi, nonostante il quale la società fu ripescata in Serie B a causa della mancata iscrizione del Napoli e dell'Ancona. La squadra, affidata a Giovanni Simonelli, allora esordiente in Serie B, il primo anno venne ripescata dopo aver concluso il campionato al terzultimo posto, mentre il campionato successivo lo concluse a centro classifica (con Maurizio Sarri in panchina).

La stagione 2006-2007 fu molto travagliata sia a livello societario che tecnico. La squadra parte male con Ballardini alla guida perdendo le prime 3 gare di campionato a cui fanno seguito 2 pareggi e un'altra sconfitta a Modena che costa la panchina al tecnico che viene esonerato dopo appena 6 giornate e un magro bottino di 2 punti. Al suo posto subentra Aldo Ammazzalorso ma la musica non cambia, in quanto i biancazzurri non riescono a conquistare nemmeno una vittoria e collezionano in 9 gare solo 3 pareggi e 6 sconfitte, tra cui il ko interno contro il Rimini (0-5).

Al posto di Ammazzalorso arriva sulla panchina pescarese Luigi De Rosa, ex glorioso centrocampista biancazzurro della storica promozione in A del Pescara "champagne" di Galeone, che guiderà il Pescara per tutto il girone di ritorno. All'esordio casalingo il Pescara di De Rosa batte 2-1 il forte Lecce di Papadopulo, Osvaldo, Valdés e Tiribocchi, in corsa per la Serie A. Segue la bella vittoria per 2-1 in trasferta a Bari, dove i biancazzurri rimontarono 2 gol grazie alla doppietta di Daniele Vantaggiato, e la gara vinta in casa contro il Cesena di Lazzari e Papa Waigo che navigava nelle zone alte della classifica. La squadra con De Rosa cambia pelle e conquista subito 10 punti in 4 partite, una media da promozione, risollevandosi subito in classifica balzando dall'ultimo posto alla zona play-out. La tifoseria inizia a sperare nella salvezza. Seguirono, poi, alti e bassi tra risultati positivi e sconfitte.

Contemporaneamente ci fu l'avvicendamento ai vertici della società del nuovo presidente Angelo Renzetti al posto di Dante Paterna, che durò però poco tempo, infatti la società viene ridata nelle mani di Paterna per poi essere acquistata da Massimiliano Pincione. In 2 mesi ci furono 4 presidenti. I problemi societari, portati avanti per tutto il girone di ritorno, si fanno sempre più gravi tanto da prospettarsi il fallimento e influiscono negativamente sulla squadra. La squadra dopo un buon periodo di ripresa retrocesse all'ultimo posto con 24 punti.[5]

Dal Pescara al "Delfino Pescara 1936": fallimento e rifondazione (2007-2009)Modifica

Il 5 ottobre 2007 la società, in ormai carenti condizione economiche (era stata penalizzata di un punto a causa di un ritardo nel pagamento dei versamenti IRPEF), procedette ad una ricapitalizzazione, aperta anche a soggetti esterni, mediante cui la proprietà venne trasferita all'imprenditore immobiliare Gerardo Soglia che, dopo una stagione in cui il club concluse al settimo posto, rassegnò le proprie dimissioni il 9 ottobre 2008[6], mettendo in vendita la società.

La squadra passò dapprima alla CIT Travel, quindi alla società anonima svizzera Eurocat SA. Dopo una serie di manifestazioni dei tifosi contro la società inadempiente, il Pescara è ancora in vendita, ma il 19 dicembre 2008 a causa di pesanti debiti societari la società Pescara Calcio S.p.A. è stata dichiarata fallita dal tribunale civile cittadino. In seguito, dopo l'affidamento al curatore fallimentare Dott. Saverio Mancinelli, sarà egli stesso a fissare per il 20 gennaio 2009 presso il medesimo Tribunale Civile una base d'asta di vendita aziendale di 600.000 euro per l'acquisizione del club.

Ed in quella sede, tra l'entusiasmo di una foltissima rappresentanza della tifoseria organizzata (il cui ruolo si è rivelato determinante nell'opera di ricostruzione), aggiudicataria dell'asta si rivela essere la Delfino Pescara 1936. Il nuovo sodalizio, tutto pescarese, è presieduto da Deborah Caldora, figlia dell'ex presidente della prima Serie A e dall'industriale dell'omonima pasta Giuseppe De Cecco. Dopo l'esonero di Giuseppe Galderisi al culmine di una perdurante crisi tecnica, la guida della squadra è affidata ad Antonello Cuccureddu. L'ex bandiera della Juventus riuscirà a condurre il Delfino biancazzurro alla salvezza.[7]

Anni recentiModifica

Il ritorno in Serie B (2009-2010)Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Delfino Pescara 1936 2009-2010 e Delfino Pescara 1936 2010-2011.
 
La Curva Nord "Marco Mazza" nella finale play-off 2010 contro il Verona, allo stadio Adriatico di Pescara.

L'obiettivo per la neonata società pescarese per la stagione 2009-2010 è il ritorno in serie B. I risultati iniziali portano gli abruzzesi nelle primissime posizioni. Alla decima giornata il Pescara e il Verona (partito con lo stesso prestigioso obiettivo) si ritrovano al primo posto in classifica, inseguite dal Portogruaro. Le tre squadre si inseguono per tutto il campionato, ma nessuna riesce a piazzare l'allungo decisivo. I veronesi vincono il girone di andata e ad un certo punto si ritrovarono con ben sette punti di vantaggio, che però poi furono tutti sciupati a causa di un calo di prestazioni. Gli abruzzesi invece stentano nella prima metà di campionato ma da gennaio la sostituzione di Cuccureddu con Eusebio Di Francesco restituisce nuova linfa alla squadra riportandola a ridosso della vetta della classifica.

A sorpresa, fra queste due squadre a trionfare è l'outsider Portogruaro, con una vittoria all'ultima giornata sul Verona, venendo direttamente promosso in B. Pescara (secondo) e Verona (terzo) finiscono alle semifinali play-off: da un lato il Verona elimina con facilità il Rimini, nell'altra semifinale i biancazzurri eliminano la Reggiana con uno 0-0 nel match di Reggio Emilia ed un 2-0 allo Stadio Adriatico. Nella finale di ritorno a Pescara, dopo un 2-2 nella gara di andata al Bentegodi di Verona, sono i padroni di casa a imporsi con una rete di Ganci e a poter così festeggiare la promozione, mentre gli scaligeri sono costretti a disputare amaramente un quarto campionato di fila in Lega Pro. La stagione del ritorno in serie B è caratterizzata da un inizio difficoltoso con 3 soli punti ottenuti nelle prime 5 gare.

Successivamente la squadra offre ottime prestazioni in casa alternate ad altre meno convincenti in trasferta ma vede la squadra abruzzese conquistare la salvezza dopo aver lottato per lunghi tratti per un posto ai play-off, sempre sotto la guida di mister Eusebio Di Francesco.

Zeman e la promozione in Serie A dopo 20 anni (2012)Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Delfino Pescara 1936 2011-2012.

Per la stagione 2011-2012, visto il passaggio al Lecce di mister Di Francesco, la guida della squadra viene affidata a Zdeněk Zeman, fortemente voluto dal presidente Giuseppe De Cecco. La prima di campionato vede i biancazzurri ospiti di un Verona voglioso di riscattare quanto successo due anni prima ai play-off che hanno sancito il ritorno in cadetteria degli abruzzesi, ma per la prima volta nella sua storia il Pescara vince al Bentegodi. Nella prima parte di stagione la squadra veleggia stabilmente nelle prime quattro posizioni della classifica. Dal 28 novembre 2011 viene nominato presidente Daniele Sebastiani al posto di De Cecco, a causa di attriti nati in società. Il Pescara subisce un brusco calo a metà del girone di ritorno, totalizzando 1 punto tra la 10ª e la 14ª giornata: questo periodo di flessione è segnato anche da due lutti, quello del preparatore dei portieri Francesco Mancini e quello del calciatore Morosini, giocatore del Livorno deceduto sul terreno dell'Adriatico durante la partita tra biancazzurri e labronici. Il Pescara trova la svolta nella partita col Padova vincendo 6 a 0 in trasferta, e comincia una vera e propria marcia trionfale che lo porterà il 20 maggio, a seguito della vittoria per 1-3 allo Stadio Luigi Ferraris di Genova contro la Sampdoria, a festeggiare il ritorno in Serie A dopo 19 anni, con una giornata di anticipo.[8] facendo esplodere in festa una città intera e i suoi tifosi.[9] Nell'ultima giornata, giocata davanti a uno Stadio Adriatico gremito in ogni ordine di posto, gli abruzzesi sono premiati con la Coppa Ali della Vittoria, destinata alla squadra vincitrice del torneo cadetto: la vittoria contro la Nocerina per 1-0 ed il pareggio per 0-0 del Torino, contro l'AlbinoLeffe sanciscono l'arrivo a pari punti (83) delle due squadre, tuttavia è il Pescara a classificarsi al primo posto in classifica grazie alla differenza reti (+35 dei biancazzurri a fronte del +29 dei granata) essendoci parità in classifica avulsa (4-2 a Torino e 2-0 a Pescara; in questa classifica non si fa differenza tra gol segnati in casa e in trasferta). In questo campionato la squadra è riuscita a segnare l'incredibile somma di 90 gol in 42 partite (più di 2 a incontro), a sole 5 reti dal record assoluto, appartenente alla SPAL e risalente al campionato 1949-50. Il tridente d'attacco titolare, formato da Ciro Immobile (capocannoniere con 28 gol), Lorenzo Insigne (18) e il capitano Marco Sansovini (16) risulta essere uno dei più prolifici di sempre in Serie B con ben 57 reti totali. Anche le reti subite non sono poche, ben 55. La differenza reti (+35) è comunque la migliore del campionato cadetto appena trascorso. Zeman lascerà a fine stagione per andare alla Roma e durante la conferenza stampa di saluto alla città e alla squadra disse di non aver mai visto nulla di simile dal bus scoperto che aveva fatto il giro della città, in occasione dei festeggiamenti per la promozione in serie A. A testimonianza del rapporto viscerale che lega i Pescaresi alla loro squadra, rapporto che in molte occasioni è stato decisivo nei risultati ottenuti dalla formazione biancazzurra.

 
Zdeněk Zeman, artefice della promozione in Serie A del 2012.

L'anno successivo il club biancazzurro si affida a Giovanni Stroppa, allenatore emergente reduce da un buon campionato in Lega Pro Prima Divisione con il Südtirol. Danno l'addio alla squadra i maggiori artefici della promozione in Serie A, tra cui Ciro Immobile, Lorenzo Insigne, il capitano Marco Sansovini e Marco Verratti. Il girone d'andata, nonostante le dimissioni di Stroppa, sostituito con Cristiano Bergodi, è comunque positivo: dopo 19 partite il Pescara si trova appaiato a Torino e Sampdoria, le altre due neopromosse, a quota 20 punti, al quindicesimo posto. Nel girone di ritorno, complici i tanti infortuni e un mercato invernale decisamente sfortunato, la squadra accusa una gravissima crisi. Anche l'esonero di Bergodi, al posto del quale viene promosso ad allenare la prima squadra il tecnico della Primavera Cristian Bucchi, non riesce a dare la scossa sperata. Il 5 maggio 2013, nello stesso stadio che l'anno prima aveva sancito la promozione in Serie A (ma contro la Sampdoria), gli abruzzesi perdono per 4-1 contro il Genoa e retrocedono matematicamente in Serie B con quattro giornate di anticipo.[10] Il Pescara torna nella serie cadetta dopo aver inanellato una serie di record negativi, come il peggior attacco (appena 27 i gol segnati), la peggior difesa (84 reti subite, più di 2 a partita), la peggior differenza reti (-57) e infine le 28 sconfitte su 38 partite giocate, 17 delle quali nel disastroso girone di ritorno).

Ritorno in Serie BModifica

Nell'anno del ritorno in B, i biancoazzurri, guidati prima da Pasquale Marino e poi da Serse Cosmi, disputano un campionato sofferto e chiuso al quindicesimo posto. L'anno successivo, con il nuovo allenatore Marco Baroni, le ambizioni sono ben altre, ma alla quarantunesima e penultima giornata il tecnico toscano viene esonerato. La squadra, nona in classifica ad appena due punti dagli spareggi promozione, viene affidata al tecnico della primavera Massimo Oddo, che eredita la panchina su cui anche il padre Francesco si era seduto negli anni novanta. La vittoria contro il Livorno consente di concludere il campionato in settima posizione e centrare una insperata qualificazione ai play-off. Il Pescara elimina dapprima il Perugia e poi il Vicenza, ma nella doppia finale contro il Bologna non va oltre due pareggi (0-0 e 1-1), e i felsinei conquistano la promozione per il miglior piazzamento in classifica.

Ritorno in Serie A con Oddo e nuova retrocessione con ZemanModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Delfino Pescara 1936 2015-2016 e Delfino Pescara 1936 2016-2017.

Nella stagione 2015-2016 il pescarese campione del mondo Massimo Oddo viene riconfermato alla guida della squadra. Alla fine del girone di andata il Pescara è al terzo posto dietro a Cagliari e Crotone, ma nel girone di ritorno i biancoazzurri totalizzano soltanto 3 punti in 9 partite, che ne frenano la corsa verso la promozione diretta. Dopo una ripresa finale, la squadra riesce a chiudere in quarta posizione e a qualificarsi per i play-off. Eliminato il Novara, i biancoazzurri ottengono la promozione in Serie A con una vittoria interna e un pareggio esterno nella finale contro il Trapani. Il ritorno nella serie cadetta è però immediato, dopo un'altra, brutta stagione nella quale il Pescara replica alcuni dei record negativi di quattro anni prima. L'unico guizzo degno di nota del campionato è la vittoria per 5-0 contro il Genoa, con Zdeněk Zeman tornato alla guida della squadra. Dopo la retrocessione, la società conferma Zeman come guida tecnica. Dopo un buon avvio, la squadra accusa una flessione che porta il presidente Sebastiani a sostituire Zeman prima con l'allenatore della primavera Massimiliano Epifani e poi con il tecnico veneto Giuseppe Pillon, il quale riesce a salvare gli adriatici senza passare dai play-out e viene confermato anche per la stagione successiva.

CronistoriaModifica

Cronistoria del Delfino Pescara 1936
  • 1926 - Dalla fusione dell'Aternum Castellamare ed Ursus Pescara nasce la Tito Acerbo, prima società calcistica a rappresentanza di entrambe le sponde cittadine con il giallo e il blu come colori sociali iscritto al campionato di Seconda Divisione.
  • 1926-1927 - 6º nel girone A della Seconda Divisione Sud.
  • 1927 - Al termine della stagione, la Tito Acerbo viene radiata per un tentativo di corruzione e viene fondata una nuova società che assume il nome di Unione Sportiva Adriatico con il nero e l'azzurro come colori sociali.
  • 1927-1928 - 3º nel girone Abruzzi della Terza Divisione.
  • 1928 - Alla fine del campionato, l'Unione Sportiva Adriatico si scioglie e viene fondata la nuova società Società Sportiva Abruzzo che torna ad assumere il giallo e il blu come colori sociali.
  • 1928-1929 - 5º nel girone B del Campionato Meridionale.
  • 1929-1930 - La società al termine della stagione si prende un anno sabbatico, ripartendo dalla Terza Divisione l'anno dopo.

  • 1930-1931 - 2° nel girone unico della Terza Divisione Abruzzi.   Ammesso in Seconda Divisione a tavolino.
  • 1931-1932 - 1° nel girone unico della Seconda Divisione Abruzzi.   Promosso in Prima Divisione saltando le finali per altrui rinuncia.
  • 1932 - La Società Sportiva Abruzzo cambia denominazione in Associazione Calcio Pescara e cambia i colori sociali adottando il rosso e il blu.
  • 1932-1933 - 10º nel girone G della Prima Divisione.
  • 1933-1934 - 2º nel girone G della Prima Divisione dopo aver vinto lo spareggio contro il Taranto. 3º nel girone finale C.
  • 1934-1935 - 7º nel girone G della Prima Divisione. Ammesso nella nuova Serie C.
  • 1935-1936 - Il club si iscrive al girone D della Serie C, ma subito dopo aver passato il turno in Coppa Italia e prima dell'inizio del campionato si ritira e si scioglie.


  • 10 giugno 1936 - Nell'estate viene costituita la Società Sportiva Pescara che viene iscritta nel campionato di Seconda Divisione e adotta il bianco e l'azzurro come colori sociali.
  • 1936-1937 - Partecipa alla Seconda Divisione Abruzzi.   Ammesso in Prima Divisione per ripescaggio.
  • 1937-1938 - 2º nel girone unico della Prima Divisione Abruzzi.   Promosso in Serie C.
  • 1938-1939 - 8º nel girone G della Serie C.
Qualificazioni di Coppa Italia.
Secondo turno eliminatorio di Coppa Italia.

  • 1940-1941 - 1º nel girone F della Serie C. 2º nel girone B delle finali.[11]   Promosso in Serie B.
Terzo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
  • 1943-1944 - Attività sospesa per cause belliche.
  • 1944 - Dopo la guerra, la società viene ricostituita con la nuova denominazione Associazione Sportiva Pescara.
  • 1944-1945 - 1º nel Campionato Bellico Abruzzese.
  • 1945-1946 - 6º nella Serie mista A-B Centro-Sud della Divisione Nazionale.
  • 1946-1947 - 3º nel girone C della Serie B.
  • 1947-1948 - 7º nel girone C della Serie B.
  • 1948-1949 - 21º in Serie B.   Retrocesso in Serie C.
  • 1949-1950 - 17º nel girone C della Serie C.   Retrocesso in Promozione.

  • 1950-1951 - 2º nel girone L della Lega Interreg. Centro di Promozione.
  • 1951-1952 - 1º nel girone L della Lega Interreg. Centro di Promozione. Ammesso nella nuova IV Serie in quanto fondatore.
  • 1952-1953 - 12º nel girone G della IV Serie.
  • 1953-1954 - 3º nel girone F della IV Serie.
  • 1954-1955 - 3º nel girone G della IV Serie.
  • 1955-1956 - 1º nel girone G della IV Serie. Perde la finale Sud contro la Reggina per la promozione in Serie C.
  • 1956-1957 - 6º nel girone G della IV Serie. Ammesso nel nuovo Campionato Interregionale - Prima Categoria.
  • 1957-1958 - 3º nel girone B del Campionato Interregionale - Prima Categoria.   Promosso in Serie C.
  • 1958-1959 - 14º nel girone C della Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.


  • 1970-1971 - 12º nel girone C della Serie C.
  • 1971-1972 - 18º nel girone C della Serie C.   Retrocesso in Serie D.
  • 1972-1973 - 1º nel girone H della Serie D.   Promosso in Serie C.
  • 1973-1974 - 1º nel girone C della Serie C.   Promosso in Serie B.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
  • 1974 - Il sodalizio cambia denominazione in Pescara Calcio S.p.A.[12]
  • 1974-1975 - 10º in Serie B.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1978-1979 - 3º in Serie B dopo aver vinto lo spareggio contro il Monza.   Promosso in Serie A.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.

