Pietro Chesi

ciclista su strada italiano
Pietro Chesi
Nazionalità Italia Italia
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Specialità Strada
Ritirato 1934
Carriera
Squadre di club
1925-1926 Individuale
1927 Nicolò Biondo
1928 Bianchi
1929 Individuale
Bianchi
1930 Morozzi
1931-1934 Individuale
 

Pietro Chesi (Gambassi Terme, 24 novembre 1902Firenze, 15 agosto 1944) è stato un ciclista su strada italiano. Professionista tra il 1925 ed il 1934, soprannominato Pelo. Vinse la Milano-Sanremo del 1927.

CarrieraModifica

Milite ciclista presso la legione di Carpi, corse per la Niccolò Biondo e la Morozzi. Nel 1927 ottenne una vittoria a sorpresa alla Milano-Sanremo, precedendo i favoriti Binda e Piemontesi, dopo essere andato in fuga a più di 200 km dal traguardo. In questo modo colse la sua prima e unica vittoria da professionista. Fu sesto alla Milano Sanremo dell'anno successivo e decimo al Giro d'Italia 1928, dove conquistò un significativo terzo posto nella tappa più dura, la Arezzo-Sulmona vinta da Binda. Temperamento temerario e sregolato, la sua carriera ciclistica fu di breve durata e si concluse di fatto con la squalifica per traino subita alla fine della decima tappa Genova-Cuneo del Giro d'Italia 1931, dopo la quale il suo nome scomparve dagli ordini di arrivo.

Catturato nell'agosto 1944 a Firenze dai partigiani per la sua adesione alla RSI nelle file delle Brigate Nere volute da Alessandro Pavolini, fu processato da un improvvisato tribunale popolare e rilasciato per l'intervento di un ammiratore. Pochi giorni dopo fu nuovamente catturato da un gruppo di antifascisti e fucilato non molto distante dalla Basilica di Santa Croce a Firenze.

È sepolto nel sacrario dedicato ai caduti della Repubblica Sociale al Cimitero di Trespiano.

PalmarèsModifica

Milano-Sanremo

PiazzamentiModifica

Grandi giriModifica

1928: 10º

ClassicheModifica

1927: vincitore
1928: 6º
1929: 19º

BibliografiaModifica

  • Mauro Parrini, Pietro Chesi, il ciclista in camicia nera. L'uomo che batté Binda e morì fucilato, Ugo Mursia Editore, 2014. ISBN 978-8842552147.

Collegamenti esterniModifica