Apri il menu principale

«[...] Non fu dedito né a cupidigia, né ad ambizione, né ad avarizia, e fu in effetto per le sue magnanimità e grandezze reputato splendido e magno, essendo riverito ed onorato con grande volontà da signori e cavalieri»

(Vincenzo Di Giovanni, Palermo restaurata, 1872[1])

Pietro de Luna (Caltabellotta, 1520 circa – Caltabellotta, agosto 1575) è stato il primo duca di Bivona, 10º Conte di Caltabellotta, Conte di Calatafimi e Sclafani, e Barone di Caltavuturo.

Indice

BiografiaModifica

L'infanziaModifica

Pietro de Luna nacque intorno al 1520 a Caltabellotta, feudo siciliano del val di Mazara, da Sigismondo II de Luna e dalla fiorentina Luisa Salviati.

Il 13 agosto 1529 fu costretto a fuggire da Bivona, terra feudale della sua famiglia, e a salpare dalla foce del fiume Verdura (tra Caltabellotta e Sciacca) alla volta di Roma insieme con i genitori ed i fratelli.

La fuga della famiglia de Luna fu dovuta al tentativo di uccisione di Sigismondo de Luna da parte di un nobile siciliano, Federico Perollo, nell'assedio di Bivona durante il cosiddetto secondo caso di Sciacca. Sigismondo de Luna decise così di fuggire a Roma presso il cugino della moglie pontefice Clemente VII (al secolo Giulio di Giuliano de' Medici), affinché egli chiedesse la grazia all'imperatore Carlo V.

Non avendo ottenuto il perdono dell'imperatore, il padre di Pietro de Luna, Sigismondo, si suicidò gettandosi nelle acque del Tevere a Roma (febbraio 1530).

Il perdono di Carlo VModifica

Le caricheModifica

Nel settembre 1552, a Messina, sposò in prime nozze Isabella de Vega (e Osorio), figlia dell'Ambasciatore di Spagna presso il Papa a Roma di re Carlo V, Juan de Vega (e Enríquez, 6° Signore del Grajal, Viceré di Navarra nel 1542, Viceré e Capitano Generale di Sicilia dal 1547 al 1557, presidente del Consiglio di Castiglia) e di Eleonora Perez-Osorio (e Sarmiento, morta a Palermo il 30 marzo 1550); da questo matrimonio ebbe Bianca, Eleonora e Aloisia; Egli riottenne l'investitura di un gran numero di feudi ceduti o alienati dai suoi predecessori, aiutato dal suocero Juan de Vega, fu il primo duca di Bivona, per concessione di Carlo V nel 1554. 10º Conte di Caltabellotta. Tra i suoi titoli nobiliari contava anche quello di Conte di Calatafimi e Sclafani, e Barone di Caltavuturo. Nel 1563 sposò in seconde nozze Angela De la Cerda, figlia di Juan de la Cerda, Duca di Medinaceli, nuovo Viceré di Sicilia, da cui ebbe un solo figlio, Giovanni. Fu straticoto di Messina e vicario generale del regno contro le invasioni ottomane nel 1573.

AscendenzaModifica

Albero genealogico di tre generazioni di Pietro de Luna
Pietro de Luna Padre:
Sigismondo de Luna
Nonno paterno:
Gianvincenzo de Luna
Bisnonno paterno:
Sigismondo de Luna
Bisnonna paterna:
Beatrice Spatafora
Nonna paterna:
Diana Moncada
Bisnonno paterno:
Guglielmo Raimondo Moncada
Bisnonna paterna:
?
Madre:
Luisa Salviati
Nonno materno:
Jacopo Salviati
Bisnonno materno:
Giovanni Salviati
Bisnonna materna:
Elena Buondelmonti
Nonna materna:
Lucrezia de' Medici
Bisnonno materno:
Lorenzo de' Medici
Bisnonna materna:
Clarice Orsini
Ascendenza di Pietro de Luna

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Vincenzo Di Giovanni, Palermo restaurata, Palermo, 1552.ISBN non esistente
  • Antonino Marrone, Bivona città feudale voll. I-II, Caltanissetta-Roma, Salvatore Sciascia Editore, 1987.ISBN non esistente
  • Francesco Savasta, Il famoso Caso di Sciacca, Palermo, 1726.ISBN non esistente
  • Giovan Battista Sedita, Cenno storico-politico-etnografico di Bivona, Bivona, 1909.ISBN non esistente

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica