Pietro I di Cipro

Pietro I
Pierre 1er de Lusignan.jpg
Ritratto di Pietro I di Lusignano di Andrea di Bonaiuto
Affresco del Cappellone degli Spagnoli della Basilica di Santa Maria Novella, Firenze, 1366
Re di Cipro
Stemma
In carica 24 novembre 1358 -
17 gennaio 1369
Predecessore Ugo IV
Successore Pietro II
Re titolare di Gerusalemme
In carica 5 aprile 1360 -
17 gennaio 1369
Incoronazione Cattedrale di San Nicola a Famagosta
Predecessore Ugo IV
Successore Pietro II
Re latino di Armenia
In carica 1361 -
1369
Predecessore Ugo IV
Successore Pietro II
Altri titoli Conte di Tripoli
Nascita Nicosia, 9 ottobre 1328
Morte Palazzo di La Cava, Nicosia, 17 gennaio 1369
Casa reale Lusignano
Padre Ugo IV di Cipro
Madre Alice d'Ibelin
Coniugi Echive de Montfort
Eleonora d'Aragona
Figli Pietro
Margherita
Eschiva
Religione Cattolicesimo

Pietro I di Cipro, o anche Pietro di Lusignano (Nicosia, 9 ottobre 1328Nicosia, 17 gennaio 1369), fu re di Cipro, re titolare di Gerusalemme, re latino di Armenia e conte di Tripoli.

BiografiaModifica

InfanziaModifica

 
Lavabo (XIV secolo, Egitto o Siria, Museo del Louvre) attribuito a Ugo IV di Cipro.[1]

Era figlio di Ugo IV di Cipro (1294 – 1359) e di Alice d'Ibelin (1305 c. – 1386), figlia del siniscalco di Cipro Guido d'Ibelin.

Ricevette ancor giovane il titolo di Conte di Tripoli, puramente onorifico in quanto la città di Tripoli era in mano ai Mamelucchi da oltre mezzo secolo.

Primo matrimonioModifica

 
Pietro di Cipro corteggia una dama

Nel 1342 egli sposò Echive de Montfort, ereditiera del connestabile di Cipro e signore titolare di Tiro e di Toron, Umfredo di Montfort (†1326).

Secondo matrimonioModifica

Echive morì quando Pietro era ancora adolescente e il matrimonio fu privo di prole. Nel 1353 sposò in seconde nozze Eleonora d'Aragona, figlia dell'infante Pietro d'Aragona e Angiò (1305 – 1381), conte di Ribagorza e di Ampurias, settimo figlio di Giacomo II di Aragona, e di Giovanna di Foix, figlia di Gastone I di Foix (1287 – 1315), conte di Foix e visconte di Béarn.

AscesaModifica

 
Le insegne dell'Ordine della Spada e del Silenzio (1347)

Nel 1347 rifondò l'Ordine della Spada e del Silenzio, un ordine cavalleresco, fondato da Guido di Lusignano nel 1193, il cui scopo era la riconquista di Gerusalemme.

Fu incoronato re dal padre Ugo che abdicò in suo favore nel novembre del 1358 ed il 5 aprile 1360 fu incoronato nella cattedrale di San Nicola a Famagosta Re di Gerusalemme.

Avventura in Asia MinoreModifica

 
Paolo I di Cipro ritratto da Andrea di Bonaiuto

Circondata da paesi musulmani, Cipro tuttavia non temeva i loro attacchi, più simili ad incursioni di pirateria che ad azioni militarmente organizzate, sapendo che essi non avevano risorse sufficienti ad occupare l'isola. Pietro pensò di attaccare lui per primo anziché attendere che i nemici si preparassero. Iniziò con Corico, un porto fortificato del regno armeno di Cilicia. La sua aspirazione di occuparsi dell'Asia Minore aveva origine nei rapporti di parentela stabiliti fra i regnanti armeni e quelli ciprioti fin da quando gli ottomani avevano quasi distrutto il regno armeno.

Nel gennaio del 1360 i residenti di Corico inviarono rappresentanti a Cipro per chiedere protezione a Pietro essendo la loro città sotto la minaccia diretta dei turchi. Essi avevano posto la medesima richiesta anni prima al padre di Pietro, Ugo IV, che tuttavia si era rifiutato. Corico chiese di essere incorporata nel regno di Cipro in cambio dell'impegno di quest'ultimo alla sua difesa. Pietro accettò ed inviò truppe cipriote al comando del cavaliere Roberto di Lusignano, al che i turchi reagirono ponendo Corico sotto assedio ma furono respinti.

Ciò fu visto dai capi musulmani dell'Asia Minore come una minaccia ed attaccarono Cipro con numerose navi ma Pietro ottenne l'aiuto dei Cavalieri di Rodi e, successivamente, anche dal papa. Nel luglio del 1361 Pietro mise insieme una flotta di 120 navi, con la quale attaccò in Asia Minore. Il 23 agosto dello stesso anno le forze cipriote sbarcarono nei pressi di Antalia conquistando la città. Dopo questo successo gli emiri della regione offrirono a Pietro un tributo annuo che Pietro accettò. Egli giunse anche in altre città, ricevendo da alcune di esse omaggi ed offerta di sottomissione. Egli rimase nella regione di Antalia fino all'8 settembre del medesimo anno, tornando pochi giorni dopo a Cipro acclamato come un vincitore.

Crociata alessandrinaModifica

Pietro tuttavia era deciso a condurre una nuova crociata per riconquistare la città di Gerusalemme. A questo scopo, all'inizio del 1363, egli intraprese un viaggio in Europa, durante il quale si recò in Germania, Francia e Inghilterra, ove avvenne il celebre Banchetto dei Cinque Re. Visitò anche Avignone ove incontrò papa Urbano V, dal quale ottenne l'approvazione e l'appoggio per l'impresa. Il Papa designò a dirigerla Giovanni II di Francia, il quale tuttavia morì poco dopo (8 aprile 1364). Pietro proseguì nei suoi sforzi e riuscì a reclutare soldati in continente e ad una flotta dai veneziani per la nuova crociata. Il 9 ottobre 1365 le truppe sbarcarono nei pressi di Alessandria e l'11 ottobre la città fu conquistata e saccheggiata.

Tuttavia i cavalieri europei si rifiutarono di seguire Pietro all'assalto de Il Cairo ed egli fu costretto a tornare a Cipro. L'impresa gli inimicò il sultano dell'Egitto al-Ashraf Zein al-Din Abu al-Ma'ali (regnante dal 1363 al 1376). Per rappresaglia vi furono misure contro i mercanti cristiani in Siria ed in Egitto e papa Urbano V, dopo aver inutilmente cercato sostegni nei monarchi europei, consigliò Pietro di rappacificarsi con il sultano dell'Egitto. Pietro sbarcò vicino a Tripoli ma non ne cavò nulla. Papa Urbano V gli suggerì nuovamente di rappacificarsi con il sultano cosicché Pietro dovette recarsi a Venezia per sottoscrivere un trattato con l'Egitto.

MorteModifica

 
Assassinio di Pietro di Lusignano, re di Cipro. Jean Froissart, Chroniques, Bruges, XV secolo (BNF, FR 2645)

Rientrato precipitosamente da Roma, ove aveva ricevuto una pressante richiesta di sostegno militare da parte degli Armeni, il 17 gennaio 1369 Pietro fu sorpreso nel letto dell'amante Giovanna la Tedesca dai cavalieri Giovanni di Gaurelle, Enrico di Giblet (Jubail) e Filippo d'Ibelin e decapitato, probabilmente per ordine dei suoi stessi fratelli Giovanni di Lusignano, principe di Antiochia (c.a 1329 – 1375) e Giacomo di Lusignano.

DiscendenzaModifica

Pietro ed Eleonora d'Aragona ebbero tre figli:

  • Pietro (c.a. 1357-1382), successore del padre nella titolarità del regno di Cipro con il nome di Pietro II;
  • Margherita o Maria († c.a. 1397), andata sposa a Giacomo di Lusignano, conte di Tripoli;
  • Eschiva († 1369), morta giovane.

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni
Guido di Lusignano Ugo III di Cipro  
 
Isabella d'Ibelin  
Ugo IV di Cipro  
Eschive d'Ibelin Giovanni II di Beirut  
 
Alice de la Roche  
Pietro I di Cipro  
Guido di Ibelin Balian d'Ibelin  
 
Alice di Lampron  
Alice d'Ibelin  
Isabella d'Ibelin Baldovino d'Ibelin  
 
Marguerite de Giblet  
 

OnorificenzeModifica

Stendardo di Pietro I di Cipro

Onorificenze ciprioteModifica

  Gran Maestro dell'Ordine della Spada e del Silenzio

NoteModifica

  1. ^ Scheda dell'oggetto su louvre.fr Un'iscrizione in arabo dice: «Creato per ordine di Ugo, favorito da Dio, l'uomo a capo delle truppe scelte dei Franchi, Ugo dei Lusignani». Un'altra iscrizione in francese recita: «Très haut et puissant roi Hugues de Jherusalem et de Chipre que Dieu manteigne» (Molto alto e potente re Ugo di Gerusalemme e Cipro, possa Dio conservarlo).

BibliografiaModifica

  • (FR) René Grousset, L'Empire du Levant : Histoire de la Question d'Orient, 1949

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