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Pietro Betti

Pietro Betti (Mangona, 28 ottobre 1784Firenze, 11 aprile 1863) è stato un medico italiano.

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Indice

BiografiaModifica

Nacque nel 1784 a Mangona, villaggio del Mugello ora frazione di Barberino, da Giuseppe Betti e Apollonia Corsini.[1] Studiò medicina a Pisa, completando poi gli studi a Firenze e ottenendo la matricola medica nel 1809.[1][2]. Nel 1813 fu nominato chirurgo soprannumerario nell'Arcispedale fiorentino di Santa Maria Nuova, dove nel 1824 gli venne assegnato l'insegnamento delle istituzioni chirurgiche, a cui seguì nel 1828 la cattedra di anatomia comparata.[3]

Sottolineò l'importanza dell'anatomia patologica per la chirurgia e fu tra gli organizzatori del Museo Patologico di Firenze. Con le sue ricerche dette un notevole contributo allo sviluppo della medicina legale.

Nel 1836 gli fu affidato l'insegnamento di fisiologia e patologia nella Scuola medica fiorentina. Nel 1834, e poi nel 1854, scoppiato il colera in Toscana, fu nominato responsabile di tutti i lazzaretti della regione. Riordinò inoltre l'amministrazione sanitaria del granducato. La città di Firenze gli ha dedicato una strada. La Biblioteca Biomedica dell'Università degli studi di Firenze conserva il fondo di archivio Pietro Betti consistente in 16 unità archivistiche in cui è compresa la corrispondenza con Antonio Michelacci, Ubaldino Peruzzi, Ferdinando Zannetti e Zanobi Pecchioli. Presso la Biblioteca Roncioniana è conservato un ulteriore fondo intestato a Betti Pietro all'interno della sequenza dei manoscritti roncioniani[4]

OnorificenzeModifica

PubblicazioniModifica

  • Cenni sul modo di preservarsi dal cholera e per amministrare i primi e più pronti soccorsi a chi ne cadesse malato, 1835.
  • Dei mezzi per curare il cholera morbus e impedirne il ritorno: memoria, 1855.
  • Considerazioni mediche sul cholera asiatico che contristò la Toscana nel 1835-36-37-49, 1856-58.
  • Studi di medicina pubblica, 1860-62.
  • Sul regolamento universitario nella sua pertinenza medico-chirurgica. Lettere, 1863.
  • Sulla proposta governativa di un'unica Farmacopea ad uso del Regno d'Italia. Parere, 1863.

ArchivioModifica

La Biblioteca Biomedica dell'Università degli studi di Firenze conserva il fondo di archivio Pietro Betti[5] consistente in 16 unità archivistiche. È compresa la corrispondenza con Antonio Michelacci, Ubaldino Peruzzi, Ferdinando Zannetti e Zanobi Pecchioli.

NoteModifica

  1. ^ a b Carlo Morelli, Cenni storici della vita scientifica del prof. Pietro Betti, M. Cellini e c., 1865.
  2. ^ Archivio Pietro Betti, Università degli studi di Firenze. Fondi archivistici del Sistema bibliotecario di Ateneo. URL consultato il 27 agosto 2018.
  3. ^ Cenni biografici - SIUSA, Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
  4. ^ La documentazione consiste di 5 filze e 3 buste, di cui 2 unità di carteggio 3 di Miscellaneain cui si segnalano appunti, relazioni, lettere e altro materiale relativo in buona parte alle attività svolte dal Betti come direttore dei lazzaretti della Toscana durante le epidemie di colera e come Soprintendente di sanità, 1835-1857 e 3 filze di ricerche universitarie svolte dal Betti in ambito medico e chirurgico. Le unità recano le seguenti segnature, seguite fra parentesi quadra dalle relative collocazioni: 216 [R-VIII-7], 221 [R-VIII-10], 222 [R-VIII-11], 223 [R-VIII-12], 224 [R-VIII-13], 1043 [M-II-5], 1045 [M-II-6], 1046 [M-II-7].
  5. ^ Fondo Pietro Betti (1784-1863) i - Università degli studi di Firenze. Chartae Fondi archivistici del sistema bibliotecario di Ateneo. Ultima consultazione 6 luglio 2017.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN78838962 · ISNI (EN0000 0001 1985 3298 · SBN IT\ICCU\SBLV\043678 · LCCN (ENn2009007323 · GND (DE137331487 · BNF (FRcb102625687 (data) · BAV ADV10301170 · CERL cnp01199798