Apri il menu principale

Petrarca Rugby

club italiano di rugby a 15
Petrarca Rugby S.r.l.
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Petrarca Rugby logo.svg
«Neri»
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Colori nero
Dati societari
Città Padova
Paese Italia Italia
Sede Via Gozzano 64, 35125 Padova
Federazione Flag of Italy.svg  Federazione Italiana Rugby
Campionato TOP12
Fondazione 1947
Sponsor tecnico Canterbury of New Zealand
Presidente Enrico Toffano
Allenatore Andrea Marcato
Palmarès
10 scudettiScudettoScudettoScudetto Coppa ItaliaCoppa Italia
13 Scudetti
2 Coppe Italia
Stadio
Stadio Plebiscito.jpeg
stadio Plebiscito
(7 715 posti)

Il Petrarca Rugby è un club italiano di rugby a 15 di Padova, sezione rugbistica della Fondazione Unione Sportiva Petrarca. Fondato nel 1947, è tra i più titolati club rugbistici del Paese, avendo vinto 13 campionati nazionali (il più recente nel 2018), che ne fanno la terza società più scudettata d'Italia dopo Amatori Milano e Benetton Treviso, rispettivamente vincitori di 18 e 15 titoli.

Vanta anche la vittoria in due edizioni della Coppa Italia, la più recente delle quali nel 2001.

StoriaModifica

Gli iniziModifica

 
La rosa del Petrarca campione d'Italia nella stagione 1973-74

Il Petrarca Rugby fu fondato nel 1947 dagli allievi del Collegio Universitario Antonianum Pino Bonaiti, Lalo Santini e Gastone Munaron.[1] Nello stilare lo statuto societario, stabilirono che il neonato club si poneva come scopo, «senza fini di lucro, l'esercizio di attività di avviamento allo sport, di formazione e preparazione di atleti anche sotto l'aspetto civile e morale»,[2] oltre a quelle di preparazione e organizzazione dell'attività rugbistica più generale.

La squadra esordì in serie B il 5 novembre 1947 e prese il nome di Petrarca in occasione della prima amichevole contro il Rugby Rovigo, tuttora tra i suoi rivali più tradizionali. Nel marzo 1948 il Petrarca fu promosso nella massima divisione, dove debuttò il 17 ottobre successivo con una sconfitta proprio contro Rovigo. Dopo alcuni anni conclusisi nelle posizioni di retroguardia, nella stagione 1954-55 il Petrarca si aggiudicò il terzo posto finale alle spalle del Parma 1931 e della compagine rodigina.[1]

Sempre militante in massima serie, il Petrarca divenne parte del cosiddetto “triangolo del rugby” italiano, che si formò in quegli anni e che vede le sue roccaforti a Treviso, Rovigo e Padova. Negli anni cinquanta vi fu il dominio iniziale di Rovigo e in seguito quello della compagine concittadina delle Fiamme Oro, il gruppo sportivo della Polizia di Stato. Nei campionati successivi al 1955, la squadra terminò spesso a metà classifica, di rilievo un quarto posto nel 1961 con la guida tecnica di Mario Battaglini.[1]

Le vittorie degli anni settanta e ottantaModifica

 
Una fase dello spareggio di Udine per il titolo 1976-77

Il club conobbe il suo periodo migliore negli anni settanta e ottanta. Nel 1968 la panchina fu affidata all'ex pilone petrarchino Memo Geremia, che debuttò con un secondo posto alle spalle dell'Aquila. Nel campionato 1969-70 giunse il primo di cinque scudetti consecutivi; quella serie, unita ai quattro consecutivi di un decennio più tardi e ai due sparsi tra le due serie, costituisce la parte più prestigiosa del palmarès del club padovano.

Nel 1977, dopo un biennio in cui si erano laureati campioni il Brescia di Marco Bollesan (1975) e il Rovigo, allenato da Julien Saby e guidato in campo da Elio De Anna e Isidoro Quaglio, il Petrarca vinse uno scudetto ritenuto dagli esperti e dagli appassionati della disciplina come uno dei più spettacolari della storia del rugby italiano.[2] La squadra, affidata al nuovo allenatore-giocatore francese Guy Pardiès, fu costretta a inseguire dall'inizio del torneo i campioni uscenti del Rovigo e al termine di una lunga rimonta li affiancò in classifica all'ultima giornata, battendoli nello scontro diretto allo stadio Appiani.

Si rese quindi necessario lo spareggio, disputato nell'allora nuovissimo stadio Friuli di Udine. Il Petrarca si aggiudicò un incontro agonisticamente tesissimo per 10-9, grazie a una meta di Dino De Anna (fratello rivale di Elio, il rodigino) e due calci piazzati, uno di Boccaletto e l'altro di Lazzarini. L'incontro terminò sotto un autentico diluvio che si abbatté sullo stadio e fu funestato dalla morte di un tifoso del Rovigo, colpito da un fulmine.[2]

 
La rosa scudettata del Petrarca nel campionato 1983-84

Negli anni successivi il Petrarca si mantenne nelle prime posizioni in campionato e tornò a fregiarsi del titolo nella stagione 1979-80, al termine di un lungo testa a testa ancora con il Rovigo. Dopo la vittoria in casa nello scontro diretto con i rivali alla 16ª giornata, i padovani mantennero il comando della classifica concludendo con un solo punto di vantaggio. Nella stagione successiva arrivò il secondo posto dietro l'Aquila, con sei punti di distacco. L'insuccesso nella stagione 1981-82, in cui la squadra dovette disputare la poule salvezza, fu parzialmente mitigato dalla conquista della prima Coppa Italia.

Lucio Boccaletto, in campo nelle file petrarchine fino al 1980, divenne allenatore della squadra nel 1982 e nel 1984 vinse lo scudetto, l'ottavo in quindici stagioni e il primo di una serie di quattro consecutivi: i successivi tre furono vinti sotto la guida dell'allenatore Vittorio Munari, all'epoca poco più che trentenne. In campo vi erano giocatori del calibro di Giuseppe Artuso, Stefano Barba , Piergianni Farina, Marzio Innocenti e Fulvio Lorigiola (quest'ultimo fu in seguito per un periodo presidente del club), che rappresentarono poi l'Italia alla Coppa del Mondo di rugby 1987.

 
L'australiano David Campese, a Padova dal 1984 al 1988

A innalzare il tasso tecnico della squadra, nel dicembre del 1984 fu ingaggiato da Munari il giocatore che si sarebbe rivelato il più prestigioso nella storia del club, l'allora ventunenne David Campese, tre quarti ala australiano figlio di un emigrato veneto di Montecchio Precalcino[3] e futuro campione del mondo con gli Wallabies nel 1991. Altro australiano di grande valore che vinse con il Petrarca il campionato 1986-87 fu David Knox, mediano di apertura rimasto tre stagioni a Padova.

Anni novantaModifica

Dopo lo scudetto del 1987 iniziò un periodo di declino, che culminò nel 1990 con la salvezza ottenuta dopo aver partecipato ai play-out. In seguito la squadra si riprese, pur senza riuscire a primeggiare in campionato come in passato. Di grande rilievo in questo periodo la costruzione di quello che sarebbe stato battezzato Centro Sportivo Memo Geremia alla Guizza, impianto all'avanguarda inaugurato nel 1989, che occupa una superficie di 10 ettari ed ospita un gran numero di strutture, tra cui quattro campi da rugby illuminati. Nel 1995 morì Memo Geremia, allenatore dei primi scudetti e anima della società; era stato anche l'ispiratore della realizzazione del Centro Sportivo, poi intitolato alla sua memoria.[4]

Il club riaffidò nel 1997 la panchina della prima squadra a Munari, e nelle due stagioni successive giunse alla finale-scudetto, perdendo entrambe le volte contro il Benetton Treviso.

Stagioni recentiModifica

Nel 2001 la squadra incrementò il palmarès, aggiudicandosi la sua seconda Coppa Italia. Come nell'occasione precedente, il trofeo giunse in una stagione di campionato non soddisfacente, terminata nella poule salvezza. In entrambe le stagioni successive il Petrarca fu eliminato in semifinale dal Calvisano, e tornò a disputare i play-off nella stagione 2006-07, dove riuscì a vincere la partita di andata ma fu eliminato per la differenza punti dal Benetton Treviso. Dominatori del rugby nazionale a partire dal campionato 1996-97, i trevigiani si aggiudicarono poi il titolo sconfiggendo il Viadana in finale.

Stesso risultato anche nel torneo 2007-08, eliminato in semifinale da Calvisano dopo due partite molto serrate. La squadra bresciana si sarebbe poi laureata campione sconfiggendo nettamente in finale il Benetton. Nello stesso anno il Petrarca perse la finale di Coppa contro il Parma. Nel campionato 2009-10 si vide ancora negata la finale dal Treviso, che si aggiudicò nettamente le partite di semifinale.

 
La vittoria nella finale di Rovigo per lo scudetto 2010-11

A 24 anni di distanza dal suo ultimo scudetto, nella stagione 2010-11 il Petrarca si laureò campione d'Italia per la dodicesima volta, battendo 18-14 in finale il Rovigo che giocava sul proprio campo, il Battaglini.[5] La conquista del tricolore fu favorita dall'assenza di Benetton Treviso e Viadana, finaliste nei play-off della stagione precedente e ammesse a partecipare alla Celtic League. Nei tre campionati successivi, il Petrarca terminò la stagione regolare al quinto posto, restando fuori dai play-off dopo un serrato testa a testa con Rovigo e Mogliano nelle prime due occasioni,[6] e con Mogliano e Viadana nel campionato 2013-14. I padovani tornarono a disputare i play-off nel campionato 2015-16 e in quello 2016-17, venendo sconfitti rispettivamente in entrambi gli incontri di semifinale dal Calvisano e dal Rovigo. A vent’anni di distanza dall’ultima volta, il Petrarca torna a concludere al primo posto la regular season nel campionato 2017-18, vincendo lo scudetto dopo aver battuto in semifinale le Fiamme Oro Roma ed in finale i campioni uscenti del Calvisano.

PalmarèsModifica

Settore giovanileModifica

Il Petrarca Rugby S.r.l. e il Petrarca Rugby Junior comprendono oltre 400 ragazzi che indossano ogni domenica la maglia nera del Petrarca nei vari campionati di categoria (Under 6, 8, 10, 12, 14, 16, 18, Cadetti e Prima Squadra) per un totale di 15 squadre. Oltre ai trofei vinti dalla Prima Squadra nel corso della storia del club, sono state diverse le annate del settore giovanile che si sono distinte negli anni aggiudicandosi i titoli di Campione d'Italia di categoria. Di questi ricordiamo: 7 campionati Under 18, di cui l'ultimo nella stagione 2016-17,[7] 5 campionati Under 19, 2 campionati Under 20 e 2 campionati Under 21. Nel febbraio 2018 viene varato il progetto "Accademia del Petrarca Rugby", fortemente voluto dal direttore generale Giuseppe Artuso, finalizzato a valorizzare e ad arricchire l'esperienza dei giocatori e dei tecnici delle giovanili, per i quali sono previsti allenamenti supplementari con la partecipazione di atleti della prima squadra.[8]

Sezione femminileModifica

Negli anni 90, fu creata la squadra Perle Nere, che fu la sezione femminile del Petrarca Rugby. Dopo il suo scioglimento, nel maggio del 2017, viene creata una nuova sezione femminile, attiva dalla stagione 2017-18 nel rugby a 7.

CronistoriaModifica

Cronistoria del Petrarca Rugby
  • 1976-77 • 1º serie A
      Campione d’Italia (6º titolo)
  • 1977-78 • 4º serie A
  • 1978-79 • 3º serie A
  • 1979-80 • 1º serie A
      Campione d’Italia (7º titolo)
  • 1980-81 • 2º serie A
  • 1981-82 • 1º poule salvezza 2 serie A
      Coppa Italia (1º titolo)
  • 1982-83 • 3º poule scudetto serie A
  • 1983-84 • 1º poule scudetto serie A
      Campione d’Italia (8º titolo)
  • 1984-85 • 1º poule scudetto serie A
      Campione d’Italia (9º titolo)
  • 1985-86 • 1º poule scudetto serie A
        Campione d’Italia (10º titolo)
  • 1986-87 • 1º serie A1
      Campione d’Italia (11º titolo)
  • 1987-88 • 4º serie A1
    (sconf. semifinali playoff)
  • 1988-89 • 6º serie A1
    (sconf. quarti di finale playoff)
  • 1989-90 • 7º serie A1
  • 1990-91 • 4º serie A1
    (sconf. semifinali playoff)
  • 1991-92 • 4º serie A1
    (sconf. quarti di finale playoff)
  • 1992-93 • 4º serie A1
    (sconf. semifinali playoff)
  • 1993-94 • 4º serie A1
    (sconf. quarti di finale playoff)
  • 1994-95 • 5º serie A1
  • 1995-96 • 6º serie A1
    (sconf. semifinali playoff)
  • 1996-97 • 3º serie A1
    (sconf. semifinali playoff)
  • 1997-98 • 1º serie A1
    (sconf. finale scudetto)
  • 1998-99 • 2º serie A1
    (sconf. finale scudetto)
  • 1999-2000 • 9º serie A1
  • 2000-01 • 7º serie A1
      Coppa Italia (2º titolo)
  • 2001-02 • 2º Super 10
    (sconf. semifinali playoff)
  • 2002-03 • 4º Super 10
    (sconf. semifinali playoff)
  • 2003-04 • 6º Super 10
  • 2004-05 • 7º Super 10
  • 2005-06 • 6º Super 10
  • 2006-07 • 4º Super 10
    (sconf. semifinali playoff)
  • 2007-08 • 4º Super 10
    (sconf. semifinali playoff)
  • 2008-09 • 6º Super 10
  • 2009-10 • 4º Super 10
    (sconf. semifinali playoff)
  • 2010-11 • 3º Eccellenza
      Campione d’Italia (12º titolo)
  • 2011-12 • 5º Eccellenza
  • 2012-13 • 5º Eccellenza
  • 2013-14 • 5º Eccellenza
  • 2014-15 • 7º Eccellenza
  • 2015-16 • 3º Eccellenza
    (sconf. semifinali playoff)
  • 2016-17 • 2º Eccellenza
    (sconf. semifinali playoff)
  • 2017-18 • 1º Eccellenza
      Campione d’Italia (13º titolo)

Giocatori di rilievoModifica

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c Petrarca Rugby... dal 1947, I Petrarchi. URL consultato il 10 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 14 febbraio 2015).
  2. ^ a b c Storia del Petrarca Rugby, cit.
  3. ^ Corrado Sannucci, Quando sant’Antonio benedice la mischia, in la Repubblica, 26 aprile 1986. URL consultato il 21 gennaio 2011.
  4. ^ Il Centro Sportivo Memo Geremia, Petrarca Rugby. URL consultato il 10 maggio 2018 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
  5. ^ Simone Battaggia, Padova sbanca Rovigo. Al Petrarca il 12º scudetto, in Gazzetta dello Sport, 28 maggio 2011. URL consultato il 26 febbraio 2012.
  6. ^ Rugby, niente play-off quest'anno per il Petrarca, in padovasport.tv, 28 aprile 2013. URL consultato il 29 aprile 2013.
  7. ^ Under 18: il Petrarca Padova è Campione d’Italia, onrugby.it, 11 giugno 2017. URL consultato il 17 aprile 2018.
  8. ^ Quando la valorizzazione dei talenti vale più di una meta: nasce l'Accademia Petrarca Rugby, su padovaoggi.it. URL consultato il 21 aprile 2018.
  9. ^ Stelle al merito sportivo, su coni.it, Comitato Olimpico Nazionale Italiano. URL consultato il 4 marzo 2019.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica


  Portale Rugby: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di rugby