Pettino (L'Aquila)

frazione del comune italiano di L'Aquila
Pettino
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
ComuneCoat of Arms of L'Aquila, Italy.svg L'Aquila
Territorio
Coordinate42°21′58″N 13°21′56″E / 42.366111°N 13.365556°E42.366111; 13.365556 (Pettino)Coordinate: 42°21′58″N 13°21′56″E / 42.366111°N 13.365556°E42.366111; 13.365556 (Pettino)
Altitudine632 m s.l.m.
Abitanti15 000
Altre informazioni
Cod. postale67100
Prefisso0862
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pettino
Pettino

Pettino (Pittìnu in dialetto aquilano) è un quartiere dell'Aquila situato nella periferia nord occidentale della città, da cui dista circa 3 km[1]. L'area è tecnicamente una delle 59 frazioni che compongono L'Aquila, ma per la continuità urbana con il capoluogo e la presenza di strutture ed enti di importanza non prettamente locale, può essere considerata a tutti gli effetti un quartiere cittadino. Conta circa 15.000 abitanti ed è tra i più grandi dell'Aquila nonostante lo spopolamento subito in seguito al terremoto del 2009 che lo ha duramente colpito.

Indice

StoriaModifica

L'antica Pitinum, costruita tra il I ed il II secolo d.C., è considerata il primo insediamento dell'area posta alle pendici del Monte Marine e del Monte Pettino. Il villaggio sorse per motivi commerciali sul percorso della via Claudia Nova che congiungeva Amiternum, e quindi la via Cecilia, con l'altopiano di Navelli e, proseguendo, con la via Tiburtina[2]. A partire dal X secolo perse importanza soprattutto in relazione agli insediamenti di San Sisto, possedimento dei Rivera, e di Sant'Anza con cui partecipa, nel XIII secolo, alla fondazione dell'Aquila[2].

Destinata a residenza estiva della borghesia aquilana per decenni, l'area venne duramente colpita dal terremoto del 1703, originato secondo molti studiosi dalla faglia, detta appunto di Pettino, e che si sviluppa alle pendici del monte omonimo[3][4], e rimase a lungo abbandonata. Nel piano regolatore redatto da Giulio Tian nel 1917, l'area è destinata ad uso agricolo[5].

L'edificazione moderna di Pettino cominciò nel dopoguerra con la costruzione di ville e nuclei sparsi di case. Il grande sviluppo avvenne però negli anni settanta anche in seguito alla realizzazione dell'autostrada A24 per Roma, il cui tratto sino al casello L’Aquila Ovest[6] venne aperto nel 1975, e del piano regolatore dello stesso anno che aprì le porte all'espansione nella periferia nord-occidentale della città[5]. In breve tempo l'intero territorio delimitato dall'ansa dell'autostrada venne occupato e, successivamente, le propaggini urbane si estesero lungo le principali arterie stradali verso Sassa (a sud-ovest) e verso San Vittorino (a nord-ovest, dove si consolidò l'insediamento di Pettino)[5].

Negli anni ottanta l'area, fino a quel momento caratterizzata quasi esclusivamente da insediamenti residenziali, venne qualificata da alcuni insediamenti culturali e formativi, tra i quali l'Accademia di belle arti, progettata da Paolo Portoghesi, ed il liceo scientifico Andrea Bafile, progettato da Luigi Zordan. Negli anni novanta la costruzione del Palazzo Silone, sede della Regione Abruzzo, accentuò la centralità del quartiere in relazione ai principali flussi urbani cittadini tanto che nel 2004 venne approvata la costruzione di una linea tranviaria che congiungesse la frazione di Coppito, sede universitaria ed ospedaliera, con il nucleo storico dell'Aquila, poi mai completata. Nel 2009 l'area, che come detto è attraversata da una faglia sismica[7], ha subito gravi danni dal terremoto del 6 aprile ed un conseguente spopolamento.

DescrizioneModifica

Geografia e confini urbaniModifica

Pettino si sviluppa nel territorio a nord-ovest dell'Aquila, alle pendici dell'omonimo monte ed a cavallo dell'autostrada A24. Il quartiere si estende lungo la strada statale 80 che sale sul versante occidentale del Gran Sasso e collega L'Aquila con Arischia, formando con i quartieri vicini e con il capoluogo un unico agglomerato urbano. Le strade principali sono via della Comunità Europea, via Leonardo Da Vinci e via Antica Arischia, tutte disposte lungo la direttrice che va da sud-est a nord-ovest. Nonostante non vi siano apposite documentazioni comunali, per evidenti limiti urbani i suoi confini possono essere ricondotti a:

Il quartiere forma, con i vicini Coppito, Cansatessa e San Vittorino, la V Circoscrizione[8].

Strutture e luoghi d'interesseModifica

Essendo un quartiere prettamente moderno, Pettino non ospita monumenti storici al contrario delle altre frazioni e quartieri del capoluogo. Al suo interno sono tuttavia situate strutture di particolare rilevanza quali:

NoteModifica

  1. ^ Italia in dettaglio, Dati statistici su Pettino, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 26 novembre 2010.
  2. ^ a b Toponomastica dell'Appennino abruzzese, Pettino, su asciatopo.xoom.it. URL consultato il 26 novembre 2010.
  3. ^ Faglie dell'Aquila, su 6aprile.it. URL consultato il 26 novembre 2010.
  4. ^ Osservatorio sismico Apuano, Tettonica quaternaria dell'Appennino centrale (PDF) [collegamento interrotto], su osservatorioapuano.org. URL consultato il 26 novembre 2010.
  5. ^ a b c Comitatus Aquilanus, Non si uccide così anche una città? (PDF), su bianchibandinelli.it. URL consultato il 26 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 7 settembre 2012).
  6. ^ Precedentemente alla realizzazione dello svincolo L'Aquila Est (San Giacomo), unico accesso cittadino all'autostrada
  7. ^ la Repubblica, Il quartiere del cemento che balla sulla faglia, su repubblica.it. URL consultato il 26 novembre 2010.
  8. ^ Comune dell'Aquila, Circoscrizioni [collegamento interrotto], su comune.laquila.it. URL consultato il 26 novembre 2010.

BibliografiaModifica

  • Simonetta Ciranna, Architetture a confronto: XIX e XX secolo, Roma, Gangemi Editore, 2005.
  • Touring Club Italiano - La Biblioteca di Repubblica, L'Italia - Abruzzo e Molise, Touring Editore, 2005.

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