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Pirmino di Murbach

monaco e missionario spagnolo
San Pirmino
Hornbacher Sakramentar fol. 8v.jpg
Miniatura del Sacramentario di Hornbach con l'abate Adalberto che consegna il codice a san Pirmino (secolo X).
 

Monaco

 
Nascita670 circa
MorteHornbach, 3 novembre 753
Venerato daChiesa cattolica, Chiese riformate
Ricorrenza3 novembre
Patrono diPalatinato, Alsazia, isola di Reichenau, Innsbruck

San Pirmino, noto anche come Pirminius (670 circa – Hornbach, 3 novembre 753), era un monaco spagnolo fortemente influenzato dal cristianesimo celtico e dalla figura di sant'Amando. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica ed è il patrono del Palatinato, dell'Alsazia, dell'isola di Reichenau e della città di Innsbruck.

BiografiaModifica

Pirmino appartenne alla generazione di missionari continentali che, dopo Colombano e i suoi discepoli, hanno lavorato per la conversione o la riconversione della cristianità occidentale. Originario dell'Aquitania (o della Spagna), Pirmino passò per l'antica Neustria e di lì nella valle del Reno. Parecchi monasteri perpetuarono il suo ricordo, come l'Abbazia di Reichenau e quella di Murbach, entrambe da lui fondate. Tentò di rendere le sue fondazioni monastiche indipendenti dall'ordinario del luogo e dai patroni laici secondo la regola mista di San Colombano e san Benedetto, fino alla riforma generale benedettina di Benedetto d'Aniane.

Morì a Hornbach, presso l'abbazia dove tuttora sono custodite le sue spoglie.

Il monaco è autore dello Scarapsus (=Excarpsus) de singulis libris canonicalis, noto anche come i Detti di Pirmino, scritto tra il 710-724, che costituisce una specie di libretto di catechismo morale, molto semplice, ad uso dei missionari e dei sacerdoti di parrocchie.

CultoModifica

La memoria liturgica ricorre il 3 novembre.

Dal Martirologio Romano: "Nel monastero di Hornbach presso Strasburgo in Burgundia, deposizione di san Pirmino, vescovo e abate di Reichenau, che evangelizzò gli Alamanni e i Bavari, fondò molti monasteri e scrisse un libro per i suoi discepoli sulla catechesi degli incolti".

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