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L'abside della collegiata di Offida, opera di Pietro Maggi.
La chiesa dell'Immacolata Concezione, innalzata ad Ascoli Piceno da Pietro Maggi fra il 1781 e il 1795 insieme all'annesso convento delle monache marcucciane.
La facciata dell'ex ospedale civile Loris Annibaldi a Offida, realizzato da Pietro Maggi nel 1796.

Pietro Maggi (Bruzella, 1756Colonnella, 1816) è stato un architetto svizzero, attivo in Italia.

Indice

BiografiaModifica

Nato a Bruzella (un piccolo paese nella val di Muggio nei pressi di Mendrisio), ancora ragazzo seguì il padre Carlo Maggi (o Magi) quando questi si stabilì nelle Marche, a Montedinove. Studiò poi architettura per sei anni a Roma, inviatovi dal padre che già esercitava quest'arte,[1] ma rientrò presto nel paese marchigiano, accasandovisi e dedicandosi con costanza e successo alla professione a partire dagli ultimi due decenni del Settecento.

Del giovane architetto Maggi si conosce una perizia, con relativa pianta, redatta nel 1784 e connessa all'azione erosiva del Fosso dei Pioppi ad Appignano del Tronto: il progetto prevedeva un sistema di contenimento a sette muraglioni, ma soprattutto affrontava il problema alla base suggerendo di impiantare su entrambi i lati del fosso olmi, pioppi, salici ed altri alberi con radici profonde al fine di trattenere il terreno argilloso e frenare il fenomeno dei calanchi.[2]

È invece un omonimo, discendente da un ramo familiare di quei Maggi di Bruzella e di Cabbio presenti nell'Urbe come operatori edili già dal secondo Cinquecento,[3] quel "Pietro Maggi romano" che partecipò con ottimi risultati a diverse edizioni del Concorso Balestra dell'Accademia di San Luca, a Roma: nel 1786 vinse il secondo premio con il progetto di Una fabbrica per uso dell´Accademia del disegno e nel 1792 vinse il primo premio, a pari merito con Paolo Anzani, con il disegno di Un palazzo sulla riva del mare per delizia di un personaggio.[4]

Fu tuttavia nella Bassa Marca, in particolare nella provincia di Ascoli Piceno ma un po' in tutta la zona meridionale della regione marchigiana e nel confinante Abruzzo, che svolse essenzialmente il proprio lavoro ottenendo fama e considerazione per la sua abilità e competenza e distinguendosi per una prolifica produzione architettonica che lo vide progettare e realizzare innumerevoli edifici in uno stile sempre più decisamente neoclassico. Fra questi, si possono ricordare:

Oltre a queste opere interamente sue, fu l'iniziatore dei lavori per la costruzione della chiesa collegiata di Amandola e quella di San Francesco a Castignano, nonché del Teatro Luigi Mercantini di Ripatransone.

Lasciò inoltre disegni relativi a vari progetti, fra cui la collegiata di Sant'Elpidio, il duomo di Ascoli, due chiese a Montegiorgio e alcune strutture di contorno al duomo di Montalto.

Morì di tifo petecchiale a Colonnella nel 1816, dove stava edificando la chiesa di San Cipriano e Giustino.[13]

NoteModifica

  1. ^ Ricci (1834), vol. 2º, p. 395.
  2. ^ Marucci (2005). Una recensione al volume è consultabile on line.
  3. ^ Giuseppe Martinola, Le maestranze del Mendrisiotto in Italia nei secoli XVI-XVIII, Edizioni dello Stato, Bellinzona 1964, pp. 74-76.
  4. ^ Henry A. Millon, Hellmut Hager e Susan C. Scott (a cura di), An Architectural progress in the Renaissance and baroque: sojourns in and out of Italy : essays in architectural history presented to Hellmut Hager on his sixty-sixth birthday, Dept. of Art History, Pennsylvania State University, 1992, part 2, pp. 726 e 752; Giuseppe La Mastra, Il tessuto delle ville a Roma nel Settecento: caratteristiche e dinamiche di trasformazione. Una prima ricognizione: il rione Monti, tesi di dottorato XVIII ciclo, Università degli Studi di Roma Tre, p. 12; Hellmut Hager, Projects and monuments in the period of the Roman Baroque, Pennsylvania State University, 1984, vol. 1º, p. 134. I disegni sono reperibili online tra quelli del Concorso Balestra.
  5. ^ Edificio oggi noto come "ex ospedale civile Loris Annibaldi".
  6. ^ Marchegiani (2002).
  7. ^ Orsini (1790), p. 185; Saladini (1995).
  8. ^ Scheda sul sito AvventuraMarche.
  9. ^ Sito del comune di Petritoli.
  10. ^ Pallottini (1961), p. 338; Marchegiani (2003).
  11. ^ Sito della parrocchia[collegamento interrotto].
  12. ^ Colonnella, sul sito della Val Vibrata.
  13. ^ Per l'elenco delle sue opere, la data e le circostanze della morte, si può consultare Ricci (1834), vol. 2º, p. 404.

BibliografiaModifica

  • Baldassarre Orsini, Descrizione delle pitture, sculture, architetture ed altre cose rare della insigne città di Ascoli nella Marca, Carlo Baduel, Perugia 1790 (online).
  • Amico Ricci, Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona, 2 voll., Mancini, Macerata 1834 (online).
  • Mariano Pallottini, Un episodio di urbanistica. Grottammare e la sua piazzetta, in «Quaderni dell'Istituto di storia dell'architettura», Università di Roma, vol. 6-8, 1961 ("Saggi di storia dell'architettura in onore di Vincenzo Fasolo"), pp. 331-340.
  • Carlo Maria Saladini, Un esempio di neo-classico ad Ascoli: la Casa Madre delle concezioniste, in Donna, educazione società. Esperienza e proposte del Vescovo Francesco Antonio Marcucci (1717-1798), SEI, Torino 1995, pp. 131-149.
  • Cristiano Marchegiani, Pietro Maggi in Offida e lo stile "etrusco". La facciata di palazzo Vitali al Corso, in «Ophys» (periodico del Centro studi Guglielmo Allevi di Offida), n. 2, dicembre 2002, pp. 7–8.
  • Id., La chiesa di San Giovanni Battista: revival sistino in epoca napoleonica, in Paola Di Girolami - Benedetta Montevecchi - Massimo Papetti (a cura di), Il Museo Sistino di Grottammare. Guida alle opere, con una appendice sui restauri a cura dell'Opificio delle Pietre Dure – Firenze, Nardini Editore, Firenze 2003, pp. 19-25. Testo
  • Vittorio Marucci, I Giosafatti, Pietro Maggi e le frane di Appignano, in Emidio Santoni, Nazareno Alberini, Luigi Girolami, Vittorio Marucci, I movimenti franosi in Appignano (secoli XVI-XX), Giannino e Giuseppe Gagliardi Editori, Ascoli Piceno 2005, pp. 123-134.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • L'architetto Pietro Maggi e la chiesa di San Lorenzo in Montedinove sul sito AvventuraMarche.