Primo turno di Coppa Italia.
  • 1981-1982 - 20º in Serie B.   Retrocesso in Serie C1.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1982-1983 - 2º nel girone B della Serie C1.   Promosso in Serie B.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 1985-1986 - 17º in Serie B. Retrocesso e successivamente ripescato per la mancata iscrizione del Palermo.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Mitropa.
Secondo turno di Coppa Italia.
Gironi di qualificazione di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Anglo-Italiana.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

  • 2000-2001 - 20º in Serie B.   Retrocesso in Serie C1.
Fase a gironi di Coppa Italia.
  • 2001-2002 - 4º nel girone B della Serie C1. Perde la semifinale dei play-off contro il Catania.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2002-2003 - 2º nel girone B della Serie C1.   Promosso in Serie B dopo aver vinto i play-off.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
  • 2003-2004 - 22º in Serie B. Retrocesso e successivamente ripescato al posto dell'Ancona.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
  • 2006-2007 - 22º in Serie B.   Retrocesso in Serie C1.
Secondo turno di Coppa Italia.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
  • 2008-2009 - 12º nel girone B della Lega Pro Prima Divisione.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia Lega Pro.
  • 2009 - Nel mese di marzo il Pescara Calcio S.p.A. fallisce per motivi economici. Successivamente, viene fondata la Delfino Pescara 1936 S.r.l. che rileva il ramo d'azienda, la squadra, i debiti calcistici e il titolo sportivo del vecchio sodalizio mantenendo la categoria.[13]
  • 2009-2010 - 2º nel girone B della Lega Pro Prima Divisione.   Promosso in Serie B dopo aver vinto i play-off.
Primo turno di Coppa Italia Lega Pro.

Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.

Colori e simboliModifica

ColoriModifica

 
Massimiliano Allegri in azione con la maglia casalinga troncata dei primi anni 1990

Fin dalla sua fondazione nel 1936, i colori sociali della squadra sono il bianco e l'azzurro, gli stessi dello stemma comunale di Pescara.[14]

La classica prima divisa degli abruzzesi prevede una maglia palata biancazzurra, abbinata a pantaloncini e calzettoni bianchi — e con le sole significative varianti, da stagione a stagione, dell'ampiezza dei pali o della gradazione di azzurro —;[14] ciò nonostante, nel corso della sua storia il Pescara ha anche proposto divise casalinghe che molto si discostarono dalla tradizione, su tutte la maglia fasciata degli esordi,[14] la muta bianca con palo laterale azzurro che contrassegnò nella stagione 1976-1977 la prima promozione abruzzese in Serie A,[15] e la casacca troncata dei primi anni 1990.[16]

Per quanto riguarda le mute di cortesia, tra i colori più utilizzati ci sono il blu, il rosso e il giallo, spesso accompagnati da dettagli o bordature che richiamano i colori sociali biancazzurri.[14]

StruttureModifica

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Adriatico-Giovanni Cornacchia.

Nei primi anni dopo la fondazione, il Pescara Calcio utilizzava come stadio l'attuale Piazza 1º maggio. A partire dagli anni trenta invece, utilizza il campo "Rampigna". Poi, fino all'inaugurazione del nuovo stadio stabilisce i suoi incontri nella cosiddetta "Fossa dei Leoni". Il 29 dicembre 1955 viene inaugurato l'attuale Stadio Adriatico con un'amichevole contro il Como.[17]

SocietàModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Dirigenti del Delfino Pescara 1936

Organigramma societarioModifica

Aggiornato al 11 ottobre 2017.[18]

 
Staff dell'area amministrativa
Consiglio d'amministrazione
  •   Daniele Sebastiani - Presidente
  •   Vincenzo Marinelli - Presidente onorario
  •   Gabriele Bankowski - Vicepresidente
  •   Roberto Druda - Consigliere

Staff organizzativo
  •   Luca Leone - Direttore sportivo
  •   Giuseppe Pavone - Direttore sportivo
  •   Luigi Gramenzi - Segretario generale
  •   Tonino Falcone - Segretario sportivo
  •   Elena Di Stefano - Amministratrice
  •   Massimo Mucciante - Responsabile area comunicazione
  •   Francesco Troiano - Responsabile biglietteria
  •   Vincenzo De Prisco - Responsabile area marketing
  •   Remo Firmani - Area marketing
  •   Nicola Lotti - Supporter liaison officer
  •   Catia Crocetta - Segretaria

Settore giovanile
  •   Giuseppe Geria - Direttore generale
  •   Ferdinando Ruffini - Responsabile
  •   Tonino Di Battista - Coordinatore tecnico
  •   Angelo Londrillo - responsabile scuola calcio
  •   Andrea Mazzetti - Ufficio stampa giovanili

