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Piazza Cavour (Ancona)

piazza di Ancona
Piazza Cavour
Ancona-piazza cavour.jpg
La statua di Cavour al centro della piazza
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàAncona
CircoscrizionePrima circoscrizione
DistrettoRione S. Stefano - Rione Cardeto
Codice postale60121
Informazioni generali
Tipopiazza
Superficie3 ettari
Costruzione1868
Collegamenti
Trasporticapolinea e fermata di più di dieci linee urbane ed extraurbane
Mappa

Coordinate: 43°37′01.28″N 13°30′59.96″E / 43.617022°N 13.516656°E43.617022; 13.516656

Piazza Cavour è una delle quattro piazze principali del centro storico di Ancona, insieme a piazza del Plebiscito (o piazza del Papa), piazza della Repubblica (o del Teatro) e piazza Roma.

Origine e monumentiModifica

 
La statua a Cavour dello scultore Aristodemo Costoli

La piazza fu progettata nel 1862, all'indomani dell'Unità d'Italia, ed inaugurata nel 1868. Già in età pontificia l'ingegner Michele Bevilacqua aveva previsto una grande piazza nella stessa zona; il progetto post-unitario, parte del Piano Urbanistico del 1861 elaborato dagli ingegneri Gabuzzi, De Bosis, Bianchi e Daretti, riprese perciò l'idea del Bevilacqua.

Al centro fu posta una statua di Cavour, opera di Aristodemo Costoli, noto scultore risorgimentale[1]. Sul basamento della statua, due bassorilievi rappresentano rispettivamente il Congresso di Parigi e la Proclamazione del Regno d'Italia ossia due momenti fondamentali dell'azione politica di Cavour.

La piazza, avente un'area di tre ettari, nacque in base ad un progetto unitario volto ad espandere verso est la città, che aveva assunto il nuovo ruolo di piazzaforte di prima classe del Regno d'Italia; fu progettata perciò insieme a corso Vittorio Emanuele (ora Garibaldi), che termina in essa, e ai rioni ottocenteschi Santo Stefano e Cardeto, che vi si affacciano. La piazza era allora ai margini dell'area urbana, a contatto con il tratto delle mura cittadine ottocentesche che andavano da Forte Cardeto alla lunetta di Santo Stefano. Il suo primo ruolo era perciò fungere da fondale prospettico dell'asse del corso; per questo motivo la statua di Cavour non fu collocata perfettamente al centro della vasta piazza ma leggermente spostata verso ovest in modo da essere più visibile dal corso.

L'ampliamento della piazzaModifica

Nelle mura che delimitavano la piazza si apriva Porta Cavour, oltre la quale si estendeva la zona agricola della Piana degli Orti. Tra il 1923 e il 1925 questo tratto di mura e la porta furono demoliti per permettere l'espansione della città lungo l'asse del Viale della Vittoria, tracciato poco prima. Da allora Piazza Cavour assunse un nuovo ruolo, diventando elemento di congiunzione tra i rioni storici e il nuovo Rione Adriatico, oltre che importante luogo di sosta lungo la passeggiata "da mare a mare", ossia dalle banchine del porto alla costa alta del Passetto.

In occasione della demolizione delle mura, la piazza venne ampliata nell'area resasi libera; sorsero così nuovi giardini, articolati in quattro isolati triangolari contornati da strade veicolari; contrariamente alle zone verdi già presenti, questo settore venne realizzato con un aspetto meno formale, con vialetti sinuosi e alberature non simmetriche. Su questo ampliamento della piazza sin da allora si affaccia il prospetto laterale del Palazzo delle Poste, di Guido Cirilli, accompagnato, nel decennio successivo, da quello simmetrico del Palazzo del Popolo, opera di Amos Lucchetti.

Nel 1951, Vittorio Morelli scolpì il busto di Luigi Albertini, posto nell'ampliamento novecentesco della piazza, nelle vicinanze del Palazzo del Popolo[2].

Piazza Cavour è tutelata in quanto bene storico, in base al Decreto Ministeriale del 12 dicembre 1959[3] e al Decreto Legislativo n.42 del 2004[4].

Vegetazione e arrediModifica

Elementi ottocenteschiModifica

 
Scorcio del vialetto interno prima degli abbattimenti del 2014
 
L'arrivo degli esuli di Libia ad Ancona contribuì a diffondere in città una sensibilità particolare nei confronti della guerra appena combattuta
 
Particolare dell'ultimo lampione a luce singola rimasto nella piazza, rimosso nel 2016 e non più ripristinato.
 
Un altro particolare del lampione precedente

Un doppio filare di alberi circonda sin dall'origine tutto il perimetro, lungo il quale furono poste panchine in pietra bianca, tuttora presenti; inizialmente le specie presenti in questo filare erano[5]:

Elementi dei primi anni del NovecentoModifica

Nel 1913 vennero aggiunte aiuole a prato e palme, in modo da formare uno spazio centrale a forma di stella ottagonale[6]. Nella scelta delle alberature operata nel 1913 si nota la tendenza all'esotismo[7] accentuatasi in Italia subito dopo la conclusione della guerra di Libia: palme delle Canarie e palme della Cina furono usate in gran numero e ciascuno dei quattro ingressi dell'area pedonale centrale venne incorniciato da grandi cespugli simmetrici di palme di San Pietro[6]. Queste tre specie di palme, pur diminuite di numero, caratterizzavano l'aspetto della piazza[8] sino al 2014, quando il Comune abbatté le 38 palme della Cina, suscitando proteste da parte delle associazioni ambientaliste[9].

Pochi anni dopo la Prima guerra mondiale, furono posizionati arredi Liberty: cestini e panchine in ghisa, alcune delle quali hanno sullo schienale un'iscrizione in cui è riportato il Bollettino della Vittoria[10].

Negli anni venti del Novecento, su proposta dell'associazione "Accolta dei Trenta - Brigata Amici dell'Arte", la statua di Cavour fu contornata da un'aiuola ottagonale su progetto dell'architetto Eusebio Petetti, che adottò per la vegetazione i criteri del giardino all'italiana, con bordi mistilinei di bosso circondanti fioriture annuali; altri bossi erano potati a sfera, alcuni variegati e altri verdi[11][12]; tra le specie che si alternavano nel corso dell'anno c'erano[5]:

 
La piazza nei primi anni Cinquanta: le recinzioni ad archetti sovrapposti e i lampioni che illuminavano il vialetto interno

Sempre negli anni Venti, in occasione dell'ampliamento della piazza verso est, le nuove aiuole vennero alberate con le seguenti specie:

Nel 1931 fu realizzata la piccola fontana in stile Novecento che adorna l'angolo sud-occidentale della piazza, la cui vasca poggia su quattro sfere di pietra; essa era originariamente alimentata dall'antico acquedotto di Santa Margherita[13].

DopoguerraModifica

Nel secondo dopoguerra gli arredi della piazza furono restaurati ed integrati: negli anni cinquanta furono inseriti elementi di pregio, allora visti come segno della città che risorgeva dopo le rovine della guerra: le colonnine fluorescenti ricoperte in graniglia per illuminare il vialetto perimetrale interno, le recinzioni ad archetto poste a protezione delle aiuole e parterre multicolori di canna d'india in corrispondenza di ogni angolo[14].

Il periodo del degradoModifica

L'incuria degli ultimi venti anni ha portato man mano all'eliminazione di molti degli elementi originari di arredo storico della piazza, tra cui quasi tutte le panchine in ghisa, tutti i cestini in stile Liberty, alcuni antichi lampioni che erano posti lungo il capolinea degli autobus extraurbani; delle panchine con il bollettino della Vittoria era rimasto un unico esemplare. Erano state eliminate anche le testimonianze degli anni Cinquanta: i lampioni in graniglia e le recinzioni ad archetto. Contrasta con questo quadro il restauro dei quattro grandi lampioni liberty che illuminano l'area centrale[15].

Nonostante l'importanza della piazza e il suo valore come testimonianza storica, essa è rimasta per lunghi anni a cavallo tra XX e XXI secolo in forte degrado e permanentemente usata come luogo di sosta di giostre e baracconi[15][16]. Unico elemento positivo di quegli anni fu invece il parziale restauro delle aiuole, operato in occasione della visita di papa Benedetto XVI al XXV Congresso Eucaristico Nazionale, svoltosi in Ancona nel settembre 2011.[17].

La nuova inaugurazione del 2016Modifica

Il 22 luglio del 2016 è stata completata la nuova sistemazione della parte ottocentesca della piazza, che in parte è stata restaurata nel suo aspetto originario, in parte ha visto l'introduzione di novità, come la realizzazione delle piazzole di sosta angolari, l'installazione di una nuova illuminazione dei due vialetti perimetrali, l'introduzione di siepi di schermatura dal traffico esterno, la pavimentazione in pietra dei percorsi, originariamente ricoperti di ghiaino.

Sono stati ripristinati o restaurati alcuni elementi dell'arredo storico, come le panchine in marmo, quelle in ghisa, le recinzioni ad archetto delle aiuole. Non sono stati invece ripristinati altri elementi d'arredo storici: i cestini liberty e i lampioni originari nel lato orientale. I lavori di sistemazione erano iniziati nel 2014 e furono segnati da notevoli polemiche da parte delle associazioni ambientaliste, dovute all'abbattimento di 38 palme e di alcuni alberi secolari del filare perimetrale; criticata fu anche la decisione di non rimpiazzare le tre palme delle Canarie mancanti e di ridurre il numero delle palme presenti nella piazza da 58 a 17[18].

