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Pino Rucher

chitarrista e arrangiatore italiano

BiografiaModifica

Gli iniziModifica

Fin da giovanissimo mostrò inclinazione per la musica. Rivelò le sue doti quando, al ritorno del padre dall'America, nel 1933, ricevette in dono da lui una chitarra da cui imparò subito a trarre delle note.[2][3][4]

 
Il maestro Carlo Vitale di Radio Bari 1946

Dopo lo studio nelle scuole locali di musica, ancora ragazzo si esibì in pubblico in città come Napoli e Bari[2][3], nelle quali ebbe anche modo di procurarsi dischi, spartiti e altro materiale musicale.[4][5][6]
La presenza delle truppe americane in Italia tra il 1943 e il 1946 segnò una tappa fondamentale per la formazione musicale di Pino Rucher, il quale si inserì nelle orchestre dell'esercito alleato, in cui vi erano notevoli musicisti, tramite i quali si impregnò dello spirito musicale del jazz statunitense.[2][3][4][5][6][7][8][9]

Nel 1946 entrò nell'orchestra di Carlo Vitale, vincendo il concorso indetto da Radio Bari per una sola chitarra.[2][3][5][6][7][8][9][10]

Dopo lo scioglimento di tale orchestra passò a Radio Milano con Carlo Zeme.[5] In breve, ebbe modo di lavorare con due precursori dello swing italiano, mutuato dallo stile americano, Pippo Barzizza e Cinico Angelini[11], dal quale ultimo fu poi prescelto per entrare a far parte della sua nuova orchestra.[2][3][5][6][7][8][9][10]

CollaborazioniModifica

In tutti gli anni in cui prese parte a numerosi eventi musicali e trasmissioni radiofoniche e televisive (Festival di Sanremo[12][13][14][15], Festival delle rose, Festival di Napoli, Festival internazionale della canzone di Venezia[16], Canzonissima, Gran varietà, Studio Uno, etc.)[3][6][7][8] con varie orchestre, Pino Rucher continuò a coltivare la sua passione per la musica americana, come è dimostrato dalle centinaia di trascrizioni, con propri arrangiamenti[3], effettuate ascoltando i dischi di noti chitarristi, come Barney Kessel, Wes Montgomery, Tal Farlow, Joe Pass.[5][7][8] La notevole influenza della musica d'oltre oceano si rileva persino dall'esecuzione di motivi della canzone italiana tra i quali E se domani e Una zebra a pois di Mina, o Amore twist di Rita Pavone, brani speziati con un pizzico di jazz.[3][5][8][17]

Un'altra collaborazione importante fu quella con il maestro Elvio Monti, che chiamò Rucher in molte delle sue registrazioni (è del pugliese, ad esempio, la chitarra nel brano L'estasi che Monti scrisse con il testo di Armando Stula per Andrea Giordana e Marisa Solinas).[6]

 
Pino Rucher per la trasmissione Un disco per l'estate nel 1975 a Saint Vincent

Dalla seconda metà degli anni settanta Pino Rucher fu impegnato nell'attività concertistica, protrattasi fino al dicembre 1983, anno in cui, a seguito di problemi di salute, terminò di lavorare alle dipendenze della Rai, per la quale figurava nell'orchestra Ritmi moderni[13] di Roma, formazione che prese il nome di Big Band della Rai.[3][5][7][8]
In quegli anni gli fu possibile dedicarsi maggiormente al jazz, suonando dal vivo e incidendo con diversi maestri.[3][9][18][19][20][21][22]

Il nome di Pino Rucher figura nell'opera The jazz discography di Tom Lord, imponente lavoro letterario, riprodotto anche in versione CD-ROM e fruibile on line.[5][23]

Altre attivitàModifica

Altro aspetto rilevante dell'attività di Pino Rucher è quello legato all'esecuzione di colonne sonore da film: almeno duecento partecipazioni[5][24], importanti produzioni che lo hanno visto collaborare dalla fine degli anni cinquanta fino a metà degli anni Settanta con vari maestri, tra cui Luis Bacalov[7], Gianni Ferrio, Ennio Morricone[11][25], Riz Ortolani.[3][5][8][10][26]

 
Festival di Sanremo 1962 - Claudio Villa canta Addio...addio. In basso a destra: il direttore d'orchestra Cinico Angelini. In alto al centro: Pino Rucher alla chitarra e Pierino Munari alla batteria.

Pino Rucher va ricordato per essere stato il primo ad utilizzare la chitarra elettrica nei western di produzione italiana[24], secondo l'intuizione del Maestro Ennio Morricone, suonando da solista in Per un pugno di dollari.[3][4][5][8]
Da segnalare anche la comparsa di Pino Rucher in diverse inquadrature del film Sanremo - La grande sfida, nel quale film sono inclusi alcuni spezzoni del Festival di Sanremo 1960.[5] Rilevanti sono, inoltre, le sue partecipazioni ai Festival di Sanremo del 1957[2][15] e 1962.[10][27]

Nel corso degli anni Pino Rucher si distinse in svariate esperienze artistiche, riuscendo a passare con grande disinvoltura da un genere musicale all'altro, come è dimostrato dalle esecuzioni di commedie musicali, come Alleluja brava gente[4][6][8], o dai suoi abili spunti chitarristici presenti in tante note canzoni italiane, quali Casetta in Canadà di Carla Boni, Flamenco rock di Milva, Se non ci fossi tu di Mina, Andavo a cento all'ora di Gianni Morandi, Che mi importa del mondo di Rita Pavone, L'edera di Nilla Pizzi, Adesso no di Neil Sedaka, Corde della mia chitarra[13][14] di Claudio Villa, etc.[3][5][8][17]

Nell'arco della sua carriera, durata circa quarant'anni, Pino Rucher suonò la chitarra elettrica, chitarra folk (chitarra acustica), chitarra classica, chitarra basso, chitarra a 12 corde, banjo, mandolino, contrabbasso[3][8], prendendo parte a migliaia di lavori musicali.[4][5]

 
Gino Latilla, Pino Rucher, Carla Boni

Canzoni inciseModifica

 
Pino Rucher con Cinico Angelini nel 1955
  • 1953 - No pierrot di Achille Togliani
  • 1953 - Viale d'autunno di Carla Boni
  • 1953 - Buonasera di Carla Boni
  • 1953 - Duska di Nilla Pizzi
  • 1956 - Musetto di Domenico Modugno
  • 1956 - Io, mammeta e tu di Domenico Modugno
  • 1956 - Guaglione di Claudio Villa
  • 1957 - Corde della mia chitarra di Claudio Villa
  • 1957 - Cancello tra le rose di Claudio Villa
  • 1957 - Il pericolo numero uno di Claudio Villa e Gino Latilla
  • 1957 - Un filo di speranza di Claudio Villa
  • 1957 - La più bella canzone del mondo di Claudio Villa
  • 1957 - Scusami di Gino Latilla
  • 1957 - Casetta in Canadà di Carla Boni con Duo Fasano e Gino Latilla
  • 1957 - Le trote blu di Carla Boni e Duo Fasano
  • 1957 - Un sogno di cristallo di Carla Boni
  • 1957 - Un certo sorriso di Gianni Ravera
  • 1957 - Serenatella sciuè sciuè di Gino Latilla e Carla Boni
  • 1958 - L'edera di Nilla Pizzi
  • 1959 - Un pizzico di musica di Gino Latilla e Carla Boni
  • 1959 - Le rififì di Milva
  • 1959 - Vivrò di Milva
  • 1959 - Nel blu dipinto di blu di Milva
  • 1959 - Due croci di Milva
  • 1960 - Senza il tuo amore di Milva
  • 1960 - Crudele tango di Milva e Walter Romano
  • 1960 - Flamenco rock di Milva
  • 1960 - Da sola a sola di Milva
  • 1960 - Una zebra a pois di Mina
  • 1960 - Mi vuoi lasciar di Mina
  • 1960 - Non voglio cioccolata di Mina
  • 1960 - Tessi tessi di Mina
  • 1961 - Mafia di Domenico Modugno
  • 1961 - Legata ad un granello di sabbia di Nico Fidenco
  • 1961 - Come nasce un amore di Nico Fidenco
  • 1962 - Aspettandoti di Tonina Torrielli
  • 1962 - La partita di pallone di Rita Pavone
  • 1962 - Amore twist di Rita Pavone
  • 1962 - Andavo a cento all'ora di Gianni Morandi
  • 1962 - Loredana di Gianni Morandi
  • 1962 - Go-kart twist di Gianni Morandi
  • 1963 - Adesso no di Neil Sedaka
  • 1963 - Goccia di mare di Nico Fidenco
  • 1964 - Questi vent'anni miei di Catherine Spaak
  • 1964 - Penso a te di Catherine Spaak
  • 1964 - Che mi importa del mondo di Rita Pavone
  • 1964 - Viva la pappa col pomodoro di Rita Pavone
  • 1964 - Datemi un martello di Rita Pavone
  • 1964 - E se domani di Mina
  • 1965 - Rimpiangerai, rimpiangerai di Gino Paoli
  • 1965 - Piangerò di Nicola Di Bari
  • 1965 - Gioia mia di Tony Cucchiara
  • 1966 - Se non ci fossi tu di Mina
  • 1966 - Non ho dormito mai di Paolo Bracci
  • 1967 - Che vuole questa musica stasera di Peppino Gagliardi
  • 1970 - Pensando a cosa sei di Peppino Gagliardi
  • 1971 - Love story di Peppino Gagliardi
  • 1971 - Maga maghella di Raffaella Carrà
  • 1978 - Il trenino di Christian De Sica (sigla della trasmissione televisiva omonima)