Modifica

 
Cronologia degli sponsor tecnici
 
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1980-1983 ...
  • 1983-1984 Gelati Gis
  • 1984-1985 Duchi di Castelluccio
  • 1985-1988 Cassa Risparmio Pescara e L.A.
  • 1988-1990 Gelati Gis
  • 1990-1991 Caripe
  • 1991-2002 Gelati Gis
  • 2002-2003 ...
  • 2003-2004 IdroTecno-Saquella Caffè
  • 2004-2005 Eurovision tv (28ª-42ª)
  • 2005-2006 Naif
  • 2006-2007 Delverde-Rete8
  • 2007-2009 Nessuno sponsor
  • 2009-2011 Pail-Humangest
  • 2011-2012 Gamenet
  • 2012-2013 Acqua Santa Croce-Risparmio Casa
  • 2013-2014 Acqua & Sapone
  • 2014-2015 OMA Angelucci-Pharma +
  • 2015-2016 OMA Angelucci-Pharma +-DZ Zampacorta
  • 2016-2017 Saquella Caffè-OMA Angelucci-Armata di Mare
  • 2017-2018 Saquella Caffè-Liofilchem Diagnostici-Sarni-Sarni Oro

Allenatori e presidentiModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori del Delfino Pescara 1936

Di seguito la lista degli allenatori del Pescara.[19]

 
Allenatori

Di seguito la lista dei presidenti del Pescara.[20]

 
Presidenti
  • 1936-1948   Angelo Vetta
  • 1948-1949   Renato De Cecco,   Sabatino Di Properzio e   Mariano Celsi
  • 1949-1950   Vianello,   Di Properzio e   Daidone
  • 1950-1952   Raffaele Breda[21]
  • 1952-1954   Angelo Forese e   Sabatino Di Properzio
  • 1954-1961   Sabatino Di Properzio
  • 1961-1964   Antonio Sacco
  • 1964-1965   Ennio Giansante[21]
  • 1965-1966   Vincenzo Scuccimarra
  • 1966-1974   Salvatore Galeota
  • 1974-1976   Gianni Capacchietti
  • 1976-1977   Armando Caldora
  • 1977-1978   Attilio Taraborelli
  • 1978-1980   Gianni Capacchietti
  • 1980-1986   Vincenzo Marinelli
  • 1986-1987   Panfilo De Leonardis
  • 1987-1989   Pietro Scibilia
  • 1989-1990   Alberto Di Lena
  • 1990-1991   Franco Fedele
  • 1991-2004   Pietro Scibilia
  • 2004-2007   Dante Paterna
  • 2007   Angelo Renzetti e   Massimiliano Pincione
  • 2007-2008   Massimiliano Pincione e   Gerardo Soglia
  • 2008-2009   Saverio Mancinelli[22]
  • 2009-2010   Deborah Caldora
  • 2010-2011   Giuseppe De Cecco
  • 2011-   Daniele Sebastiani

GiocatoriModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori del Delfino Pescara 1936

PalmarèsModifica

Competizioni nazionaliModifica

1986-1987[23], 2011-2012

Competizioni interregionaliModifica

1973-1974 (girone C)
1951-1952 (girone L)
1972-1973 (girone H)

Altri piazzamentiModifica

Secondo posto: 1991-1992
Terzo posto: 1941-1942, 1946-1947 (girone C), 1976-1977, 1978-1979
Secondo posto: 1982-1983 (girone B), 2002-2003 (girone B)
Secondo posto: 2009-2010 (girone B)

Statistiche e recordModifica

Partecipazione ai campionati nazionaliModifica

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 7 1977-1978 2016-2017 7
Serie A-B 1 1945-1946 38
Serie B 37 1941-1942 2018-2019
Serie C 19 1938-1939 1973-1974 25
Serie C1 6 1982-1983 2009-2010
Prima Divisione 1 1937-1938 10
Promozione 2 1950-1951 1951-1952
IV Serie 5 1952-1953 1956-1957
Campionato Interregionale - Prima Categoria 1 1957-1958
Serie D 1 1972-1973

Partecipazione ai campionati regionaliModifica

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Seconda Divisione 1 1936-1937 1

Partecipazione alle coppe nazionaliModifica

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa Italia 48 1938-1939 2017-2018 55
Coppa Italia Semiprofessionisti/Serie C 7 1973-1974 2009-2010

Partecipazione alle coppe internazionaliModifica

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa Mitropa 1 1987-1988 2
Coppa Anglo-Italiana 1 1993-1994

Il Pescara ha disputato 80 campionati dalla sua fondazione nel 1936.

Statistiche individualiModifica

In grassetto i calciatori attualmente in attività nel Pescara. (statistiche aggiornate al 28 maggio 2017)

 
Record di presenze in campionato
 
Record di reti in campionato
 
Record di presenze in Serie A
 
Record di reti in Serie A

TifoseriaModifica

StoriaModifica

Il tifo organizzato a Pescara ebbe origine già nei primi anni '70, in concomitanza con l'inizio della diffusione del movimento ultras in Italia. Nel 1976 venne fondato il gruppo dei Rangers, ancor oggi il più importante della tifoseria pescarese.[24] Fra gli altri gruppi storici vanno menzionati i Bad Boys, nati nel 1985 e scioltisi durante il campionato di Serie B 2003-2004[25], e i Cherokee, nati nel 1987 e confluiti nei Rangers nel 1999 assieme ad altri gruppi minori. Nel 2002 si è formata una sezione dei Rangers con sede a Silvi, mentre nel 2012 è sorto un nuovo gruppo ultras, A Difesa di una Fede, posizionato in Curva Sud o, nel caso in cui il settore venga assegnato ai tifosi ospiti, in Tribuna Adriatica. [26]

Durante le partite casalinghe, la gran parte della tifoseria organizzata è posizionata in Curva Nord, intitolata allo storico capo ultras Marco Mazza (detto Bubù), prematuramente deceduto nel 2006.

La maggior parte dei tifosi proviene dalla città e dai dintorni: la squadra è molto popolare in tutto l'Abruzzo e anche tra gli abruzzesi residenti nel resto dell'Italia e tra le famiglie degli emigranti abruzzesi all'estero. L'unico club ufficiale di tifosi con sede al di fuori dei confini nazionali è in Francia, ma sono molti i tifosi in Germania, Svizzera, Canada e Belgio.

Gemellaggi e rivalitàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Abruzzo.

La tifoseria del Pescara è gemellata con quella del Vicenza sin dal 9 gennaio 1977. Si tratta del primo gemellaggio tra due tifoserie calcistiche al mondo, tuttora molto sentito da ambo le parti nonostante lo scioglimento dei "Vigilantes", gruppo principale della tifoseria vicentina, avvenuto nel 2012.[27] Un altro forte gemellaggio ha legato le tifoserie di Pescara e Messina dal 1986 al 2016, quando è stato sciolto. La scelta, operata dai Rangers, non è stata condivisa da gran parte del resto della tifoseria biancoazzurra.

Con la tifoseria del Livorno c'è stato in passato un gemellaggio, successivamente sciolto. Le due tifoserie hanno comunque mantenuto ottimi rapporti e si sono particolarmente riavvicinate fra loro in seguito alla morte in campo di Piermario Morosini, calciatore del Livorno, avvenuta il 14 aprile 2012 allo Stadio Adriatico, durante un incontro valido per il campionato di Serie B. La partita, interrotta al 31º minuto del primo tempo sul punteggio di 2-0 per i labronici, è stata poi proseguita e conclusa col medesimo risultato il successivo 16 maggio.[28]

La tifoseria biancazzurra ha inoltre buoni rapporti in Europa con gli ultras del Wolfsburg, del Preußen Münster e del Magonza, in Italia con quelli del Genoa, della Fermana[29], della Cavese e con quelli della Torres (amicizia risalente al campionato di Serie C1 2002-2003).

La rivalità da sempre più sentita è quella con la Lazio, inimicizia nata nel 1977 e proseguita nel corso dei decenni con duri scontri tra le tifoserie. Anche con l'altra squadra capitolina, la Roma, esiste un'accesa rivalità rinvigorita dall'amichevole disputata nel 2010 e dai campionati di Serie A del 2012-2013 e del 2016-2017. A livello regionale le rivalità più rilevanti sono quelle con l'Aquila e con il Chieti, quest'ultima sentita più in ambito campanilistico fra le rispettive citta.

Importante è anche la rivalità con i gruppi organizzati del Verona, nata per motivi campanilistici e territoriali e per la forte amicizia che lega i tifosi scaligeri a quelli laziali. Quasi tutte le rivalità più o meno sentite sono con le tifoserie di squadre centro-meridionali, soprattutto con Ascoli, Bari, Salernitana e Foggia, ma anche con Avellino, Reggina, Catania, Napoli, Lecce e Perugia. Le principali rivalità con squadre settentrionali sono con le tifoserie di Cesena, Fiorentina, Sampdoria, Torino e Brescia.

OrganicoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Delfino Pescara 1936 2018-2019.

RosaModifica

Rosa aggiornata al 3 settembre 2018.[30]

N. Ruolo Giocatore
1   P Vincenzo Fiorillo
2   D Hugo Campagnaro
3   D Cristiano Del Grosso
5   D Andrew Gravillon
6   D Gennaro Scognamiglio
7   A Leonardo Mancuso
8   C Ledian Memushaj
9   A Gaetano Monachello
10   C José Machin
11   A Christian Capone
12   P Elhan Kastrati
13   D Michele Fornasier
14   D Antonio Balzano
15   D Edgar Elizalde
N. Ruolo Giocatore
16   C Gastón Brugman  
17   A Andrea Cocco
19   C Manuel Marras
20   C Andrea Palazzi
22   P Francesco Galante
23   D Marco Perrotta
24   A Luca Forte
25   C Luca Crecco
26   A Mirko Antonucci
27   D Giuseppe Scalera
28   C Filippo Melegoni
29   C Ferdinando Del Sole
30   C Franck Kanouté
31   D Matteo Ciofani

Staff tecnicoModifica

 
Staff dell'area tecnica
  •   Giorgio Repetto - Direttore tecnico
  •   Giuseppe Pillon - Allenatore
  •   Emanuele Pesoli - Vice allenatore
  •   Gabriele Aldegani - Preparatore dei portieri
  •   Giacomo Tafuro - Preparatore atletico
  •   Jacopo Pillon - Preparatore atletico
  •   Diego Labricciosa - Match Analyst
  •   Claudio D'Arcangelo - Responsabile staff fisioterapia
  •   Marco Rossi - Fisioterapista
  •   Rocco Trivarelli - Fisioterapista
  •   Luciano Palombi - Capo magazziniere
  •   Gabriele Colantonio - Magazziniere

NoteModifica

  1. ^ FALLIMENTO PESCARA CALCIO, PescaraCalcio.com, 19 dicembre 2008.
  2. ^ a b COMUNICATO STAMPA: Il Pescara in ritiro invernale ad Affi
  3. ^ Pescara-Parma 1-0 Archiviato il 21 settembre 2013 in Internet Archive. legaserieb.it
  4. ^ COMUNICATO STAMPA: il Presidente Soglia invita i tifosi alla correttezza
  5. ^ COMUNICATO STAMPA: accrediti stampa Pescara-Juve Stabia
  6. ^ Pescara, si dimette il presidente Soglia[collegamento interrotto], dal sito corrieredellosport.it
  7. ^ COMUNICATO STAMPA: accrediti stampa Pescara-Taranto
  8. ^ Pescara, 20:29 - Sport - Repubblica.it
  9. ^ Pescara in Serie A: firmato Zeman. Trionfo a casa Samp: 3-1, è promozione
  10. ^ Genoa-Pescara 4-1. Doppio Borriello trascina i rossoblù. Il Pescara retrocede in B
  11. ^ quoziente reti 1 contro l'1,75 della Fiumana
  12. ^ Annuario F.I.G.C. 1974-75, pag.34, perché obbligata dalla Lega Nazionale Professionisti alla trasformazione in S.p.a. essendo stata promossa in Serie B.
  13. ^ COMUNICATO UFFICIALE N. 111/A (PDF), http://www.figc.it/, 12 marzo 2009. URL consultato il 14 gennaio 2018.
  14. ^ a b c d Welter, p. 146
  15. ^ Matteo Perri, 80 anni per il Pescara Calcio, svelata la maglia celebrativa di Erreà, su soccerstyle24.it, 15 aprile 2016.
  16. ^ Welter, p. 147
  17. ^ Stadio Adriatico - Storia, http://www.solopescara.com/. URL consultato il 25 gennaio 2016.
  18. ^ Organigramma Delfino Pescara 1936, pescaracalcio.com. URL consultato il 7 agosto 2016.
  19. ^ Allenatori, http://www.solopescara.com/. URL consultato il 25 gennaio 2016.
  20. ^ Presidenti, http://www.solopescara.com/. URL consultato il 25 gennaio 2016.
  21. ^ a b Commissario.
  22. ^ Curatore fallimentare.
  23. ^ Ex aequo con il Pisa.
  24. ^ Pescara Calcio Tifosi - Pescara Rangers - Storia, http://www.solopescara.com/. URL consultato il 25 gennaio 2016.
  25. ^ Pescara Calcio Tifosi - Bad Boys - Storia, http://www.solopescara.com/. URL consultato il 25 gennaio 2016.
  26. ^ Pescara Calcio Tifosi - Cherokee - Storia, http://www.solopescara.com/. URL consultato il 25 gennaio 2016.
  27. ^ Pescara Calcio Tifosi - Gemellaggio Pescara - Vicenza, http://www.solopescara.com/. URL consultato il 25 gennaio 2016.
  28. ^ Pescara Calcio Tifosi - Amicizie, http://www.solopescara.com/. URL consultato il 25 gennaio 2016.
  29. ^ Amici e Rivali, http://www.brigategialloblu.com/. URL consultato il 25 gennaio 2016.
  30. ^ Rosa 2018-2019, su pescaracalcio.com. URL consultato il 31 agosto 2018.

BibliografiaModifica

  • Annuario FIGC, Roma, Federazione Italiana Giuoco Calcio, vari.
  • Almanacco illustrato del calcio, Milano, Rizzoli Editore, varie edizioni.
  • Almanacco illustrato del calcio, Milano, Edizioni Carcano, varie edizioni.
  • Almanacco illustrato del calcio, Modena, Edizioni Panini, varie edizioni.
  • Giorgio Welter, Pescara, in Le maglie della Serie A, Milano, Codice Atlantico, 2013, pp. 146-147, ISBN 978-88-905512-9-1.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica