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Piano Z (in tedesco Z-Plan) era il nome in codice di un vasto programma di costruzioni navali militari, elaborato dall'alto comando della Kriegsmarine tedesca ed approvato da Adolf Hitler nel gennaio del 1939; il piano, molto ambizioso, prevedeva un ampio programma di costruzioni di navi da guerra, al fine di mettere la marina tedesca in condizioni di contendere quasi alla pari per il controllo del mare con il suo principale avversario, la Royal Navy britannica[1]. Lo scoppio della seconda guerra mondiale nel settembre del 1939 comportò in pratica l'abbandono del piano, che rimase in gran parte lettera morta.

Il riarmo navale tedescoModifica

In base alle clausole del trattato di Versailles, la marina del nuovo stato tedesco (Reichsmarine) venne fortemente limitata nel possesso e nella costruzione di nuove navi da guerra; di conseguenza, i primi passi del piano di riarmo navale tedesco si svolsero in gran segreto ed in condizioni di semi-clandestinità[2]. Sebbene alcuni passi si svolgessero nel rispetto delle clausole di Versailles (come la costruzione dell'incrociatore leggero Emden), le fasi più delicate (come lo sviluppo di sommergibili, siluri e mine navali) erano condotte in gran segreto, spesso per tramite di società fittizie situate all'estero. Il piano di riarmo conobbe un'impennata a partire dall'ottobre del 1928, quando Erich Raeder venne nominato comandante della Reichsmarine; fu lui a proporre e portare avanti il progetto delle nuove unità della classe Deutschland: per aggirare in maniera semi-legale la clausola che vietava la costruzione di navi da guerra con dislocamento superiore alle 10.000 t (in pratica, il dislocamento di un incrociatore), venne concepita una nave da battaglia di dimensioni ridotte, ma dotata di un armamento più pesante degli incrociatori contemporanei ed in grado di raggiungere alte velocità, e per questo classificata come corazzata tascabile. La costruzione di queste navi venne approvata non senza discussioni dal Reichstag, e la prima unità della classe, la Deutschland, venne varata il 19 maggio 1931; per il 1933, Raeder era inoltre riuscito a far approvare un piano quinquennale che comprendeva la costruzione di sei corazzate (tascabili o di dimensioni normali), sei incrociatori, numerosi cacciatorpediniere e torpediniere, e sedici sommergibili[3].

L'avvento al potere del partito nazista e la nomina alla carica di cancelliere di Adolf Hitler, provocarono una notevole accelerazione dei piani di riarmo tedeschi, compresi quelli in ambito navale. Nel marzo del 1935, Hitler rigettò formalmente le clausole del trattato di Versailles, ed il 18 giugno seguente Germania e Regno Unito sottoscrissero l'accordo navale anglo-tedesco: il trattato in pratica "ufficializzò" il piano di riarmo navale tedesco, prevedendo per la Germania il diritto di costruire navi da guerra di superficie per un tonnellaggio non superiore al 35% di quello della Royal Navy (45% nel caso dei sommergibili)[4]. Nel periodo immediatamente successivo, la marina tedesca (ora denominata Kriegsmarine) avviò quindi una serie di ampie costruzioni navali, varando gli incrociatori da battaglia della classe Scharnhorst da 30.000 t di dislocamento, e mettendo in cantiere le imponenti corazzate della classe Bismarck da 50.000 t. Per gli inizi del 1939, la Kriegsmarine poteva mettere in campo tre corazzate tascabili, due incrociatori da battaglia, un incrociatore pesante (con altri quattro in via di completamento), sei incrociatori leggeri, 22 cacciatorpediniere e 57 sommergibili, oltre alle due unità della classe Bismarck in via di completamento.

Il Piano ZModifica

Fin dal 1930, si erano svolte lunghe discussioni in seno all'alto comando della marina circa la linea da seguire nell'ambito delle costruzioni navali; due erano le proposte[5]:

  • realizzare una imponente flotta di superficie, con corazzate ed altre navi di grosso tonnellaggio, con cui scontrarsi in condizione di quasi parità con le marine britannica e francese per il controllo degli oceani;
  • realizzare una vasta flotta di sommergibili, appoggiati da navi di superficie di minor tonnellaggio ma di maggiore velocità, con cui eludere il prevedibile blocco dei porti tedeschi da parte dei britannici ed attaccare il traffico mercantile nemico.

