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Le 10 piagheModifica

 
La quinta piaga d'Egitto (1800) di William Turner (Indianapolis Museum of Art)

Nel libro dell'Esodo si racconta l'uscita degli Ebrei dall'impero d'Egitto sotto la guida di Mosè. Uno degli episodi più importanti di questo libro è proprio l'invio delle 10 piaghe, o punizioni divine, contro il popolo egizio. L'espressione «piaghe d'Egitto», benché di uso comune, non è però precisa, in quanto il testo biblico applica il termine «piaga» solo alla decima mentre le prime nove sono dette «prodigi» o «segni».[1] Questi dieci episodi derivano dalla fusione redazionale di tradizioni più antiche ed erano inizialmente non un decalogo, come presentato nella redazione finale del Libro dell'Esodo[2], ma "liste, peraltro divergenti, di 7 od 8 piaghe"[3] e, come aggiungono gli esegeti della École biblique et archéologique française (i curatori della cattolica Bibbia di Gerusalemme)[4], tale narrazione "è una composizione letteraria; essa ha subìto un processo articolato di crescita nel quale una buona parte del testo appartiene a redazioni tardive [...] probabilmente la tradizione jahvista interviene in quattro piaghe (prima, seconda, quarta e quinta), ma una buona parte del racconto attuale è stato aggiunto, come sono state aggiunte anche le piaghe".[5]
La redazione finale del decalogo riporta:

  1. Tramutazione dell'acqua in sangue
  2. Invasione di rane dai corsi d'acqua
  3. Invasione di zanzare
  4. Invasione di mosche
  5. Morte del bestiame
  6. Ulcere su animali e umani
  7. Pioggia di fuoco e ghiaccio (Grandine)
  8. Invasione di cavallette/locuste
  9. Tenebre
  10. Morte dei primogeniti maschi

Gli scopi delle dieci piaghe sono due: convincere il faraone a lasciar andare gli ebrei e dimostrare la presenza di Dio agli ebrei e ai non-ebrei, come chiaramente dichiarato in questo passo in cui Dio si rivolge a Mosè:

«Ma io indurirò il cuore del faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nel paese d'Egitto. Il faraone non vi ascolterà e io porrò la mano contro l'Egitto con grandi castighi e farò così uscire dal paese d'Egitto le mie schiere, il mio popolo Israel. Allora gli Egiziani sapranno che io sono il Signore quando stenderò la mano contro l'Egitto e farò uscire di mezzo a loro gli Israeliti

(7,4-5)

Secondo la Bibbia è quindi lo stesso Dio a "indurire il cuore" del faraone[6] perché, nonostante tutti i prodigi compiuti da Mosè, non lasci partire gli Ebrei dall'Egitto e possa così colpire l'Egitto stesso con le piaghe; tale frase «indurire i loro cuori» (lᵉhazzēq 'et-libbām)[7] ricorre anche durante la successiva conquista di Canaan da parte di Giosuè: "Infatti era per disegno del Signore che il loro cuore si ostinasse nella guerra contro Israele, per votarli allo sterminio, senza che trovassero grazia, e per annientarli, come aveva comandato il Signore a Mosè." (Gios11,20).[8] Gli esegeti del cattolico "Nuovo Grande Commentario Biblico" - precisando come il cuore fosse "l'organo della decisione nella Bibbia" - osservano che "l'espressione «Ma io indurirò il cuore del faraone» non prende neppure in considerazione gli attori umani per evidenziare il controllo di Dio" ma "nonostante i problemi che il concetto può far sorgere per il lettore moderno, il punto di vista degli scrittori va interpretato: i nemici d'Israele non avevano alcuna importanza, erano, per così dire, semplici marionette nelle mani di YHWH che perseguiva i suoi scopi per Israele".[9]

L'espressione allegorica che afferma: stenderò la mano... viene interpretata come punizione rigorosa contro i nemici del popolo ebraico ma misericordia salvifica appunto per gli ebrei; questa particolarità dell'intervento divino sarà poi evidente nella descrizione delle dieci piaghe e persino al passaggio attraverso l'apertura delle acque del mar Rosso: per metafora è la medesima "destra..." di Dio di cui è scritto: stritola il nemico e che, al tempo stesso, racchiude Chessed.

Interpretazione ebraicaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Va'eira.

Secondo la Cabala ebraica attraverso i prodigi ed i miracoli avvenuti con le dieci piaghe contro l'Egitto Dio fu Misericordioso con gli Ebrei, i quali furono da Lui protetti, mentre manifestò Ghevurah rigorosa contro gli Egizi inoltre fu Dio stesso a punirli perché, senza l'intervento della volontà divina, gli angeli di distruzione non farebbero distinzione tra Zaddiqim e malvagi, in questo caso gli Ebrei e gli Egizi puniti.

Per le seguenti interpretazioni esegetiche cfr. "Midrashim"[10]

Tramutazione dell'acqua in sangue (7.14-25)Modifica

Secondo i Maestri ebrei dell'ebraismo rabbinico Mosè, al comando di Dio di compiere questo prodigio miracoloso, come d'accordo, disse al proprio fratello Aronne di permetterne la realizzazione per il proprio legame con l'acqua: ancora neonato infatti Mosè era stato appunto posto su una culla nelle acque che lo portarono sino alla figlia del faraone Batia (cfr. Shekhinah) che lo colse e lo protesse, infatti v'era il decreto Reale egizio (su consiglio dei maghi egizi che, tramite divinazioni, avevano previsto che un bimbo ebreo sarebbe stato in futuro il salvatore del popolo ebraico) che sanciva l'uccisione di tutti i nuovi nati, o bambini, ebrei.
L'acqua imputridì dal mar Rosso sino ai palazzi ed ai canali, persino nelle giare tranne che per gli ebrei a cui infatti gli egizi giungevano per ottenere acqua non tramutata in sangue, ma ciò non bastò. I pesci di quelle acque morirono.

Secondo i commentatori ebrei il sangue era quello dei neonati, e/o bambini piccoli, ebrei gettati nelle acque: essi, anche se neonati, si aggrappavano ai massi al centro di esse malgrado le correnti: ciò avvenne per il decreto del faraone di quel momento su consiglio dei maghi o sacerdoti egizi.

Aronne eseguì il comando di Dio per il miracolo prodigioso e terribile tramite il bastone già consegnato a Mosè (cfr. Arca dell'Alleanza).

Invasione delle rane (7.26-8.11)Modifica

Secondo la tradizione rabbinica le rane sorsero seguendo una rana-madre, più grossa delle altre, per dirigersi verso il palazzo in cui stava il faraone. Le rane entrarono persino nei corpi degli egizi colpevoli, restando in vita anche così; il Pentateuco spiega infatti che esse erano in ogni parte; ed appunto persino nei forni per il pane degli stessi egizi colpevoli. Una delle cause della piaga che colpì questi ultimi e che più li turbava, fu soprattutto il continuo gracidare delle rane anche all'interno dei loro corpi (Midrash).
Dopo la preghiera di Mosè, affinché (in seguito alle successive suppliche del faraone fatte a Mosè ed Aronne) anche questa piaga avesse termine, molte di quelle rane della piaga morirono ed il fetore dei loro corpi morti si sparse su tutto l'Egitto biblico antico.

Pioggia di fuoco e ghiaccio (9.13-35)Modifica

Grandine e fuoco su tutto l'Egitto. Per questa piaga morirono anche molti animali di proprietà degli Egizi ma non quelli degli Ebrei: quando alcuni Egizi osservarono che anche per questa piaga Dio punì loro ma non punì gli Ebrei, quelli iniziarono a comprendere la differenza/distinzione che Dio fece a favore del Suo popolo eletto degli Ebrei.

Invasione delle cavalletteModifica

(10.1-20)

Invasione di cavallette/locuste. Si trovarono cavallette/locuste ovunque; al termine di questa piaga gli egizi pensarono di potersi rallegrare per aver come cibo le cavallette/locuste morte dopo la preghiera di Mosè perché essa terminasse alla richiesta del faraone che, benché sembrasse aver accettato Dio ed il popolo ebraico, poi riprese ad essere "arrogante, ostinato, superbo e prepotente" (Dio "indurì" il cuore del faraone): ma Dio, verace e giusto, fece "sciogliere" [persino] tutti i corpi di questi insetti.

Tenebre (10.21-29)Modifica

Tenebre per tre giorni. Anche questa piaga colpì soltanto i colpevoli egizi infatti presso gli ebrei v'era luce e non quelle tenebre tanto fitte.

Secondo l'esegesi ebraica, all'uscita del popolo ebraico dall'Egitto, le donne egizie furono "spinte" da Dio a donare ricchezze con cuore benevolo agli ebrei: si spiega che ciò avvenne anche perché, durante questa piaga delle tenebre, alcuni ebrei poterono entrare nei luoghi egizi e, pur accorgendosi delle grandi ricchezze da loro possedute, non le rubarono né se ne appropriarono; poi gli egizi vennero appunto a conoscenza di questo fatto meritorio per il popolo ebraico. In seguito i Chakhamim spiegano che tali ricchezze ed altre furono il compenso per il lavoro eseguito dagli ebrei durante la "schiavitù" in Egitto da cui poi Dio li "prese" donando loro la libertà, quindi anche spirituale.

Morte dei primogeniti maschi (12.29-30)Modifica

Secondo i Midrashim la morte dei primogeniti egizi avvenne in quanto gli Ebrei, ancora inconsapevoli della forma in cui Dio avrebbe realizzato questa punizione, dissero agli stessi egizi che la piaga si sarebbe manifestata: i primogeniti, per timore di essere uccisi, iniziarono a difendersi contro chi li voleva uccidere i quali, a loro volta, per timore di essere uccisi li uccisero. Anche il figlio primogenito del faraone morì. Vi furono morti in ogni casa e, quando non vi erano primogeniti egizi, morivano altri non ebrei.

Divergenza esegetica ebraica sul genere di alcune piagheModifica

  • Non viene precisato con certezza, anche per complessa contestualizzazione del significato ermeneutico, quale sia l'"origine" di quelle definite nella traduzione in lingua italiana "bestie feroci" e "miscuglio di animali e/o bestie feroci": probabilmente nel primo caso "grandi animali", come tigri, leoni ecc., quindi fiere.
  • La traduzione di un'altra piaga, "pidocchi", sembra invece corretta.
  • Quella di un tipo di "foruncolo", invece certa, riguarda un prodigioso miracolo di punizione divina già descritto nella Torah orale.

Film che citano le dieci piagheModifica

Nonostante il fatto che spesso le dieci piaghe d'Egitto vengano citate individualmente in opere cinematografiche, sono sostanzialmente pochi i film che le utilizzano come elemento conduttore della trama e, in alcuni casi, si tratta di film horror. Tra questi vanno citati:

NoteModifica

  1. ^ Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, p. 137, ISBN 978-88-10-82031-5.
  2. ^ Es7-12.
  3. ^ Come viene evidenziato dagli esegeti della interconfessionale Bibbia TOB (Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, p. 147, ISBN 88-01-10612-2.).
  4. ^ Allo stesso modo, i curatori della Bibbia Edizioni Paoline precisano che la "la struttura decalogica è frutto solo della redazione finale: la tradizione più antica, la Jahvista, conosceva, come il salmo storico 78 (vv. 43-51), solo un settenario di piaghe", mentre gli studiosi del cattolico Nuovo Grande Commentario Biblico osservano che "il redattore ha sapientemente organizzato ed ampliato le tradizioni antiche su sette piaghe (cf. le sette piaghe in Sal 78,43 ·5 1 ; 105,26-36 e il fatto che ci sono solo sette piaghe in J) in tre triadi, e la decima piaga, quella culminante, è al di fuori della serie." (La Bibbia, Edizioni Paoline, 1991, p. 84, ISBN 88-215-1068-9; Brown, 2002, p. 62).
  5. ^ Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, pp. 137-138, ISBN 978-88-10-82031-5.
  6. ^ Il Signore disse a Mosè: «Mentre tu parti per tornare in Egitto, sappi che tu compirai alla presenza del faraone tutti i prodigi che ti ho messi in mano; ma io indurirò il suo cuore ed egli non lascerà partire il mio popolo.» (Es4,21) Il Signore disse a Mosè: «Vedi, io ti ho posto a far le veci di Dio per il faraone: Aronne, tuo fratello, sarà il tuo profeta. Tu gli dirai quanto io ti ordinerò: Aronne, tuo fratello, parlerà al faraone perché lasci partire gli Israeliti dal suo paese. Ma io indurirò il cuore del faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nel paese d'Egitto. Il faraone non vi ascolterà e io porrò la mano contro l'Egitto e farò così uscire dal paese d'Egitto le mie schiere, il mio popolo degli Israeliti, con l'intervento di grandi castighi. Allora gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando stenderò la mano contro l'Egitto e farò uscire di mezzo a loro gli Israeliti!». (Es7,1-5) Ma il Signore rese ostinato il cuore del faraone, il quale non diede loro ascolto, come il Signore aveva predetto a Mosè. (Es9,12) Mosè e Aronne avevano fatto tutti questi prodigi davanti al faraone; ma il Signore aveva reso ostinato il cuore del faraone, il quale non lasciò partire gli Israeliti dal suo paese. (Es11,10) «Il faraone penserà degli Israeliti: Vanno errando per il paese; il deserto li ha bloccati! Io renderò ostinato il cuore del faraone ed egli li inseguirà; io dimostrerò la mia gloria contro il faraone e tutto il suo esercito, così gli Egiziani sapranno che io sono il Signore!». (Es14,3-4).
  7. ^ Talvolta riportata anche, con medesimo significato, nella forma «ostinare i loro cuori».
  8. ^ Brown, 2002, p. 159.
  9. ^ Brown, 2002, pp. 61-62, 159. Cfr anche: Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, p. 146, ISBN 88-01-10612-2.
  10. ^ Edizioni Mamash

BibliografiaModifica

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