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Pietro D'Elia
Pietro D'Elia.jpg
Informazioni personali
Arbitro di Football pictogram.svg Calcio
Sezione Salerno
Professione dirigente
Attività nazionale
Anni Campionato Ruolo
1975-1976
1976-1992
Serie B
Serie A
Arbitro
Attività internazionale
1982-1992 UEFA e FIFA assistente
arbitro
Premi
Anno Premio
1982 Premio Giovanni Mauro

Pietro D'Elia (Salerno, 20 aprile 1946) è un ex arbitro di calcio italiano.

Indice

CarrieraModifica

ArbitroModifica

Debuttò in serie A sul finire degli anni settanta, il 22 maggio 1977 (Catanzaro-Lazio 1-2) dando inizio ad una carriera che lo avrebbe portato a raccogliere 192 presenze nella massima divisione fino al 1992, l'anno in cui smise di arbitrare per raggiunti limiti d'età.

Vanta numerose direzioni nelle "classiche" del campionato, fra cui 2 derby di Milano, 5 derby di Roma, 3 derby della Mole, 2 derby della Lanterna, 5 Juventus-Inter, 5 Juventus-Milan, le sfide-scudetto Sampdoria-Milan e Inter-Sampdoria della stagione 1990-1991 e lo spareggio per l'accesso in Coppa UEFA 1988-1989 Juventus-Torino.

Venne promosso al ruolo di internazionale nel 1982 (lo rimase fino alla fine della sua carriera, dieci anni dopo), e con tale qualifica riuscì ad ottenere numerose soddisfazioni: accompagnò come guardalinee il connazionale Paolo Bergamo in occasione della semifinale del Campionato europeo di calcio 1984 Francia-Portogallo; nel 1990 diresse la finale di andata degli Campionato europeo di calcio Under-21 1990 vinti dall'URSS contro la Jugoslavia; nello stesso anno, fu impegnato un paio di volte come guardalinee al Campionato mondiale di calcio 1990 (due partite disputate entrambe a Bari: URSS-Camerun 4-0 e Cecoslovacchia-Costa Rica 4-1) ; il 6 maggio 1992 ebbe l'onore di dirigere a Lisbona la finale di Coppa delle Coppe tra Werder Bremen e Monaco, vinta dalla squadra tedesca - allenata da Otto Rehhagel - per 2-0.

Vanta anche la direzione in una semifinale di Coppa UEFA, nel 1988.

In ambito nazionale, nel 1982 venne decorato con l'ambitissimo Premio Mauro; nel 1988 arbitrò la prima edizione della finale di Supercoppa Italiana tra Milan e Sampdoria e nel 1990 diresse la doppia finale (sia l'andata che il ritorno) di Coppa Italia tra Juventus e Milan.

Nel 1991 subisce un piccolo "incidente di percorso" nell'onorata carriera: infatti viene sospeso per qualche settimana dal designatore Paolo Casarin, poiché sorpreso a cenare in un ristorante con l'allora dirigente del Torino Luciano Moggi, contravvenendo alle proprie regole deontologiche di categoria.[1]

DirigenteModifica

Dismessi i panni di arbitro, cominciò ad occuparsi dell'AIA da dirigente, diventando dal 1994 al 1997 designatore degli arbitri della CAN D, e durante la stagione 1997-1998 vice di Fabio Baldas alla CAN A e B.

Nel 1999 incorse nella squalifica di un anno, relativamente a fatti accaduti nella stagione 1996-1997, quando rivestiva il ruolo di Responsabile degli arbitri CAN D: in particolare, all'indomani della gara di serie D Rieti-Pomezia, venne ritenuto colpevole dalla Corte Federale FIGC di aver esercitato pressioni su uno dei suoi direttori di gara al fine di falsificare il referto arbitrale.[2]

Una settimana dopo essere stato dismesso come osservatore arbitrale dalla CAN l'8 luglio 2009 viene nominato vice commissario alla CAN PRO, carica che riveste fino al 2012.

NoteModifica

  1. ^ Arbitri, attenti al ristorante, La Repubblica, 15 maggio 1991.
  2. ^ Nizzola rischia impeachment, Corriere della Sera, 7 marzo 1999 (archiviato dall'url originale il 21 marzo 2012).

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica