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Pietra Parcellara
Pietra Parcellara.JPG
La pietra Parcellara
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
ProvinciaPiacenza Piacenza
Altezza836 m s.l.m. e 660 m s.l.m.
CatenaAppennino Ligure
Coordinate44°50′38.69″N 9°28′32.41″E / 44.84408°N 9.47567°E44.84408; 9.47567Coordinate: 44°50′38.69″N 9°28′32.41″E / 44.84408°N 9.47567°E44.84408; 9.47567
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Pietra Parcellara
Pietra Parcellara

La pietra Parcellara è un monte sito in val Trebbia in provincia di Piacenza. Appartiene per la parte sud-ovest al comune di Bobbio, con le limitrofe località di Pietra Parcellara e di Brodo; mentre la parte nord-est appartiene al comune di Travo con la vicina località di La Pietra di Bobbiano.

Ofiolite di serpentino nero, pur se non particolarmente alto (836 m) domina le colline circostanti da cui sporge bruscamente staccandosi per morfologia, colore e imponenza. Permette, dalla sua cima, una visione panoramica di tutta la val Trebbia, la valle di Bobbiano, la val Luretta, il monte Penice e le zone limitrofe. Vi si accede agevolmente attraverso tre strade: la prima sale da Perino (Coli) passando per Donceto (Travo) e Brodo (Bobbio), da cui si arriva alla cima con un sentiero abbastanza agevole in una decina di minuti, la seconda sale da Travo passando per la frazione di Chiosi - Bobbiano, infine la terza scende dal passo della Caldarola. Ai piedi della pietra, nel comune di Bobbio, vi è l'Oratorio della Madonna di Caravaggio vicino alla località Brodo, alle dipendenze della chiesa parrocchiale di Mezzano Scotti.

GeologiaModifica

Si tratta di un lembo di mantello terrestre, di natura serpentinica, finito sul fondo dell'oceano (allora oceano ligure) prima della sua chiusura (circa 200 milioni di anni fa) a seguito di una frana sottomarina (olistostroma) che ha interessato un rilievo impostato sul mantello che costituiva il fondo dell'oceano.

Questo lembo è stato così inglobato, quale olistolite, nella formazione geologica, ricca di componente argillosa, che in quel momento si andava depositando sul fondo e che oggi è nota con la denominazione di complesso caotico o complesso di Pietra Parcellara.

Una volta creatosi il rilievo appenninico, i processi di degradazione meteorica e l'azione delle acque delavanti hanno portato la dura massa serpentinica ad emergere, per erosione differenziale, portandola a troneggiare sul paesaggio circostante.

StoriaModifica

Sul monte anticamente chiamato Prescigliera, in epoca longobarda, si formò un castrum monastico inserito nei possedimenti dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio, fondata da San Colombano nel 614, e che crebbe di importanza con la costruzione del Castello di Prescigliera e della vicina cappella. Testimoniati anche i possedimenti nel territorio di Travo-Caverzago, Stazzano, Murlo[1][2] ed altri come Prescigliera (Pietra Parcellara), S.Anna (ant. S.Michele) della Perduca, S. Andrea, S. Maria, Signano, Fellino, Fiorano, Mezzanello, Pigazzano, Bobbiano, Denavolo, Chiosi, Quadrelli, Scarniago, Statto, Viserano.[3][4], possedimenti inseriti nel grande feudo reale ed imperiale monastico.

Con la divisione territoriale, successivamente venne inserito nei possedimenti del Monastero di San Paolo di Mezzano Scotti (Bobbio). Successivamente il feudo passò ai Malaspina. Nel 1120 Piacenza e le truppe guelfe occupano la zona nel corso della guerra condotta ai ghibellini bobiensi, ma i Malaspina riescono a resistere e rioccupare l'area. Nel 1155 venne ceduta alla nobile famiglia dei Perducca, feudataria della Pietra Perduca, anch'essa fortificata e dotata di castello.

Nel 1164 il Barbarossa infeuda la Val Trebbia e moltissimi feudi ai Malaspina e forse erroneamente certificano a loro la proprietà del feudo di Pietrasilaria, che viene riconfermato a Oberto da Perducca. Novamente i piacentini guelfi attaccano l'area e assediano il castello, nella battaglia morì un nipote di Oberto, e dopo mesi di combattimenti sono costretti alla fuga. Nel 1269 il comune di Piacenza occupa il territorio, il feudo di Parcellara ed il castello, che verrà completamente distrutto nonostante le proteste del vescovo di Bobbio. Il territorio assieme alla zona di Mezzano il suo Monastero e dintorni, entreranno a far parte della Contea vescovile di Piacenza, fino al passaggio sotto il comune di Bobbio di Mezzano nel 1927.

NoteModifica

  1. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia - Tabella I dei possedimenti in Italia - Pag 16a
  2. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale - Carte di distribuzione Fig. 44-44a-44b - Pag 67-70
  3. ^ http://www.sancolombano.eu/home/view_file_jolly.php?ID=35
  4. ^ Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio - Sulla corte di Travo-Trabanum libro I, pp. 140, 205, 234, 246, 252, 278, 333, 359 - anche libro II, 36, 39 - sulla corte di Bobbiano e la Rocca di Perducca libro I, p. 323(27) e libro II, p.46(16)

BibliografiaModifica

  • Leonardo Cafferini - Guida turistica “Piacenza e la sua provincia”, Travo.
  • Carmen Artocchini Castelli piacentini - Edizioni TEP Piacenza 1967
  • Michele Tosi Bobbio Guida storica artistica e ambientale della città e dintorni - Archivi Storici Bobiensi 1978

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Itinerario, su agriturismipiacentini.it. URL consultato il 21 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 4 settembre 2007).