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Pietro Frattini

patriota italiano
Pietro Frattini, particolare del monumento a Belfiore

Pietro Domenico Frattini (Vigo di Legnago, 1º dicembre 1821Belfiore, 19 marzo 1853) è stato un patriota italiano, uno dei "Martiri di Belfiore".

BiografiaModifica

Trasferitosi quindicenne a Mantova, si avvicinò all'idea repubblicana mazziniana con i moti del 1848 e fu tra i primi ad aderire alla Guardia Civica istituita nella provincia virgiliana.

Nel corso della prima guerra d'indipendenza partecipò alla prima battaglia di Governolo e, dopo la sconfitta di Novara, seguì Giuseppe Garibaldi alla difesa della Repubblica Romana. Fu gravemente ferito durante gli scontri a Villa Doria Pamphilj.

In seguito all'amnistia dell'imperatore austriaco nell'ottobre 1849, Frattini rientrò a Mantova. Aderì subito al Comitato insurrezionale mantovano, per conto del quale nascose nella propria abitazione la stamperia clandestina e vi ospitò patrioti di altre città. Come per altri "Martiri di Belfiore", gli fu fatale la confessione di Luigi Castellazzo. Ne conseguì l'arresto la sera del 26 ottobre 1852 e la condanna al patibolo per alto tradimento.

 
Mantova, lapide commemorativa

L'esecuzione avvenne il 19 marzo 1853, un'ora prima della promulgazione di un'amnistia in occasione del compleanno dell'imperatore. Tale schizofrenica sequenzialità temporale, cui Radetzky non poté sottrarsi in ottemperanza a precise disposizioni ricevute, era stata decisa personalmente da Francesco Giuseppe, su consiglio del suo aiutante generale e primo consigliere Karl Grünne.[1]

NoteModifica

  1. ^ Alessandro Luzio, Francesco Giuseppe e l'Italia, Milano, Treves, 1917, pag.6

BibliografiaModifica

  • Luigi Martini, Il confortatorio di Mantova negli anni 1851, 52, 53 e 55, Mantova, 1867

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