NoteModifica

  1. ^ Anna Lucia Sticozzi, La musica rende omaggio alla chitarra dei «western», in La Gazzetta di Capitanata - La Gazzetta del Mezzogiorno, 11 ottobre 2010, p. 1.
  2. ^ a b c d e f Alessandro Ferri, Pino Rucher, chitarrista nativo di Manfredonia: Una vita di successi nelle orchestre più famose del secolo scorso, in il Provinciale, nº 2, Foggia, dicembre 2017, p. 5.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n Maurizio De Tullio, Dizionario Biografico di Capitanata: 1900-2008, Foggia, Edizioni Agorà, 2009, p. 252-3, ISBN 88-89329-03-3.
  4. ^ a b c d e f Lucia Piemontese, Manfredonia ingrata dimentica Pino Rucher, il chitarrista di Sergio Leone, in l'Attacco, Foggia, 27 settembre 2011, p. 16.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o Francesco Pesante, Pino Rucher, con la sua chitarra wawa dalla trilogia del dollaro alla Carrà..., in l'Attacco, Foggia, 3 ottobre 2008, p. 19.
  6. ^ a b c d e f g Michele Ferri, Omaggio a Pino Rucher grande chitarrista scomparso, in il Provinciale, nº 10, Foggia, ottobre 2008, p. 3.
  7. ^ a b c d e f g Pino Rucher, il musicista manfredoniano che suonò con Luis Bacalov, su manfredonianews.it, 4 dicembre 2017.
  8. ^ a b c d e f g h i j k l Fernando Fratarcangeli, Articolo su Pino Rucher nella rivista Raro! (PDF), in Raro!, nº 217, Roma, gennaio 2010, pp. 42-44.
  9. ^ a b c d Adriano Mazzoletti, Il jazz in Italia: dallo swing agli anni sessanta, vol. II, Torino, EDT, 2010, p. 321, ISBN 978-88-6040-383-4.
  10. ^ a b c d Pino Rucher, storia di un chitarrista RAI (PDF), su ilsipontino.net, 4 gennaio 2016.
  11. ^ a b Carlo Ferrini, Faenza... la città, Faenza, Casanova Editore, 2008, p. 103.
  12. ^ Non solo Nicola di Bari, Raf e Renzo Arbore: tutti i foggiani al Festival di Sanremo, su letteremeridiane.org, 12 febbraio 2018.
  13. ^ a b c Michele Apollonio, Manfredonia: Le intitolazioni a 14 concittadini simbolo: Vie e nuovi nomi nel quartiere «Algesiro-Gozzini», in La Gazzetta del Mezzogiorno, Edizione di Foggia, 15 dicembre 2005, p. 11.
  14. ^ a b a.m.v., Il ricordo del chitarrista Pino Rucher, in La Gazzetta di Capitanata - La Gazzetta del Mezzogiorno, 8 gennaio 2010, p. 10.
  15. ^ a b Michele Ferri, Profilo di un musicista: Il chitarrista Pino Rucher, in il Sipontiere, nº 2, Manfredonia, aprile-giugno 1986, p. 3.
  16. ^ Artisti pugliesi: Il chitarrista Pino Ruker, in Roma, Napoli, 27 marzo 1958, p. 4.
  17. ^ a b Rock'n'roll celebrities
  18. ^ Battiti del 25/12/2016, su raiplayradio.it, 25 dicembre 2016.
  19. ^ Battiti del 03/01/2017, su raiplayradio.it, 3 gennaio 2017.
  20. ^ Battiti del 21/01/2017, su raiplayradio.it, 21 gennaio 2017.
  21. ^ Battiti del 29/01/2017, su raiplayradio.it, 29 gennaio 2017.
  22. ^ Ciao Pregadio, maestro di musica e di vita, in Il Tempo, 16 novembre 2010.
  23. ^ MUSICIAN LIST, su lordisco.com. URL consultato il 15 febbraio 2018.
  24. ^ a b Anna Lucia Sticozzi, L'omaggio alla chitarra dei «western», in La Gazzetta di Capitanata - La Gazzetta del Mezzogiorno, 11 ottobre 2010, p. 11.
  25. ^ Memorial Pino Rucher, su comune.manfredonia.fg.it, 4 ottobre 2008.
  26. ^ Pino Rucher, su discogs.com. URL consultato il 15 febbraio 2018.
  27. ^ Pino Rucher in SanremoStory (PDF), su statoquotidiano.it, 11 agosto 2018.

