Apri il menu principale

Piero Gherardi

architetto, scenografo e costumista italiano

BiografiaModifica

 
Il costume indossato da Anita Ekberg nel film La dolce vita diretto da Federico Fellini nel 1960 esposto a Cinecittà

Laureato in architettura, e architetto di professione, negli anni trenta frequentò lo studio dello scenografo Gino Carlo Sensani (1888-1947). L'impegno nel campo dello spettacolo risale all'immediato dopoguerra con l'arredamento del film Notte di tempesta (1946) di Gianni Franciolini, col quale collaborerà in altri film successivi. L'anno seguente inizierà a lavorare con Mario Soldati curando la scenografia di Eugenia Grandet e successivamente di Daniele Cortis e Fuga in Francia.

In occasione delle riprese del film neorealista Senza pietà, di Alberto Lattuada, Piero Gherardi incontrò Federico Fellini col quale instaurerà una fortunata collaborazione con opere di grande originalità espressiva (Le notti di Cabiria, La dolce vita, , Giulietta degli spiriti) attestata dall'ottenimento di prestigiosi riconoscimenti (Premi Oscar, Nastro d'Argento alla migliore scenografia e ai migliori costumi). Altre proficue collaborazioni saranno strette con Mario Monicelli (per es., I soliti ignoti, La grande guerra, L'armata Brancaleone) e Gillo Pontecorvo (La grande strada azzurra, Kapò, La battaglia di Algeri, Queimada).

Allestì apprezzate scenografie teatrali, a partire da quelle allestite per La Mandragola diretta da Pagliero e Lucignani e rappresentata al Teatro delle Arti di Roma nel 1953, e televisive: il suo ultimo lavoro fu la creazione dei costumi de Le avventure di Pinocchio di Comencini. Attorno al 1966 curò inoltre i costumi, e in molti casi la regia, dei caroselli pubblicitari destinati alla promozione della pasta Barilla che ebbero come protagonista la cantante Mina e che, per la bellezza, sono stati riproposti anche in VHS e DVD.

FilmografiaModifica

CostumiModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Piero Gherardi [collegamento interrotto], su awardsdatabase.oscars.org. URL consultato il 10 luglio 2019.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN103770774 · GND (DE140231358 · WorldCat Identities (EN103770774