Nell'occasione è stato ripristinato il disegno all'italiana della vegetazione nell'aiuola ottagonale centrale degli anni Venti del Novecento, originariamente progettata per conto dell'associazione artistica Accolta dei Trenta dall'architetto Eusebio Petetti; il contrario è avvenuto nelle aiuole angolari, in cui l'antico disegno delle zone fiorite è stato sostituito con uno di concezione moderna. Particolare attenzione è stata posta alla fruizione da parte dei disabili, con l'introduzione di percorsi per non vedenti[19].

NoteModifica

  1. ^ Voce dedicata a Costoli, dal Dizionario Treccani
  2. ^ Dizionario biografico Treccani, voce Vittorio Morelli
  3. ^ Cfr.Carta dei vincoli del Comune di Ancona Archiviato il 1º novembre 2014 in Internet Archive.
  4. ^ Decreto Legislativo n.42 del 2004
    • PARTE SECONDA (Beni culturali)
    • TITOLO I (Tutela) Capo I (Oggetto della tutela)
    • Articolo 10 (Beni culturali)
    • punto"g" (le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico)
    • Art. 12 (Verifica dell'interesse culturale)
    • comma 1 (Le cose immobili e mobili indicate all'articolo 10, comma 1, che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, sono sottoposte alle disposizioni della presente Parte fino a quando non sia stata effettuata la verifica di cui al comma 2)
    • comma 2 (I competenti organi del Ministero, d'ufficio o su richiesta formulata dai soggetti cui le cose appartengono e corredata dai relativi dati conoscitivi, verificano la sussistenza dell'interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico nelle cose di cui al comma 1, sulla base di indirizzi di carattere generale stabiliti dal Ministero medesimo al fine di assicurare uniformità di valutazione)
  5. ^ a b Marianna di Sieno, Zone di verde di Ancona, senza data (post 1923, ante 1931)
  6. ^ a b Fabio Mariano, Ancona: 1895 - 1945 ; la città e le immagini, Ed. Canonici, 1987
  7. ^ Cfr. Francesca Mazzino, Per un atlante dei paesaggi italiani Alinea Editrice, 2003 (pag. 274). Consultabile su Google libri a questa pagina; Giorgio Roster, in Le palme coltivate o provate in piena aria nei Giardini d'Italia - (Estratto dal Bollettino della R. Società Toscana di Orticoltura — Anni 1913- 1914-1915) - Firenze, Tipografia di M. Ricci, 1915
  8. ^ Autori vari, Guida rossa del TCI, volume Marche edizione 1979, Touring editore (pagina 114)
  9. ^ La protesta delle associazioni ambientaliste e la risposta del Comune: vedi l'articolo del 10 dicembre 2014 tratto dal sito "Piazzaweb": Piazza Pulita a Piazza Cavour Archiviato il 7 ottobre 2015 in Internet Archive..
  10. ^ Vedi la pagina dedicata all'ultima panchina con il Bollettino rimasta: Sito di Ancon dorica
  11. ^ Donatella Biagi Maino, Matteo Cassani Simonetti e Alessandra Maltoni, (a cura di), Architettura tra le due guerre. La Casa del Mutilato di Ancona, edizioni Edifir. ISBN 978-88-7970-977-4
  12. ^ Vedi la foto n° 1 nella seguente pagina: Sito del comune di Ancona Archiviato il 10 settembre 2014 in Internet Archive.
  13. ^ Mario Panzini, Dizionario del vernacolo anconitano, volume I, voce Caùre - Funtanela de piaza Caùre, Sagraf editrice, 1996
  14. ^ Autori vari, Ancona che risorge, a cura dell'Amministrazione Comunale, Ancona 1956.
  15. ^ a b A titolo esemplificativo si cita, tra i numerosi possibili, un articolo del Resto del Carlino del 2013
  16. ^ Sulle proteste suscitate dalla localizzazione delle giostre in piazza Cavour: Sito di Italia Nostra
  17. ^ Per l'occasione sono state messi a dimora 900 cespugli di rose rifiorenti, ricaricato il breccino, ridipinti i lampioni, riseminato il prato, come risulta dall'articolo del 5 agosto 2011
  18. ^ Piazza Cavour: abbattimento piante, Mariani: "intervento estremamente preoccupante"
  19. ^ Piazza Cavour riaprirà il 22 luglio.

Voci correlateModifica

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