Poggio Cinolfo

frazione del comune italiano di Carsoli
Poggio Cinolfo
frazione
Poggio Cinolfo – Veduta
Palazzo baronale dell'XI secolo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
ComuneCarsoli-Stemma.png Carsoli
Territorio
Coordinate42°06′37.7″N 13°03′03″E / 42.110472°N 13.050833°E42.110472; 13.050833 (Poggio Cinolfo)Coordinate: 42°06′37.7″N 13°03′03″E / 42.110472°N 13.050833°E42.110472; 13.050833 (Poggio Cinolfo)
Altitudine713 m s.l.m.
Abitanti477[1] (2011)
Altre informazioni
Cod. postale67061
Prefisso0863
Fuso orarioUTC+1
TargaAQ
Nome abitantipoggesi, poietani
Patronosanta Fortunia
Giorno festivo10 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Poggio Cinolfo
Poggio Cinolfo

Poggio Cinolfo è una frazione abruzzese di circa 480 abitanti del comune di Carsoli (AQ) in Abruzzo.

Geografia fisicaModifica

Il borgo montano è posto a 713 m s.l.m.[2] sul versante settentrionale dei monti Carseolani. Il paese è dominato dal palazzo baronale edificato nei pressi del confine della contea dei Marsi intorno all'anno mille, alla cui sommità è possibile ammirare la piana del Cavaliere e le vette dei rilievi montuosi più importanti, verso nord il monte Terminillo e ad est il monte Velino. Confina a nord con Collalto Sabino, ad ovest con Vivaro Romano, a sud con il territorio di Civita di Oricola, ad est con quello di Carsoli.

Dista circa 50 chilometri da Avezzano[3], 60 dall'Aquila[3] e circa 67 da Roma[3].

StoriaModifica

 
Scorcio del borgo antico

Il nome del borgo è legato con ogni probabilità a Siginulfo, esponente dei conti dei Marsi. Lo storico Muzio Febonio nella sua opera Historiae marsorum, grazie ad un'antica epigrafe in lingua osca, affermò che il toponimo originario fu Podio Dinolfi[4].

Verosimilmente il paese fu edificato dal re dei Longobardi, Agilulfo, appartenendo come tutti i centri della provincia Valeria al ducato di Spoleto, almeno fino alla metà del Settecento. L'area dove sorge il paese è posta al confine delle zone che nell'antichità furono contese dagli Equi e dai Marsi. I primi insediamenti risalirebbero al III secolo a.C. ma è nell'epoca dell'incastellamento che si sviluppò il nucleo primordiale del paese.

Nel Medioevo il borgo era noto con i nomi di Poggio Siginolfo o Poggio Ginolfo i cui toponimi venivano messi in relazione al primo signore del paese, esponente della famiglia Berardi della contea marsicana[5]. Gli ultimi feudatari furono i Coletti, nobile famiglia abruzzese, già signori di Pietrasecca, Tufo e Val de' Varri prima dell'eversione feudale[6].

Grazie alla conformazione geologica delle rocce e del territorio il borgo non ha subito danni irreparabili con il terremoto che nel 1915 devastò l'intero comprensorio della Marsica[7]. Il paese della piana del Cavaliere è considerato un'amena località di villeggiatura ed è una della mete estive abruzzesi preferite dai romani[8].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
Chiesa di Santa Maria Assunta
 
Convento di San Francesco
Chiesa di Santa Maria Assunta
Edificio di culto realizzato in pietra locale dallo scalpellino Giambattista Colucci. L'edificio, costruito su una chiesa preesistente, presenta un'incisione dell'anno 1734 che indicherebbe la data di fondazione. La chiesa consacrata nel 1788 presenta una navata ampia e luminosa, l'altare maggiore e quattro altari laterali. All'interno ci sono la pala d'altare raffigurante l'Assunzione della Vergine (attribuita da alcuni studiosi ad Agostino Masucci, Giuseppe Bottani e Stefano Pozzi[9]), i dipinti del Padre Eterno, della Vergine che schiaccia il serpente e di antichi stemmi araldici. Le pale di Angelo Balestra sono datate 1883 e 1841. Nella chiesa è presente l'urna con il corpo di Santa Fortunia, patrona di Poggio Cinolfo[10][11].
Chiesa e convento di San Francesco
Gli edifici originari sarebbero risalenti al 1216, anno in cui san Francesco d'Assisi visitò il borgo dopo aver soggiornato a San Benedetto dei Marsi, all'epoca sede della chiesa madre della diocesi dei Marsi. Chiesa e convento rimaneggiati più volte durante i secoli hanno mantenuto alcune tracce delle strutture originarie, in particolare una cella del convento con finestra dotata di grata da cui il santo si fece ammirare dai fedeli[12].
  • Chiesa della Madonna delle Grazie, edificata nella seconda meta del XVII secolo[13].
  • Chiesa di San Pietro, citata con il nome di "Sancti Petri in Podio", insieme alla chiesa di Santa Maria, nella bolla di Papa Clemente III indirizzata al vescovo dei Marsi Eliano nel XII secolo[14].
  • Cappella di San Rocco, risalente al XVII secolo[15].

