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Pina Borione in un fotogramma del film La casa dalle finestre che ridono, diretto nel 1976 da Pupi Avati.

Giuseppina Borione (Formello, 25 maggio 1902Bologna, 9 ottobre 1988) è stata un'attrice e cantante italiana.

BiografiaModifica

Interprete attiva principalmente in teatro, si distinse quale attrice di carattere, dal piglio aggressivo e dalle battute salaci e gustose. Ebbe una carriera lunghissima e lavorò, fra il 1920 ed il 1970 circa, con i maggiori attori dell'epoca, quali Ruggero Ruggeri, Antonio Gandusio, Giulio Stival, Enrico Viarisio, Gino Bramieri, Lyda Borelli, Dina Galli, Pina Renzi, Anna Magnani, Enrico Maria Salerno, Totò e Giorgio Bianchi, che nel 1928 divenne suo marito.

Negli anni del fascismo, accanto ad un'intensa attività teatrale densa di successi, divenne molto nota come interprete di commedie e radiodrammi per l'EIAR, lavorando anche con Alberto Rabagliati, Pippo Barzizza ed il Trio Lescano.

Si avvicinò al cinema già alla metà degli anni trenta, con il film Un bacio a fior d'acqua, (1936), di Giuseppe Guarino, (dove appare con lo pseudonimo di Pina Bianchi, utilizzando il nome del marito), lavorando tuttavia in modo estremamente saltuario per il grande schermo, lasciando passare più di una decade tra un film e l'altro.

Negli anni sessanta fu molto attiva in televisione, prendendo parte a numerosi sceneggiati come Le inchieste del commissario Maigret oppure I racconti di Padre Brown, e nel doppiaggio, soprattutto di caratteriste di secondo o terzo piano cui conferì tipiche cadenze romanesche da donne di borgata.

Fu l'incontro, alla fine degli anni sessanta, con il regista Pupi Avati a regalarle la celebrità. Venne infatti scelta per interpretare il personaggio della paraplegica nel film La casa dalle finestre che ridono, (1976).

Negli anni seguenti divenne una delle più note caratteriste del cinema italiano, prendendo parte a film come Telefoni bianchi, (1976), di Dino Risi e Zeder, (1983), ancora di Pupi Avati, che fu anche la sua ultima apparizione sui grandi schermi.

Nella sera del 20 marzo del 1985 fu ospite, con le attrici Isabella Riva, (1887-1985), Carola Zopegni, (1912) e Mimì Aylmer, (1896-1992), di una puntata speciale del "Maurizio Costanzo Show", dedicata alla casa di riposo per artisti "Lyda Borelli" di Bologna, nella quale si era ritirata l'anno precedente e dove rimase fino alla morte, avvenuta nel 1988.

Alla sua scomparsa, donò alla struttura un archivio con tutti i ricordi di una vita trascorsa sui palcoscenici.

Filmografia parzialeModifica

 
Pina Borione in un altro fotogramma del film La casa dalle finestre che ridono, (1976), di Pupi Avati

Collegamenti esterniModifica

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