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Pescosansonesco
comune
Pescosansonesco – Stemma Pescosansonesco – Bandiera
Pescosansonesco – Veduta
Pescosansonesco Vecchio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Pescara-Stemma.png Pescara
Amministrazione
SindacoNunzio Di Donato (lista civica) dal 16-5-2011
Territorio
Coordinate42°15′N 13°53′E / 42.25°N 13.883333°E42.25; 13.883333 (Pescosansonesco)Coordinate: 42°15′N 13°53′E / 42.25°N 13.883333°E42.25; 13.883333 (Pescosansonesco)
Altitudine610 m s.l.m.
Superficie18,35 km²
Abitanti486[1] (31-12-2018)
Densità26,49 ab./km²
FrazioniColle della Guardia, Decontra, Dogli
Comuni confinantiBussi sul Tirino, Capestrano (AQ), Castiglione a Casauria, Corvara, Pietranico
Altre informazioni
Cod. postale65020
Prefisso085
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT068029
Cod. catastaleG499
TargaPE
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantipescolani
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pescosansonesco
Pescosansonesco
Pescosansonesco – Mappa
Posizione del comune di Pescosansonesco all'interno della provincia di Pescara
Sito istituzionale

Pescosansonesco (Lu Pièsc'hie in abruzzese[2]; Gliu Pièšc'he in dialetto pescolano) è un comune italiano di 486 abitanti della provincia di Pescara in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Vestina e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

In paese sorge il Santuario del Santo Nunzio Sulprizio che qui è nato nel 1817.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Centro agricolo dell'Appennino abruzzese, alle falde sud-orientali del Gran Sasso d'Italia. L'abitato sorge sulle pendici orientali del Pizzo della Croce, 2 km a NE del vecchio centro che venne distrutto da una frana del 1934.

StoriaModifica

Fondato come castello agricolo dall'Abbazia di San Clemente a Casauria, in epoca normanna compare come feudo di una famiglia locale vicina a Ugo Malmozzetto nella sua conquista dei territori pedemontani vicini alla costa, e nel 1111 il feudatario erede, Gentile, rientra nello scacchiere dell'abate Casauriense come vassallo diretto dell'Abbazia[3]; all'inizio del XIV secolo appare citato come Pesco Sedonisco. Fu feudo dei Cantelmo e dei Sansonetti.

Nel XIX secolo vi nacque il giovane artigiano Nunzio Sulprizio, che a Napoli divenne famoso per un miracolo riguardante la sua gamba malferma. Nel Novecento il culto di Nunzio si intensificò a tal punto da proclamarlo "Beato". Nel 1934 una frana danneggiò gravemente il borgo medievale, che fu abbandonato. Fu pertanto immediatamente ricostruito a pochi km di distanza il centro nuovo.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Paese vecchio
 
Chiesa vecchia di San Nicola

Le case del "centro abitato antico" si arroccano a diversi livelli sulla pendice dello sperone roccioso alla cui sommità sono gli imponenti resti del castello.

Nel paese vecchio è la Chiesa di San Nicola del XII secolo, con affreschi di scuola benedettina del XIII secolo e i Ruderi sovrastanti della quattrocentesca parrocchiale di San Giovanni Battista, andata in rovina in seguito alla frana del 1934. Vi è inoltre un "ex convento francescano" con la Chiesa di Santa Maria in Coll'Angeli del XV secolo, ora divenuto ostello, fuori dal paese.

Altri monumenti sono:

  • Resti del castello medievale, X secolo
  • Santuario di San Nunzio Sulprizio (1990) con fonte battesimale del XVII secolo e statua del Battista della distrutta chiesa di San Giovanni
  • Chiesa di Santa Maria Assunta in Blesiano (o Ambrosiana nella tradizione orale), X secolo, a via Corvara, su tempio dedicato a Diana con interessante cripta.
  • Chiesa di San Rocco, XVI secolo, con resti di affreschi del XVI secolo che originariamente ornavano tutta l'aula e persi con l'umidità
  • Fontana romana, 1870
  • Ruderi mura ciclopiche: in località Lago del Morrone
  • Resti Santuario italico-romano in località Pizzo della croce nei pressi di un laghetto

In località Monte Queglia si trova il Buco del diavolo, grotta con numerosi pozzi.

