Piccarda Bueri

nobildonna italiana
Piccarda Bueri
Nobildonna
Stemma
Nascita Verona, seconda metà del XIV secolo
Morte Firenze, 19 aprile 1433
Sepoltura Firenze
Luogo di sepoltura Sagrestia Vecchia, Basilica di San Lorenzo
Dinastia Bueri
Padre Edoardo Bueri
Consorte Giovanni di Bicci de' Medici
Figli Cosimo il Vecchio, Lorenzo il Vecchio

Piccarda Bueri (Verona, seconda metà del XIV secoloFirenze, 19 aprile 1433) fu moglie di Giovanni di Bicci de' Medici, il capostipite della ricchezza della famiglia Medici, e madre del primo Signore di Firenze Cosimo il Vecchio.

BiografiaModifica

Le notizie sulla sua figura sono scarse. Si sa che era figlia di Edoardo Bueri, esponente di una famiglia di antica stirpe originaria di Firenze, ma che aveva interessi economici anche in altre città; la famiglia si trovava infatti a Verona nella prima metà del Trecento quando nacque Piccarda. Tornati a Firenze Piccarda venne maritata al giovane banchiere Giovanni di Bicci nel 1386, che all'epoca era un impiegato nel florido banco dello zio Averardo di Jacopo de' Medici. Da poco Giovanni era stato nominato responsabile per la filiale a Roma, era benestante ma non poteva certo dirsi ricco.

Il matrimonio con Piccarda, grazie ai 1500 fiorini portato in dote[1], permise a Giovanni di spiccare il salto verso il successo e la ricchezza, che sarebbe stato in seguito la solida base di tutta la fortuna familiare dei Medici: con quei soldi infatti egli poté mettere a frutto la sua abilità imprenditoriale, investendoli nell'acquisto della filiale romana del banco, che in seguito venne ingrandita grazie anche ai patrimoni di altri soci. Dal successo di quell'impresa economica Giovanni arrivò, alla morte, ad essere uno tra i più ricchi fiorentini dell'epoca.

Piccarda e Giovanni vivevano in un palazzo a pochi passi dal Duomo di Firenze, nell'attuale via Ricasoli ed ebbero 2 figli Cosimo e Lorenzo ed altri tre figli morti precocemente[2]. Essa si occupava delle cose di famiglia e spesso, quando il marito si trovava in viaggio per affari, sorvegliava la situazione del Banco a Firenze. Con la morte del marito resta polo centrale della famiglia fino alla morte; il marito prima di morire l'aveva raccomandata ai figli "di rispettarla e di non toglierle i suoi meritati onori" dato che la solidità economica raggiunta della famiglia dipende anche da lei[3].

Fu sepolta accanto al marito al centro della sagrestia Vecchia in San Lorenzo, nella tomba scolpita dal Buggiano. Carlo Marsuppini, umaniste e poeta scrive alla sua morte una lettera ai due figli in cui celebra le sue virtù, doti umane e fedeltà coniugale di Nannina, come era chiamata in famiglia.[4]

DiscendenzaModifica

La coppia ebbe tre figli, due dei quali in seguito gli storici evidenziarono come i capostipiti dei due rami principali della famiglia Medici:

  • Cosimo (1389-1464), che ereditò la fortuna paterna e diede origine al ramo di Cafaggiolo.
  • Damiano (1389), gemello di Cosimo morto infante, sul quale le fonti non sono chiare.
  • Lorenzo (1395-1440), che diede origine al ramo Popolano.

NoteModifica

  1. ^ Barbara Belotti e Livia Cruciani, L'origine del casato: Piccarda Bueri, in Le Medici, Roma, Toponomastica femminile, 2020, p. 13.
  2. ^ Le Medici, p. 13.
  3. ^ Le Medici, p. 13.
  4. ^ Le Medici, p. 13.

BibliografiaModifica

  • Marcello Vannucci, Le donne di casa Medici, Newton Compton Editori, Roma 1999, ristampato nel 2006 ISBN 8854105260