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Peter Mitterhofer

Peter Mitterhofer (Parcines, 20 settembre 1822Parcines, 27 agosto 1893) è stato un artigiano austriaco noto per aver inventato e costruito alcuni modelli di macchine da scrivere.

BiografiaModifica

Peter Mitterhofer nacque a Parcines, un paese con poco più di 3.500 abitanti, da un falegname e agricoltore omonimo e da sua moglie Anna, nata Gschwenter; frequentò la scuola locale.

Mitterhofer ha imparato a lavorare nella propria casa facendo piccoli lavori di falegnameria e di carpenteria per suo padre. Dopo aver lavorato per molto tempo a casa, ha girato per l'Europa dal 1849 in Austria, Germania, Svizzera e Francia.[1] Tornato a Parcines nel 1860, ha vissuto in una Teisenhaus.[2]

Era anche un amante della musica costruendo una chitarra, una sottospecie di cetra e un Glachter, una sorta di combinazione tra un pianoforte e uno xilofono.[3] Nel 1862, quindi in tarda età, sposò una vedova di 46 anni, Marie Steidl, assumendone la sua carpenteria.[4]

Iniziò a costruire un primo modello di macchina da scrivere, denominato "Vienna 1864", che però non fu mai portato a termine. Un secondo modello denominato "Dresda 1865" che rispetto alla precedente permetteva di vedere sul foglio la lettera battuta mentre il terzo modello non venne mai ritrovato. Questi primi modelli erano tutti in legno ma la svolta avvenne con il quarto modello denominato "Merano 1866" che era invece di metallo ed era in grado di scrivere lettere sia in minuscole che maiuscolo oltre che i numeri. L'ultimo e quinto modello denominato "Vienna 1869" era infine una vera e propria macchina da scrivere tanto che Mitterhofer la racchiuse in una custodia di legno per proteggerla meglio e facilitarne il lungo trasporta a piedi fino a Vienna. Qui fu comperata dall'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria ad un prezzo compreso tra i 150-200 fiorini ma la macchina da scrivere veniva direttamente regalata all'Università tecnica di Vienna. Mittehofer si recò per ben due volte a Vienna per chiedere all'imperatore stesso un sostegno economico, ma i suoi economi non capirono l'importanza.[3]

Il successo tanto agoniato non arrivò mai tanto che Mitterhofer decidette di tornare a Parcines incompreso; egli morì nel 1893 solo e abbandonato.[5] Soltanto dopo la sua morte vennero riscoperte le sue invenzioni.[6]

I modelliModifica

 
Il primo modello "Vienna 1864"
 
Il modello "Dresda"
 
Il modello "Merano 1866"

Mitterhofer dal 1864 è riuscito a inventare e costruire ben cinque modelli di macchine per scrivere di cui:[7]

  • i primi due modelli erano costruiti in legno con caratteri che dovevano perforare la carta utilizzando punte di aghi;
  • i successivi tre erano invece in metallo in modo da semplificare lo scrivere dei caratteri.

I modelli erano:[6]

  • un primo modello denominato "Vienna 1864″ che però non fu mai portato a termine ed è oggi esposto presso il museo della tecnica di Vienna;
  • il secondo modello denominato "Dresda 1865" che rispetto alla precedente permetteva di vedere sul foglio la lettera battuta (oggi è custodita presso il museo delle collezioni tecniche a Dresda);[3]
  • il terzo modello non venne mai ritrovato;
  • il quarto modello denominato "Merano 1866" era invece di metallo ed era in grado di scrivere lettere sia in minuscole che maiuscolo oltre che i numeri (oggi si trova presso il museo civico di Merano, Palais Mamming);
  • il quinto modello denominato "Vienna 1869" era infine una vera e propria macchina da scrivere.

CriticheModifica

Esistono in realtà altre versioni sull'invenzione della macchina da scrivere. Una di queste racconta che il conte Agostino Fantoni di Fivizzano (MC) inventò nel 1802 "una preziosa stamperia" e una seconda nel 1821, la quale anticipava l'utilizzo dell'alfabeto braille.[3]

MuseoModifica

 
Il museo delle macchine da scrivere “Peter Mitterhofer” a Parcines

A Parcines dal 1998 esiste il museo delle macchine da scrivere “Peter Mitterhofer”, dove è esposta un'apposita collezione dove sono custoditi più di 2000 pezzi di cui circa 1400 di macchine da scrivere alcune risalenti al 1864 e provenienti da tutto il mondo; un museo quindi d'importanza mondiale. Con l'invenzione del computer termina la storia delle macchine da scrivere al museo.[8]

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN45097327 · ISNI (EN0000 0000 3126 3170 · LCCN (ENn94020984 · GND (DE118734253 · CERL cnp00586840 · WorldCat Identities (ENn94-020984
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