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Pierre Belon

naturalista, scrittore e diplomatico francese
Pierre Belon

Pierre Belon (Souletière, 1517Parigi, aprile 1564) è stato un naturalista, scrittore e diplomatico francese. Come molti altri del Rinascimento, scrisse e studiò diversi argomenti, tra cui ittiologia, ornitologia, botanica, anatomia comparata, architettura ed egittologia. Egli è noto anche come Pierre Belon Le Mans, o, in latino appare in tutte le sue opere come Petrus Bellonius Cenomanus. Ivan Pavlov lo chiamò "profeta di anatomia comparata"[1].

Indice

BiografiaModifica

Belon nacque nel villaggio di Souletière vicino a Cérans-Foulletourte.[2] La sua famiglia non era ricca e da ragazzo, lavorò come apprendista in una farmacia di Foulletourte. Successivamente (c. 1535) fu un farmacista al servizio del vescovo di Clermont, Guillaume Duprat. Viaggiò poi dalle Fiandre all'Inghilterra, prendendo un vivo interesse per la zoologia. Quando tornò in Alvernia fu aiutato da René du Bellay, vescovo di Le Mans, a studiare presso l'Università di Wittenberg con il botanico Valerio Cordo (1515-1544). Viaggiò in Germania con Cordo e al suo arrivo a Thionville, venne arrestato con il sospetto che fosse un luterano. Fu rilasciato per l'intervento di un certo Dehamme che era un ammiratore del suo amico di Parigi, il poeta Ronsard. Intorno al 1542 studiò medicina a Parigi ed ottenne una licanza ma non prese mai la laurea. Con la raccomandazione di Duprat, divenne farmacista del cardinale François de Tournon. Sotto il patronato del cardinale fu in grado di intraprendere ampi viaggi scientifici. A partire dal 1546 si recò in Grecia, a Creta, in Asia Minore, Egitto, Arabia e Palestina tornando nel 1549. Sperava di trovare i resti della Troia di Omero nel Levante ma non vi riuscì. Un resoconto completo di illustrazioni delle sue Observations in questo viaggio, venne pubblicato a Parigi nel 1553. Tornando alla casa del cardinale de Tournon, a Roma per il conclave, Belon incontrò i naturalisti William Rondelet e Hippolyte Salviani. Tornato a Parigi, con i suoi appunti cominciò a pubblicare quanto aveva raccolto nei suoi viaggi. Nel 1557 riprese a viaggiare, questa volta nel nord Italia, Savoia, Delfinato e Alvernia.[1][2]

Belon fu un favorito sia di da Enrico II che di Carlo IX che gli concesse il suo alloggio nello Château de Madrid nel Bois de Boulogne: lì iniziò la traduzione di Dioscoride e Teofrasto. Fu assassinato dai ladri una sera di aprile del 1564 mentre arrivava da Parigi attraverso il bosco.[1][2][3]

OpereModifica

 
Copertina di un libro sui pesci del 1551.

Belon era un tipico studioso del Rinascimento e nella sua vita si interessò a "tutti i tipi di discipline". Era interessato a zoologia, botanica e all'antichità classica. Oltre al racconto dei suoi viaggi scrisse numerose opere scientifiche di notevole valore, in particolare Histoire naturelle des estranges poissons (1551), De aquatilibus (1553). Le sue opere vennero tradotte da Charles de l'Escluse e tenute in alta stima da Ulisse Aldrovandi.

 
Comparazione dello scheletro di un uccello e di un uomo nel libro degli uccelli di Belon, 1555

Nella sua L'Histoire de la nature des oyseaux (1555) incluse due figure di uno scheletro unano e di quello di un uccello confrontando le ossa omologhe. Questo è ampiamente usato come una delle prime idee di anatomia comparata.

LibriModifica

Tutte furono prima pubblicate a Parigi.

  • 1551: Histoire de la nature des estranges poissons marins. A quel tempo il concetto di pesci includeva tutti gli animali acquatici e mammiferi; inclusa nel libro la prima illustrazione francese di un ippopotamo.[4]
  • 1553: De aquatilibus — Una traduzione in francese di questo trattato di pesci, un fondamento della moderna ittiologia, è stata pubblicata in tre edizioni a Parigi, 1555, e il volume è stato ristampato a Francoforte e Zurigo.
  • 1553: De arboribus Coniferis, Resiniferis aliisque semper virentibus..., un testo base su conifere, pini e sempreverdi.
  • 1553 De admirabili operi antiquorum et rerum suspiciendarum praestantia..., trattato sulle abitudini funerarie nell'antichità, in tre volumi, dei quali il secondo sulla mummificazione (De medicato funere seu cadavere condito et lugubri defunctorum ejulatione) e il terzo (De medicamentis nonnullis, servandi cadaveris vim obtinentibus).
  • 1553: Les observations de plusieurs singularitez et choses memorables trouvées en Grèce, Asie, Judée, Egypte, Arabie et autres pays étrangèrs.
  • 1555: edizione rivista di Observations; tradotta in latino da Carolus Clusius, 1589.
  • 1555: L'Histoire de la nature des oyseaux.

MemorialiModifica

Un genus della famiglia di piante Gesneriaceae venne nominato Bellonia in suo onore da Charles Plumier. Una statua di Belon venne eratta a Le Mans nel 1887.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c d Wong, M., Belon, Pierre, in C.C. Gillispie (a cura di), Dictionary of Scientific Biography, Vol. 1., New York, Charles Scribner's sons, 1970, pp. 595-596.
  2. ^ a b c (FR) Édouard Morren e Louis Crié, A la memoire de Pierre Belon, du Mans, 1517-1564, Liege : A la direction générale, Boverie, 1885.
  3. ^ Delaunay, P., Pierre Belon naturaliste., Le Mans, Imprimerie Monnoyer, 1926.
  4. ^ Gudger, E.W., The Five Great Naturalists of the Sixteenth Century: Belon, Rondelet, Salviani, Gesner and Aldrovandi: A Chapter in the History of Ichthyology, in Isis, vol. 22, 1934, pp. 21-40.

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Controllo di autoritàVIAF (EN12291805 · ISNI (EN0000 0001 1150 910X · LCCN (ENn84133488 · GND (DE118120646 · BNF (FRcb11993425w (data) · CERL cnp00919385