BibliografiaModifica

  • d.a., Manfredonia: "La nemica" di Niccodemi al Teatro Pesante, in La Capitanata (Foggia), anno II (1945), nº 27 (28 ottobre), p. 4
  • Recita di beneficenza pro Patronato Scolastico a Mattinata, in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 10 gennaio 1950, p. 2 (Cronaca di Foggia)
  • Musica jazz stasera all'Unione, in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 17 novembre 1951, p. 4
  • l.m., Jazz e blues alla Sala Unione, in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 18 novembre 1951, p. 4
  • Serata danzante «La Pentolaccia», [annuncio spettacolo con il Quintetto Principe e il chitarrista Pino Rucher], in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 22 febbraio 1958, p. 4
  • Artisti pugliesi: Il chitarrista Pino Ruker, in Roma (Napoli), 27 marzo 1958, p. 4 (Cronache delle Puglie)
  • Mario Bellucci, Giuseppe Rucher, in Lira musicale di Manfredonia: Musicisti del passato e del presente, Frascati, Tip. Laziale, [1966], p. 67
  • Marco Laratro, Successo del Festival per bambini organizzato dai frati di S. Maria delle Grazie: Vuol fare la parrucchiera la mini-cantante di Manfredonia, in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 10 agosto 1968, p. 9
  • Carlo Carfagna, Mario Gangi, Rucher Giuseppe (Pino), in Dizionario chitarristico italiano, Ancona, Edizioni musicali Bèrben, 1968, p. 63
  • Al Teatro Giordano: Domani prosa stasera jazz, in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 9 novembre 1969, p. 19
  • Michele Apollonio, Un recital di beneficenza a Manfredonia: Di Bari ha cantato per gli «occhi tristi» degli spastici, in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 27 aprile 1972, p. 7
  • Spettacolo d'arte varia a Manfredonia per il Seminario, in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 29 gennaio 1974, p. 12 (Cronaca di Foggia)
  • Nel convento della Madonna della Vetrana: Da oggi le manifestazioni dell'Estate Castellanese, in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 23 agosto 1974, p. 13
  • Vittorio Franchini, Jazz della Rai (prima volta) esce dal Palazzo con tante «star», in Corriere della Sera, 28 gennaio 1980, p. 9
  • Alla radio questa settimana, in Radiocorriere TV (Roma), a. LVII (1980), nº 13 (marzo), p. 61
  • Michele Ferri, Profilo di un musicista: Il chitarrista Pino Rucher, in il Sipontiere (Manfredonia), anno III (1986), nº 2 (aprile-giugno), p. 3
  • S. Carpineto, S. Guerra, T. Tomaiuolo, D. Trigiani, Omaggio a un personaggio… Il grande chitarrista Pino Rucher, in Stampa idee. Periodico della Mozzillo-Iaccarino (Manfredonia), a. I (1999), nº 5 (marzo), p. 6
  • Michele Apollonio, Manfredonia: Le intitolazioni a 14 concittadini simbolo: Vie e nuovi nomi nel quartiere «Algesiro-Gozzini», in La Gazzetta del Mezzogiorno (Bari), 15 dicembre 2005, p. 11 (Edizione di Foggia)
  • Maurizio Becker, C'era una volta la RCA, Roma, Coniglio Editore, 2007, [riferimento a Pino Rucher quale chitarrista della RCA a p. 299]
  • Carlo Ferrini, L'orchestra Angelini trasmise per radio musiche composte a Faenza in Faenza... la città, Faenza, Tip. Faentina, 2008, p. 103
  • Francesco Pesante, Pino Rucher, con la sua chitarra wawa dalla trilogia del dollaro alla Carrà..., in l'Attacco (Foggia), 3 ottobre 2008, p. 19
  • Michele Ferri, Omaggio a Pino Rucher grande chitarrista scomparso, in il Provinciale (Foggia), anno XX (2008), nº 10 (ottobre), p. 3
  • Maurizio De Tullio, Pino Rucher, in Dizionario Biografico di Capitanata: 1900-2008, Foggia, Edizioni Agorà, 2009, pp. 252–3
  • Fernando Fratarcangeli, I Musicarelli, in Raro!. Mensile di collezionismo, cultura musicale e cinema (Roma), a. XXI (2009), nº 216 (dicembre), pp. 46–49 [riferimento a Pino Rucher quale chitarrista solista del film La battaglia dei Mods a p. 48]
  • Fernando Fratarcangeli, Pino Rucher, in Raro!. Mensile di collezionismo, cultura musicale e cinema (Roma), a. XXI (2010), nº 217 (gennaio), pp. 42–45
  • a.m.v., Il ricordo del chitarrista Pino Rucher, in La Gazzetta di Capitanata - La Gazzetta del Mezzogiorno, 8 gennaio 2010, p. 10
  • Adriano Mazzoletti, Il jazz in Italia: dallo swing agli anni sessanta, vol. II, Torino, EDT, 2010 [riferimenti a Pino Rucher nelle pp. 321, 348, 458]
  • Anna Lucia Sticozzi, La musica rende omaggio alla chitarra dei «western», in La Gazzetta di Capitanata - La Gazzetta del Mezzogiorno, 11 ottobre 2010, p. 1
  • Anna Lucia Sticozzi, L'omaggio alla chitarra dei «western», in La Gazzetta di Capitanata - La Gazzetta del Mezzogiorno, 11 ottobre 2010, p. 11
  • Dario Salvatori, Ciao Pregadio, maestro di musica e di vita, in Il Tempo (Roma) – Edizione Abruzzo e Molise, 16 novembre 2010, p. 54
  • Giuseppe Brigida: Una vita con il teatro, a cura di Andrea Pacilli, Manfredonia, Andrea Pacilli Editore, 2011 [riferimento a Pino Rucher quale chitarrista dell'orchestra jazz Razzo a p. 19]
  • Lucia Piemontese, Manfredonia ingrata dimentica Pino Rucher, il chitarrista di Sergio Leone, in l'Attacco (Foggia), 27 settembre 2011, p. 16
  • Mario Patry, Le Bon, la Brute et le Truand - Coups de feu dans la Sierra Leone (2e partie) in Séquences. La revue de cinéma (Haute-Ville, Québec, Canada), a. LIX (2014), nº 291 (gennaio-agosto), pp. 26-27 [riferimento a Pino Rucher a p. 27]
  • Federico Savina, Cicognini, Rota, Lavagnino, Savina, Trovajoli: tecniche di post-produzione a confronto in Musica/Tecnologia (Firenze), nº 8-9 (2014-2015), pp. 39-55 [riferimento a Pino Rucher a p. 46]
  • Germano Barban, Voci dal lontano West italiano, in Raropiù. Mensile di cultura musicale, collezionismo e cinema (Roma), a. III (2015), nº 29 (novembre), p. 51 [riferimento a Pino Rucher a p. 51]
  • Ulrich Adelt, Thrown into a Cruel World: Neil Young's Dead Man (1995), in All by Myself: Essays on the Single-Artist Rock Album, a cura di Steve Hamelman, Lanham, Maryland, Rowman & Littlefield, 2016, pp. 135-148 [riferimento a Pino Rucher quale chitarrista di Morricone a p. 144]
  • Alessandro Ferri, Pino Rucher, chitarrista nativo di Manfredonia: Una vita di successi nelle orchestre più famose del secolo scorso, in il Provinciale (Foggia), anno XXIX (2017), nº 2 (dicembre), p. 5
  • Mariantonietta Di Sabato, Pino Rucher, il musicista manfredoniano che suonò con Luis Bacalov, in ManfredoniaNews.it (Manfredonia), anno VIII (2017), nº 23 (2 dicembre), p. 3

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