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Pluto (mitologia)

divinità della mitologia greca
Statua di Eirene con Pluto del 370 a.C. in una copia romana

Pluto, la cui etimologia deriva dal greco antico Πλοῦτος, "ricco", è una figura della mitologia greca, dio della ricchezza, il cui culto, di carattere agrario, aveva come sede principale l'isola di Samotracia.

Indice

OriginiModifica

Era figlio di Demetra e Iasione, nipote di Dardano fondatore di Troia.[1] La sua figura, dapprima legata alla prosperità dei campi, si estese ad ogni forma di benessere, accrescendo il suo valore augurale. Quale Dio agrario, era legato alle ricchezze minerarie e al sottosuolo in generale, quindi spesso confuso e identificato con Plutone (divinità degli inferi corrispondente ad Ade),[2] in particolar modo col diffondersi dei Misteri Eleusini. Già presso i romani si trovano ben pochi riferimenti diretti a Pluto, perlopiù identificandolo con Dite,[3] anch'esso poi confluito in Plutone.

Pluto nella Teogonia di EsiodoModifica

Pluto, quale Dio dell'abbondanza, appare nella teogonia di Esiodo come figlio di Demetra e Giasione[1]:

«Dèmetra, generò, somma Dea, con l'eroe Gïasone, nel pingue suol di Creta, nel solco tre volte scassato, il buon Pluto, che sopra la Terra ed il Pelago immenso, va dappertutto; e chi trova, chi può su lui metter le mani, súbito fa che ricco divenga, e gli accorda fortuna.»

(Esiodo, Teogonia,969-974)

L'unione di Demetra e Iasione è descritta anche nell'Odissea.[4]

Pluto nella commedia di AristofaneModifica

A lui si intitola una famosa commedia di Aristofane del 388 a.C. ed è incentrata sulla diseguale distribuzione tra gli uomini del denaro, movente principale delle azioni umane

 Lo stesso argomento in dettaglio: Pluto (Aristofane).

Pluto nella Divina commediaModifica

 
Pluto, illustrazione di Gustave Doré.

Nella Divina Commedia, Dante lo pone come guardiano del IV cerchio dell'Inferno (Canto VII), in cui vengono puniti avari e prodighi. La sua descrizione è molto vaga (non si sa nemmeno se il poeta si confondesse con Plutone), ma gli fa recitare uno dei versi più famosi dell'intero poema: "Pape Satàn, pape Satàn aleppe"

 Lo stesso argomento in dettaglio: Pape Satàn, pape Satàn aleppe.

IconografiaModifica

Gli antichi lo rappresentavano con un cornucopia per la ricchezza, obeso per l'intrinseca abbondanza, bendato o cieco[5] per l'imparzialità e la casualità nel distribuire le ricchezze, zoppicante per la lentezza dell'accumulo, alato per la rapidità del dispendio.

NoteModifica

  1. ^ a b Esiodo, Teogonia.
  2. ^ Saglio e Daremberg, Le Dictionnaire des Antiquités Grecques et Romaines, vol. III.
  3. ^ Marco Tullio Cicerone, De natura deorum II, II.
    «da verso 66:La totalità della sostanza terrestre considerata nella pienezza delle sue funzioni fu invece affidata a Dis Pater che è lo stesso che dire Dives (il ricco), il Ploutos dei Greci; denominazione giustificata dal fatto che ogni cosa ritorna alla terra e da essa trae origine. A Dis Pater si ricollega Proserpina (il nome è di origine greca, trattandosi di quella dea che i Greci chiamano Persefone) che simboleggerebbe il seme del frumento e che la madre avrebbe cercata dopo la sua scomparsa...'».
  4. ^ Omero, Odissea, vol. V.
    «versi 125–128: Così, quando con Iasione Demetra dalla bella chioma, cedendo al suo animo, si unì in amore e nel letto».
  5. ^ Margherita Guarducci, PLUTO, su treccani.it. URL consultato il 12 dicembre 2013.

Voci correlateModifica

Da esso derivano anche le parole plutocrazia, l'influenza dei ricchi sui governi, e plutomania, la bramosia della ricchezza.

 
Pluto Dio dell'abbondanza, con Dionisio, IV sec. a. C

Divinità greche correlateModifica

  • Ade - Dio dei morti e dell'Oltretomba
  • Demetra - Madre di Pluto, Dea del grano e dell'agricoltura
  • Rea - Dea impersonificatrice della Terra, madre di Demetra

Divinità latine correlateModifica

  • Plutone - Signore dell'Averno
  • Dis Pater - antico e benevolo Dio romano della ricchezza agraria
  • Orco - antico ed oscuro Dio romano del sottosuolo

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