Piccole suore dell'Immacolata Concezione

Paolina Visintainer, fondatrice della congregazione

Le Piccole Suore dell'Immacolata Concezione (in portoghese Irmãzinhas da Imaculada Conceição) sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione pospongono al loro nome la sigla C.I.I.C.[1]

Cenni storiciModifica

Nel 1875 Paolina Visintainer (1865-1942) lasciò il natio Trentino e si stabilì in Brasile, nello stato di Santa Catarina, dove i suoi conterranei eressero la cittadina di Nova Trento. Il 12 luglio 1890, con l'aiuto del padre gesuita Luigi Rossi, iniziò a Vigolo (presso Nova Trento) un nuovo istituto religioso per l'educazione dei giovani e l'assistenza ai malati.[2]

Nel 1895 il vescovo di Curitiba, José de Camargo Barros, si recò a Vigolo con l'intento di sciogliere la congregazione ma, positivamente impressionato dall'opera della Visintainer, autorizzò le suore a condurre vita comune e, il 25 agosto 1895, approvò le costituzioni elaborate da Rossi.[2]

L'istituto ottenne il pontificio decreto di lode il 19 maggio 1933 e il 27 ottobre 1947 le sue costituzioni vennero definitivamente approvate dalla Santa Sede.[2] La fondatrice è stata canonizzata da papa Giovanni Paolo II nel 2002.[3]

Attività e diffusioneModifica

Le Piccole Suore dell'Immacolata si dedicano a varie opere educative e sanitarie: sono particolarmente attive presso le comunità indigene dell'Africa e dell'America Latina.

Oltre che in Brasile, sono presenti in Argentina, Bolivia, Camerun, Ciad, Cile, Colombia, Guatemala, Italia, Mozambico e Nicaragua:[4] la sede generalizia è a San Paolo.[1]

Al 31 dicembre 2005 l'istituto contava 501 religiose in 103 case.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c Ann. Pont. 2007, p. 1614.
  2. ^ a b c DIP, vol. VI (1980), col. 1638, voce a cura di G. Pettinati.
  3. ^ Tabella riassuntiva delle canonizzazioni avvenute nel corso del pontificato di Giovanni Paolo II, su vatican.va. URL consultato il 30-9-2009.
  4. ^ Assembléia Geral das Irmãzinhas define o objetivo para o próximo sexênio [collegamento interrotto], su www2.ciic.org.br. URL consultato il 30-9-2009.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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