Apri il menu principale

Pinacoteca comunale di Cesena

museo italiano
Pinacoteca comunale di Cesena
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàCesena
IndirizzoVia Aldini 26
Caratteristiche
TipoArte
Sito web e Sito web

Coordinate: 44°08′14.88″N 12°14′44.64″E / 44.137466°N 12.245733°E44.137466; 12.245733

La Pinacoteca comunale di Cesena è una galleria d'arte antica, moderna e contemporanea.

Il museo espone opere di: Gino Barbieri, Guercino, Corrado Cagli, Antonio Cardile, Vittorio Matteo Corcos, Girolamo Forabosco, Bartolomeo Gennari, Renato Guttuso, Maestro dei Baldraccani, Giannetto Malmerendi, Pompilio Mandelli, Roberto Melli, Sante Monachesi, Bartolomeo Passarotti, Giovanni Battista Piazzetta, Francesco Francia, Scipione Sacco, Giovanni Battista Salvi, Cristoforo Serra, Mario Schifano, Alberto Sughi, Giulio Turcato, Luigi Veronesi e altri.

Storia e sede della PinacotecaModifica

La fondazione del monastero delle Benedettine risale verso gli ultimi decenni del XIII secolo, ma già alla fine del XV secolo l'edificio fu ricostruito[1].

Il monastero ebbe la sua massima espansione nella seconda metà del XVII secolo, quando arrivò ad occupare tutto l'isolato a ridosso delle mura della città. Dopo l'arrivo delle truppe napoleoniche, il monastero, fu saccheggiato e in seguito alla soppressione della chiesa fu venduto e destinato ad abitazioni, gendarmeria e più tardi fu utilizzato come orfanotrofio[1].

Negli anni settanta l'intero edificio fu restaurato e in seguito divenne centro culturale polivalente; oltre alla Pinacoteca comunale, si trova anche la sede del Centro cinema San Biagio, la fonoteca e l'Istituto Musicale "A. Corelli"[2].

La collezioneModifica

La collezione dei dipinti di proprietà del comune si forma tra il XIX secolo e il XX secolo, ma solo di recente, dopo svariate sistemazioni che si sono succedute al primo allestimento del 1883 in alcune stanze della Biblioteca Malatestiana, ha trovato, finalmente, una sistemazione espositiva stabile presso l'ex monastero di San Biagio nel 1984[1].

I dipinti furono acquisiti in seguito alle soppressioni napoleoniche e post-unitarie, ma se ne sono via via aggiunti anche altri, provenienti in gran parte dalla Congregazione di Carità e da collezioni private cittadine.

Le opere esposte coprono un arco di tempo compreso tra il XV secolo e l'età contemporanea, offrendo anche una panoramica della produzione di dipinti locali e arricchita da alcune importanti presenze di rilevanza nazionale[3].

Le saleModifica

L'ambiente centrale: la Sala 1, ospita i dipinti più antichi che vanno dal XV secolo fino al XVII secolo; la sala a sinistra: la Sala 2, le tele sono del XVIII secolo e del XIX secolo e quella a destra: la Sala 3, è la sezione dedicata all'arte contemporanea, intitolata a Luigi Veronesi, costituita da opere lasciate da artisti e da recenti acquisizioni.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c Capellini, p. 70.
  2. ^ Capellini, p. 69.
  3. ^ Capellini, p. 73.

BibliografiaModifica

  • Denis Capellini, Guida di Cesena, Città Malatestiana, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2001, ISBN 88-8312-175-9.
  • Romina Rossi, Cesena: Lo scorpione e l'elefante., Città di Castello, Edimond, 2007.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN131992974 · LCCN (ENnr00026679 · WorldCat Identities (ENnr00-026679