Santuario di San Nunzio SulprizioModifica

 
Nunzio Sulrpizio

Nunzio Sulprizio, nato a Pescosansonesco Vecchio nel 1817, morì in tenera età a Napoli nel 1836. Il 1º dicembre 1963 papa Paolo VI nel Concilio Vaticano II lo dichiarò beato, e da allora partì l'idea di edificazione din un nuovo santuario per Nunzio nel paese natale. Infatti una primitiva chiesa a lui dedicata esisteva appena fuori il centro medievale, edificata nel 1890, terminata una decina di anni più tardi. La chiesa fu costruita presso la grotta di Riparossa dove sgorgava l'acqua del fiume, dove Nunzio si recava per pregare e trovare ristoro per la ferita al piede. La chiesa aveva uno stile rurale tra il classico e il tardo gotico, vedendo delle fotografie storiche. Nel 1928 l'edificio fu ampliato. Negli anni '70 dopo la beatificazione iniziò a circolare l'idea di ricostruzione di un santuario più grande, con progetto dell'architetto Angelini. Dal 1979 al 1990 si protrassero i lavori di ricostruzione totale del santuario, con abbattimento del vecchio, demolito nel 1988.

La chiesa si trova proprio all'ingresso del paese vecchio, accanto alla roccia della montagna della fonte Riparossa, la quale è in parte inglobata dietro l'altare. La roccia montuosa genera le basi del santuario, facendo sfondo all'altare; l'aula è esagonale, lo spazio alto e imponente; esternamente l'edificio sembra estraniarsi dal contesto montano e antico del paese, perché di aspetto prevalentemente moderno. La facciata in cemento bianco ha una geometria rettangolare, stretta e lunga in cui si apre il loggiato d'ingresso, tripartito e sormontato da altrettante finestre rettangolari. Il fronte è concluso da un imponente mosaico policromo ideato da Guido Veroi, mostrante Gesù in trono con accanto Nunzio, e i santi Giuseppe e Giovanni.
I blocchi esterni dell'edificio formano un esagono a navata unica con l'asse perpendicolare al costone roccioso. Precede l'aula un pronao a quota inferiore; lo spazio centrale di fronte al presbiterio si eleva rispetto al resto dell'aula, quasi a voler ricordare la tipologia a saliente delle chiese a tre navate. Esattamente dietro l'altare costituito da una teca con la statua del santo dormiente, si trova la roccia con l'acqua miracolosa.

Bottega di Nunzio SulprizioModifica

Si trova nel paese vecchio, ed è la casa dove il giovane Nunzio si recava a lavorare per volere dello zio, come aiutante fabbro. Lo zio era un uomo rozzo e violento, e spesso maltrattava il ragazzo, esile e gracile e non adatto a quella vita. Quando si ferì alla caviglia con uno strumento, la ferita non fu adeguatamente curata e si infettò, anche se Nunzio la andava a lavare presso la fonte Riparossa, dove veniva a volte scacciato dai paesani, nel timore che infettasse anche l'acqua. La casa è legata alle altre, a schiera, costituita di intonaco e pietra grezza, con un grande portale a tutto sesto dove si trovava l'interno dell'officina. Oggi una targa ricorda la casa, nonché una scultura moderna in ferro battuto, presso la porta, funge da cancello, dove è ritratta una figura umana, il ragazzo Nunzio.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[4]

 

EconomiaModifica

Estesi sono i boschi e i pascoli per l'allevamento ovino, suino. Coltivazione dei cereali e della patata. Vengono prodotti olio di oliva e vino.

Al livello del turismo, il paese è noto per il borgo medievale abbandonato, mentre al livello religioso, Pescosansonesco è famoso per il Santuario del Santo Nunzio Sulprizio.

CuriositàModifica

Famoso tratto di strada, prima dell'ingresso in paese, chiamato "punto di gravità" nel quale la strada che appare in discesa gioca un effetto strano chiamato appunto gravitazionale. (Rimanendo in macchina ferma nel punto preciso, ci si accorge che l'automobile invece di camminare verso la discesa prosegue nel senso opposto in salita)

NoteModifica

  1. ^ [1] - Popolazione residente al 31 dicembre 2018.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 484.
  3. ^ Anton Ludovico Antinori, Annali degli Abruzzi, VII, Bologna, Forni Editore, 1971, sub anno 1111 sub voce "Casauria".
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

  • Pescosansonesco, in Borghi e paesi d'Abruzzo, vol. 6, Pescara, Carsa Edizioni, 2008, pp. 74-84, SBN IT\ICCU\TER\0031814.

Altri progettiModifica

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