Sebbene Raeder optasse per la seconda linea d'azione, principalmente perché di più rapida realizzazione e di notevole minaccia per il Regno Unito (gravemente dipendente dai traffici mercantili)[5], sul finire del 1938 lo stato maggiore della marina optò infine per la prima, decisione pienamente condivisa da Hitler. Il 27 gennaio 1939, il Führer firmò quindi il nuovo ed ambizioso piano di costruzioni navali, denominato Piano Z.

Il piano prevedeva di aggiungere alle già esistenti unità navali tedesche[6][7]:

  • sei corazzate della progettata classe H, navi da 62.000 t di dislocamento ed armate con 8 cannoni da 400 mm;
  • quattro portaerei della classe Graf Zeppelin, due già in costruzione ed altre due progettate;
  • tre incrociatori da battaglia della progettata classe O, navi da 35.000 t di dislocamento ed armate con 6 cannoni da 380 mm, versione migliorata delle già realizzate unità della classe Scharnhorst;
  • dodici corazzate tascabili della progettata classe P, navi da 23.000 t di dislocamento ed armate con 6 cannoni da 280 mm, versione modificata delle unità della classe Deutschland;
  • sei incrociatori pesanti della classe Admiral Hipper, navi da 18.000 t di dislocamento ed armate con 8 cannoni da 208 mm, da aggiungersi alle cinque unità già realizzate o in via di completamento;
  • sei incrociatori leggeri della progettata classe M, navi da 8.500 t di dislocamento (tranne gli ultimi due, il cui dislocamento era aumentato a 10.000 t) ed armate con 8 cannoni da 150 mm;
  • ventidue (secondo altre fonti trentasei) Spähkreuzer, in pratica dei cacciatorpediniere di grosse dimensioni e talvolta classificati come ricognitori, navi da 5.700 t di dislocamento ed armate con 6 cannoni da 150 mm;
  • ulteriori 50 cacciatorpediniere, in varie classi;
  • ulteriori 200 sommergibili, in varie classi.

Inoltre, il piano progettava di incrementare l'organico della Kriegsmarine fino a 200.000 uomini, oltre a prevedere la realizzazione, in collaborazione con la Luftwaffe, di versioni navalizzate dei caccia Messerschmitt Bf 109 e dei bombardieri in picchiata Junkers Ju 87, da imbarcare sulle portaerei.

Per realizzare l'imponente piano era stata stimata una spesa di 33 miliardi di Reichsmark, mentre il suo completamento non era previsto prima del 1946[6]. Tuttavia, il 28 aprile del 1939 la Germania si ritirò unilateralmente dall'accordo navale anglo-tedesco, facendo presagire un'imminente guerra tra le due nazioni; il 3 settembre seguente, con la dichiarazione di guerra alla Germania da parte di Regno Unito e Francia, il Piano Z venne accantonato: invece di costruire le poderose corazzate da esso previste, la priorità venne invece data alla realizzazione di sommergibili, più rapidi e meno costosi da produrre. Fino a quel momento, il Piano Z era a mala pena agli inizi: due delle corazzate della classe H e due degli incrociatori leggeri della classe M erano stati da poco impostati, ma la costruzione delle prime venne interrotta nel novembre del 1941, mentre quella dei secondi venne fermata già a metà del settembre del 1939; perfino la costruzione della portaerei Graf Zeppelin, ormai in fase di completamento, procedette con molta lentezza, e la nave non entrò mai in servizio.

NoteModifica

  1. ^ Overy 1989, pp. 50 - 51
  2. ^ Flaherty 1990, pp. 8 - 9
  3. ^ Flaherty 1990, p. 13
  4. ^ Flaherty 1990, p. 14
  5. ^ a b Flaherty 1990, pp. 17 - 19
  6. ^ a b www.german-navy.de - Z-plan
  7. ^ Flaherty 1990, p. 20

BibliografiaModifica

  • Giuliano Da Frè, "La Marina Tedesca 1939-1945", Bologna, Odoya Ed., 2013
  • Thomas H. Flaherty (a cura di), Il Terzo Reich - Guerra sul mare, Hobby & Work, 1993. ISBN 88-7133-047-1
  • Richard Overy & Andrew Wheatcroft, The Road To War, Londra, Macmillan Press, 1989.

Collegamenti esterniModifica