Apri il menu principale
Philip Tartaglia
arcivescovo della Chiesa cattolica
Philip Tartaglia1.png
Philip Tartaglia, arcivescovo metropolita di Glasgow, benedice un memoriale dedicato ai padri fondatori del Celtic Football Club al cimitero di San Pietro a Dalbeth, presso Glasgow, il 2 novembre 2013.
Coat of arms of Philip Tartaglia.svg
Da robur fer auxilium
 
TitoloGlasgow
Incarichi attualiArcivescovo metropolita di Glasgow
Presidente della Conferenza Episcopale di Scozia
Incarichi ricopertiVescovo di Paisley
Segretario della Conferenza Episcopale di Scozia
Amministratore apostolico di Saint Andrews ed Edimburgo
 
Nato11 gennaio 1951 a Glasgow
Ordinato presbitero30 giugno 1975 dall'arcivescovo Thomas Joseph Winning (poi cardinale)
Nominato vescovo13 settembre 2005 da papa Benedetto XVI
Consacrato vescovo20 novembre 2005 dall'arcivescovo Mario Joseph Conti
Elevato arcivescovo24 luglio 2012 da papa Benedetto XVI
 

Philip Tartaglia (Glasgow, 11 gennaio 1951) è un arcivescovo cattolico scozzese, dal 24 luglio 2012 arcivescovo metropolita di Glasgow. È l'ottavo a ricoprire questo incarico dopo il ripristino della gerarchia cattolica nel paese nel 1878, inesistente dopo la riforma scozzese. Ha preso possesso dell'arcidiocesi l'8 settembre 2012, festa della Natività della Beata Vergine Maria. È indicato come un conservatore sulle questioni religiose e morali.[1] In precedenza era stato il quarto vescovo di Paisley, ufficio al quale è stato chiamato da papa Benedetto XVI il 13 settembre 2005. Qualche giorno dopo le dimissioni del cardinale Keith Michael Patrick O'Brien accolte il 25 febbraio 2013, papa Benedetto XVI il 27 dello stesso mese lo ha nominato amministratore apostolico dell'arcidiocesi.[2]

Indice

BiografiaModifica

Monsignor Philip Tartaglia è nato a Glasgow l'11 gennaio 1951 ed il figlio maggiore di Guido e Annita Tartaglia. Ha tre fratelli e cinque sorelle ed è di origine italiana.[3]

Formazione e ministero sacerdotaleModifica

Dopo gli studi primari alla St. Thomas School di Riddrie ha proseguito la sua istruzione secondaria alla San Mungo Academy di Glasgow, prima di passare al seminario minore St. Vincent College a Langbank e, più tardi, al St. Mary College di Blair, vicino ad Aberdeen. Successivamente, come alunno del Pontificio collegio scozzese a Roma, ha compiuto gli studi superiori alla Pontificia Università Gregoriana, ottenendo le licenze in filosofia e teologia.

Il 30 giugno 1975 è stato ordinato presbitero nella chiesa di Nostra Signora del Buon Consiglio a Dennistoun dall'arcivescovo metropolita di Glasgow Thomas Joseph Winning. È stato per due anni vicario parrocchiale e poi è tornato a Roma per completare gli studi. Nel 1980 ha conseguito il dottorato in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana con un elaborato sull'insegnamento dell'eucaristia nel Concilio di Trento. Tornato in patria è stato nominato vicario parrocchiale della parrocchia di Nostra Signora di Lourdes a Cardonald e allo stesso tempo ha cominciato a insegnare al St. Peter's College a Newlands, un sobborgo di Glasgow. Un anno dopo è stato nominato docente a tempo pieno e nel 1983 è stato promosso a direttore degli studi. Quando nel 1985 è stato aperto il Chesters College a Bearsden ne è diventato vice rettore. Nel 1987 è stato nominato rettore. Ha lavorato come rettore fino al 1993 quando è stato inviato come vicario parrocchiale della parrocchia di San Patrizio a Dumbarton prima di essere nominato parroco della parrocchia di Santa Maria a Duntocher nel 1995. Nel 2004 la Conferenza episcopale di Scozia lo ha nominato rettore del Pontificio collegio scozzese a Roma.

Ministero episcopaleModifica

Il 13 settembre 2005 papa Benedetto XVI lo ha nominato vescovo di Paisley. Ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 20 novembre successivo nella cattedrale di Paisley dall'arcivescovo metropolita di Glasgow Mario Joseph Conti, coconsacranti l'arcivescovo metropolita di Saint Louis Raymond Leo Burke e il vescovo emerito di Paisley John Aloysius Mone.

Nel 2006 ha attirato diverse critiche per l'aver attaccato la legislazione britannica relativa alla famiglia. Ha dato il suo parere sulla legge che ha reso il divorzio più veloce e più facile, sulla legislazione sul partenariato civile che riconosce alle relazioni omosessuali uno status giuridico e la legge di riconoscimento di genere, che consente alle persone di cambiare la loro designazione di genere. Secondo lui questi provvedimenti minano la famiglia nella società: "Nei nostri tempi, le menti di molti sono state così oscurate dalla cupidigia e dalla ricerca egoista della loro gratificazione che hanno perso di vista la legge naturale che Dio ha scritto nella sua creazione [...]".[4] Ha ripetuto questo nel 2010 quando ha scritto al primo ministro David Cameron insistendo sul fatto che "la Chiesa cattolica non registrerà né partenariati civili, né festeggerà le unioni civili omosessuali: non adesso, non in futuro, mai, non importa quale legislazione o regolamenti il tuo governo abbia o accetta".[5] Ha anche criticato la decisione del governo britannico di aggiornare la sua capacità di armi nucleari.

Nel 2008, come presidente della commissione nazionale delle comunicazioni della Conferenza episcopale di Scozia, ha scritto a tutte le parrocchie della Scozia dicendo di spingere per un "programma quotidiano e umanistico". Ha argomentato la sua convinzione osservando che "oltre due terzi" degli scozzesi sono in realtà cristiani e che la percentuale di persone che lavorano i media non riflette questo, portando ad una "sconnessione fondamentale tra il fornitore e il consumatore". Nello stesso anno è stato indicato come un candidato outsider alla carica di arcivescovo metropolita di Westminster. Il 3 aprile 2009 è stato però nominato Vincent Nichols.[1]

Nel febbraio del 2010 ha compiuto la visita ad limina.

Il 24 luglio 2012 papa Benedetto XVI lo ha nominato arcivescovo metropolita di Glasgow al posto del dimissionario Mario Joseph Conti. Ha preso possesso dell'arcidiocesi l'8 settembre successivo, festa della Natività della Beata Vergine Maria. Il 5 novembre dello stesso anno è stato eletto presidente Conferenza episcopale di Scozia della quale era segretario. Dal 27 febbraio 2013 al 24 luglio successivo è stato amministratore apostolico dell'arcidiocesi di Saint Andrews ed Edimburgo.

Il 29 giugno 2013 papa Francesco gli ha imposto il pallio nella basilica di San Pietro in Vaticano.

OpinioniModifica

OmosessualitàModifica

Nell'aprile del 2012 ha partecipato a una conferenza sulla libertà e la tolleranza religiosa tenutosi all'Università di Oxford. In risposta a un'osservazione fatta da un membro del pubblico, Tartaglia ha citato la morte di "membro del parlamento cattolico e gay morto all'età di 44 anni", un probabile riferimento probabile a David Cairns, morto per pancreatite. Il presule ha affermato che questo era potenzialmente dovuto alla sua sessualità. Ha continuato a implicare che la connessione è stata evitata.[6] Il compagno di Cairns, Dermot Kehoe, lo ha criticato per aver sollevato una questione già contraddetta dalle prove mediche e per aver aggiunto al dolore subito dalla famiglia del defunto. ha anche accusato Tartaglia di pregiudizi, omofobia e ignoranza e lo ha invitato a scusarsi.[7]

Commenti sugli abusi sessualiModifica

In merito agli abusi sessuali ha anche affermato: "Come presidente della Conferenza episcopale e per conto di tutti i vescovi della Scozia voglio offrire profonde scuse a tutti coloro che sono stati danneggiati e che hanno sofferto in qualche modo a seguito delle azioni di chiunque all'interno della Chiesa cattolica. L'abuso su minori è un crimine orribile. Che questo abuso avrebbe sia svolto all'interno della Chiesa e dai sacerdoti, rende tale abuso ad un altro livello. Tali azioni sono ineccepibili e intollerabili. Il danno che i perpetratori di abuso hanno causato è innanzitutto per alle loro vittime, ma si estende al di là di loro, alle loro famiglie e amici, così come alla Chiesa e alla società. Vorrei assicurare ai sopravvissuti di abusi che i vescovi cattolici della Scozia sono vergognati e afflitti da ciò che hanno sofferto. Diciamo scusa. Chiediamo perdono. Ci scusiamo con coloro che hanno trovato la reazione della Chiesa lenta.[8]

AraldicaModifica

Stemma Descrizione Blasonatura
Philip Tartaglia
Arcivescovo metropolita di Glasgow
Lo stemma di monsignor Tartaglia è un'allusione al miracolo dei pani e dei pesci raccontato nel Vangelo secondo Giovanni. In questo brano sono citati anche gli apostoli Filippo e Andrea. I due pesci incrociati si riferiscono alla croce di Sant'Andrea e sono circondati da cinque pani d'orzo. Un pesce ha un anello d'oro in bocca. Questo si riferisce a una leggenda su San Mungo, ricordata nell'araldica civile ed ecclesiastica di Glasgow fin dal XVI secolo. Questa allude al fatto che Philip Tartaglia è nato a Glasgow e che è stato allievo dell'Accademia di San Mungo.

Conformi alle regole araldiche, i colori che caratterizzano lo stemma - verde, bianco e rosso - ricordano le origini italiane del presule e gli anni trascorsi a Roma presso il Pontificio collegio scozzese, inizialmente come allievo e poi come rettore.

Il motto di Tartaglia, tratto dall'inno latino O Salutaris Hostia di San Tommaso d'Aquino, è "Da robur fer auxilium" che significa "Il tuo aiuto mi dà forza".[9]

Genealogia episcopaleModifica

NoteModifica

  1. ^ a b The Times | UK News, World News and Opinion, Timesonline.co.uk, 13 marzo 2012. URL consultato il 25 luglio 2012.
  2. ^ Catherine Deveney, Three months on, a cardinal is banished but his church is still in denial, su theguardian.com, 18 maggio 2013. URL consultato il 31 agosto 2017. Ospitato su The Guardian.
  3. ^ The pillars of family and the Faith - SCO News, su www.sconews.co.uk. URL consultato il 31 agosto 2017.
  4. ^ "Bishop lays down the law to Labour", p. 3, The Catholic Times, 15 ottobre 2006.
  5. ^ Staff Writer, Catholic Church will ‘never’ recognise gay marriage, bishop tells Cameron, PinkNews.co.uk. URL consultato il 25 luglio 2012.
  6. ^ BBC News - Archbishop Philip Tartaglia's gay MP remark 'adds to family's grief', Bbc.co.uk. URL consultato il 25 luglio 2012.
  7. ^ Scotland to allow gay marriage as bishop accused of homophobia, in Herald Scotland. URL consultato il 25 luglio 2012.
  8. ^ Catherine Deveney, Why this apology from the Scottish Catholic church rings hollow to me, su theguardian.com, 23 agosto 2015. URL consultato il 31 agosto 2017. Ospitato su The Guardian.
  9. ^ Coat of Arms, Paisleydiocese.org.uk. URL consultato il 25 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 1º marzo 2012).

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica