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Pierre Womé

dirigente sportivo ed ex calciatore camerunese
Pierre Womé
Pierre Wome 5dec2006.jpg
Womé nel 2006
Nazionalità Camerun Camerun
Altezza 181 cm
Peso 81 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Difensore
Ritirato 2017 - giocatore
Carriera
Squadre di club1
1994-1996 Canon Yaoundé51 (13)
1996-1997 Vicenza3 (0)
1997-1998 Lucchese24 (2)
1998-1999 Roma8 (0)
1999-2002 Bologna47 (3)
2002-2003 Fulham14 (1)
2003-2004 Espanyol26 (0)
2004-2005 Brescia16 (3)
2005-2006 Inter13 (0)
2006-2008 Werder Brema28 (2)
2008-2010 Colonia30 (0)
2011-2012 Sapins 17 (0)
2012-2014Canon Yaoundé25 (5)
2014-2015Chambly21 (0)
2015-2016Roye-Noyon18 (2)
Nazionale
1995Camerun Camerun U-20? (?)
1995-2013 Camerun Camerun 68 (1)
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Sydney 2000
Coppa Africa.svg Coppa d'Africa
Oro Ghana-Nigeria 2000
Oro Mali 2002
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 6 giugno 2018

Pierre Nlend Womé (Douala, 26 marzo 1979) è un ex calciatore camerunese, di ruolo difensore, direttore sportivo del Canon Sportif de Yaoundé.

CarrieraModifica

GiocatoreModifica

ClubModifica

Womé arriva in giovane età in Italia, acquistato dal Vicenza con cui fa il suo esordio in Serie A nella stagione 1996-1997, in Cagliari-Vicenza (2-1) del 16 marzo 1997. In quell'annata gioca 3 partite, così l'anno seguente si trasferisce in Serie B, alla Lucchese, dove nel campionato 1997-1998 segna 2 reti in 24 partite. Alla fine di quella stagione sarà convocato con il Camerun per i Mondiali di Francia '98. Torna nella massima serie italiana nella stagione successiva, acquistato dalla Roma. In giallorosso colleziona 8 presenze.

 
Womé in allenamento al Werder Brema nel 2006

Dal 1999 al 2002 gioca nel Bologna, dove segna ogni anno un gol. Nelle due stagioni successive milita prima in Premier League con il Fulham e l'anno dopo nella Liga spagnola con l'Espanyol. Nella stagione 2004-2005 torna in Serie A, al Brescia, vivendo la retrocessione della squadra in Serie B. Si trasferisce quindi all'Inter nell'estate 2005. Con la squadra nerazzurra non riesce tuttavia a scendere in campo con continuità, dato che l'allenatore Roberto Mancini impiega spesso come titolare Giuseppe Favalli[1].

Dopo aver vinto lo scudetto, la Coppa Italia e la Supercoppa italiana, si trasferisce al Werder Brema, nella Bundesliga, con cui ha vinto la Coppa di Lega tedesca, e con cui, per lunghi tratti è stato in testa alla classifica della stagione 2006-2007. L'esperienza al Werder Brema si conclude a scadenza del contratto nel maggio 2008. Il giocatore svincolato viene ingaggiato dal Colonia[2]. Nel 2012 si trasferisce a parametro zero al Cotonsport Garoua.

NazionaleModifica

È stato convocato regolarmente dalla nazionale camerunese. Nella partita Egitto-Camerun (8 ottobre 2005), valevole per le qualificazioni a Germania 2006, fallì un calcio di rigore decisivo al 95', tiro che, se realizzato, avrebbe consentito ai Leoni Indomabili di partecipare al Mondiale[1]. Dopo l'episodio Womé è stato vittima di minacce e attentati nel suo paese (gli è stata saccheggiata la casa, sfasciata l'auto e distrutto il negozio della compagna).[3]

Nella finale del torneo olimpico del 2000 segnò il rigore che assegnò alla squadra africana il titolo olimpico.

DirigenteModifica

Alla fine di marzo 2017 viene nominato direttore sportivo della sua prima squadra il Canon de Yaoundé in Camerun.[4]

PalmarèsModifica

NoteModifica

  1. ^ a b G. Nigro, Dalla "miglior scelta" di Vogel all'amaro record di Kovac: i peggiori flop del mercato 2005-'06, in La Gazzetta dello Sport, 26 luglio 2019. URL consultato il 28 luglio 2019.
  2. ^ Christian Seu, Ufficiale: Wome al Colonia, su tuttomercatoweb.com, 28 maggio 2008. URL consultato il 26 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 27 gennaio 2018).
  3. ^ Gianni Piva, "Questo rigore lo tiro io", e per Wome inizia il dramma, su repubblica.it, 11 ottobre 2005.
  4. ^ (FR) Christou Doubena, Pierre Womé nommé Directeur sportif, su camfoot.com, 26 marzo 2017.

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