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Pieve di Legnano
Informazioni generali
Nome ufficiale Plebis Legnanensis
Chiesa latina
Capoluogo Legnano
113.024 abitanti (1972)
Dipendente da Arcidiocesi di Milano
Suddiviso in 12 parrocchie
Amministrazione
Forma amministrativa Pieve
Prevosto lista sconosciuta
Evoluzione storica
Inizio 7 agosto 1584
Causa Passaggio dei poteri da Parabiago a Legnano per volere dell'arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo
Fine 1971 con Mons. Carlo Galli
Causa Soppressione delle pievi lombarde col sinodo Colombo
Preceduto da Succeduto da
Pieve di Parabiago Decanato di Legnano
Cartografia
Pievimil.jpg

La pieve di San Magno di Legnano, chiamata in latino plebis sancti magni legnanensis, era il nome di un'antica pieve dell'arcidiocesi di Milano con capoluogo Legnano. Ricade sotto il decanato di Legnano e comprende 12 parrocchie.

Il patrono è san Magno ed a lui è dedicata la chiesa prepositurale di Legnano.

Indice

StoriaModifica

La pieve di Legnano venne ufficialmente fondata il 7 agosto 1584, poco dopo la pieve di Busto Arsizio che si originò l'anno precedente per volere dell'arcivescovo milanese san Carlo Borromeo il quale smembrò Legnano dalla pieve di Olgiate Olona e la mise a capo dell'antica pieve di Parabiago ormai in decadenza, assegnandole tutte le sue parrocchie.[1][2] Bisogna notare tuttavia come tale atto non fu riconosciuto ai fini civili, per i quali la pieve di Parabiago continuò ad esistere fino al 1796 quando fu soppressa da Napoleone in quanto istituto feudale.[3]

La struttura plebana in Legnano, ad ogni modo, trovò terreno fertile per attecchire in quanto già dalla fine del XIV secolo era presente una canonica in città, la quale disponiva di quattro cappellani con annesse cappellanie e rendite che vengono già indicati nel 1398 come appartenenti ad una "pieve di Legnano" anche se si ha ragione di credere che tale nome fosse solo una convenzione e non si intendesse realmente indicare l'unità plebana che per l'appunto giunse in epoche più tarde. Tra Cinquecento e Seicento vennero erette alcune parrocchie come quella delle Sante Maria ed Elisabetta di Villastanza (1625) e San Giorgio su Legnano (12 dicembre 1549). Dall'epoca post-tridentina la pieve divenne sede di un vicariato foraneo che, di fatto, ricoprì gli scopi della pieve sostituendosi ad essa.[1]

Un secondo periodo di decadenza si ebbe dal 1845 quando la pieve di Legnano ridiede vita alla nuova pieve di Parabiago, la quale la privò di alcune parrocchie, accompagnando i medesimi decreti con fondazioni di altre parrocchie nelle frazioni di Legnano come Legnarello e San Lorenzo.[1]

La pieve di Legnano venne soppressa assieme alle altre pievi milanesi a partire dal 1971 con i decreti voluti dal cardinale Colombo. Con quest'ultimo atto, inoltre, mentre Legnano passò ad un proprio decanato, alcune sue antiche parrocchie sottoposte passarono ad altri decanati: Uboldo passò al decanato di Saronno e la parrocchia di Arluno venne attribuita al decanato di Magenta.[1]

ParrocchieModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d vedi qui
  2. ^ Alcune fonti indicano erroneamente la Pieve di Legnano come succeditrice di quella di Olgiate anziché di quella di Parabiago. Tale sbaglio deriva dal fatto che Legnano, ma essa sola, apparteneva in precedenza appunto a Olgiate. Alla pieve di Olgiate successe invece la pieve di Busto Arsizio.
  3. ^ vedi qui

BibliografiaModifica

  • Liber Notitiae Sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Manoscritto della Biblioteca Capitolare di Milano, a cura di M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Milano, 1917.
  • Diocesi di Milano. Sinodo 46°, Milano, 1972, Pubblicazione curata dall'ufficio stampa della Curia arcivescovile di Milano.
  • G. Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e forensi nel “Liber Sanctorum” di Goffredo da Bussero, Roma, 1974.
  • Istituzione dei nuovi vicariati urbani e foranei, 11 marzo 1971, Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, Rivista Diocesana Milanese, 1971.

Voci correlateModifica