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DescrizioneModifica

DimensioniModifica

Pipistrello di piccole dimensioni, con una lunghezza totale della testa e del corpo di 45 mm, l'avambraccio è lungo tra i 41 e i 42 mm, la coda circa 51 mm, il piede tra i 6,8 e i 7,7 mm e le orecchie tra i 37,5 e i 39 mm. Arriva a pesare 9,5 g.[3]

AspettoModifica

La pelliccia è lunga, fine e lanosa. Le parti dorsali sono bruno-grigiastre con la base dei peli marrone scura e la parte centrale biancastra, mentre le parti ventrali sono biancastre o marroni chiare con la base dei peli più scura. Il muso è conico, con un cuscinetto rotondo sul mento. Le orecchie sono enormi, ovali e unite sulla fronte da una sottile membrana cutanea. Il trago è lungo circa la metà del padiglione auricolare, affusolato e con l'estremità smussata. Le membrane alari sono marroni e attaccate posteriormente alla base del quinto dito dei piedi. La punta della lunga coda si estende leggermente oltre l'ampio uropatagio. Il calcar è lungo, leggermente curvato e con un piccolo lobo terminale. Il pene è cilindrico e con l'estremità appuntita, mentre l'osso penico è corto e a forma di Y. Queste ultime due caratteristiche sono diagnostiche nella distinzione dalle altre forme simpatriche.

BiologiaModifica

ComportamentoModifica

Si rifugia nelle grotte naturali ma non in strutture artificiali. È una specie sedentaria.

AlimentazioneModifica

Si nutre di insetti.

Distribuzione e habitatModifica

Questa specie è conosciuta soltanto in tre località della Sardegna centrale, in alcune grotte presso Baunei nella provincia di Nuoro, Oliena in provincia di Nuoro e nelle vicinanze del lago Omodeo, nel comune di Ula Tirso, in provincia di Oristano.

Vive nei boschi in aree carsiche a bassa quota e vicino alla costa.

Stato di conservazioneModifica

La IUCN Red List, considerato l'areale limitato, la popolazione probabilmente piccola e la qualità del proprio habitat in declino, classifica P.sardus come specie vulnerabile (VU).[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) Hutson, A.M., Aulagnier, S., Juste, J., Karatas, A., Palmeirim, J. & Paunovic, M. 2008, Plecotus sardus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Plecotus sardus, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Aulagnier & Al., 2011.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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