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Pietro Bardellino (Napoli, 1732Napoli, 1806[1]) è stato un pittore italiano.

Pastori intenti alla preparazione della ricotta, Museo nazionale d'arte medievale e moderna della Basilicata.

Indice

BiografiaModifica

Il suo stile deriva da quello del suo maestro, il napoletano Francesco De Mura, rielaborato accentuandone il carattere decorativo, influenzato da Corrado Giaquinto. Durante la giovinezza lavora alla bottega del De Mura e questo si vede nella sua opera del 1764, un'Ultima cena conservata nella cattedrale di Bitonto, che richiama il prototipo di Sacra Famiglia del suo maestro. Un'altra opera di questo periodo è La Vergine appare a Pio V e a Don Giovanni d'Austria, realizzata nel 1778 nella chiesa di di Guglionesi San Giacomo degli Spagnoli.

Il suo stile si evolve però gradualmente verso forme più luminose e spazi più ampi, come avviene nel 1781 per l'affresco Apoteosi di Ferdinando IV e Maria Carolina, sul soffitto del Gran Salone del Palazzo dei Regi Studi, poi Real Museo Borbonico e oggi sede del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. A Cleveland è conservato un bozzetto di quest'opera, in precedenza attribuito a Corrado Giaquinto per le evidenti similarità stilistiche rococò che li accomunava.

Dal 1773 Bardellino divenne direttore dell'Accademia Napoletana del Disegno, che oppose il decorativismo alla nascente moda neoclassica. Negli ultimi anni realizzò capolavori come il Ritratto di Gaetano Barba (1790, Accademia Navale di San Luca) e gli affreschi del 1792 per la Biblioteca dei Girolamini. Inoltre realizzò la tela “la Messa di Sant' Adamo” (1796), voluta dalla confraternita di Sant'Adamo di Guglionesi per la inaugurazione della chiesa Madre.

Fu particolarmente attivo nella decorazione degli interni delle dimore nobiliari; a testimonianza di ciò si conservano ancora suoi affreschi nei palazzi: Cellamare, Ischitella e Spinelli di Fuscaldo.

NoteModifica

BibliografiaModifica

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