Architetture civiliModifica

 
Facciata del palazzo baronale
Palazzo baronale
Edificato con ogni probabilità nell'XI secolo, appartenne ai conti dei Marsi. Delimita in epoca contemporanea i territori della Marsica e del Cicolano. Detto anche palazzo Savelli o palazzo Coletti, nei secoli ha visto molte famiglie in capo alla proprietà: Mareri, Zambeccari e Savelli. Successivamente il palazzo venne ceduto ai marchesi Marcellini Marciani. Nel XVIII secolo Carlo VI d'Asburgo lo donò al marchese Ottieri, mentre gli ultimi suoi signori, insieme a tutti i possedimenti di Poggio Cinolfo, furono i baroni Coletti. Nel suo interno il piccolo cortile, creato nel XVII secolo a seguito dei lavori di definitivo ampliamento del palazzo, è impreziosito da alcuni pilastri. Ci sono quattro piani, il seminterrato che veniva utilizzato per raccogliere l'acqua e per mantenere le derrate alimentari, il piano terra che ospitava cucine e servizi, il piano intermedio nobile e l'ultimo piano della servitù[16]. Dall'aspetto possente e vetusto si presenta ancora come una vera e propria residenza[17].

Aree naturaliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Bosco di Sesera.
Bosco di Sesera
Sito di interesse comunitario situato tra i 570 e i 640 m s.l.m. La superficie del bosco è pari a circa 400 ettari e ricade per oltre il 90% nel territorio comunale di Oricola e per il resto in quello di Carsoli, segnando il confine con i comuni di Riofreddo, Vallinfreda e Vivaro Romano. Secondo una leggenda il luogo fu dimora del generale Sisara che diede il nome al bosco[18]. La vegetazione del bosco consiste in sempreverdi come castagni, cerri, faggi, pioppi e querce.

SocietàModifica

Tradizioni e folcloreModifica

L'11 maggio si celebra annualmente con riti religiosi e popolari la festa patronale in onore di santa Fortunia[19]. Nel 2008 in occasione del bicentenario dell'arrivo in paese della santa si è svolta l'ostensione del corpo della santa martirizzata[20].

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Il borgo è situato lungo via Palombara, una delle strade intercomunali che unisce la piana del Cavaliere alla provincia di Rieti, naturale proseguimento della strada provinciale n. 69 Sabinese. La strada provinciale n. 34 Turanense, invece, collega la frazione a Carsoli e agli altri comuni marsicani.

NoteModifica

  1. ^ Dati su Poggio Cinolfo, Italia In Dettaglio.
  2. ^ Frazione di Poggio Cinolfo, Il Portale d'Abruzzo. URL consultato il 3 giugno 2018.
  3. ^ a b c Distanza fornita da Google Maps: Percorso più veloce.
  4. ^ Terenzio Flamini, Le iscrizioni di Carsioli alla luce di una epigrafe inedita in lettere non latine rinvenuta a Poggio Cinolfo (PDF), Lumen Associazione, 2001. URL consultato il 7 ottobre 2019.
  5. ^ Achille Laurenti, Storia, Terre Marsicane. URL consultato il 3 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2016).
  6. ^ Coletti, Famiglie nobili napoletane. URL consultato il 6 novembre 2019.
  7. ^ 1915-2015 Terremoto nella Marsica; il Carseolano senza danni – Solidarietà, Confine Live.
  8. ^ Del Gusto, p. 62.
  9. ^ Michela Ramadori, L'Assunzione della Vergine della chiesa di Santa Maria Assunta a Poggio Cinolfo. Un dipinto inedito di Agostino Masucci, Giuseppe Bottani e Stefano Pozzi, Pietrasecca (Carsoli), Associazione Culturale Lumen, 2015.
  10. ^ Chiesa di Santa Maria Assunta - sec. XVIII, Italia Virtual Tour.
  11. ^ Terenzio Flamini, Santa Maria Assunta, Terre Marsicane. URL consultato il 3 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2016).
  12. ^ Convento di San Francesco, Web Marsica. URL consultato il 28 luglio 2019.
  13. ^ Chiesa della Madonna delle Grazie, BeWeB.
  14. ^ Bolla Clemente III, Pereto.info.
  15. ^ Terenzio Flamini, Cappella di San Rocco, Terre Marsicane. URL consultato il 3 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2015).
  16. ^ Terenzio Flamini, Il palazzo baronale, Terre Marsicane. URL consultato il 3 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 12 marzo 2018).
  17. ^ Annamaria Cappelli, Il fascino del Castello di Poggio Cinolfo, tra realtà e fantasia, Confine Live. URL consultato il 3 giugno 2018.
  18. ^ Achille Laurenti, Carseoli, Terre Marsicane. URL consultato il 2 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2018).
  19. ^ Flamini, p. 22.
  20. ^ Paolo Guadagni, Santa Fortunia patrona di Poggio Cinolfo, in il Centro, 2018.

BibliografiaModifica

  • Federico Del Gusto, Marsica, viaggio nel tempo, Paolini Nobile editore, Avezzano, 1988.
  • Terenzio Flamini, Fortunia, il corpo di una santa a Poggio Cinolfo, Associazione Lumen editore, Pietrasecca, 2003.
  • Michela Ramadori, L'Assunzione della Vergine della chiesa di Santa Maria Assunta a Poggio Cinolfo. Un dipinto inedito di Agostino Masucci, Giuseppe Bottani e Stefano Pozzi, Associazione Lumen editore, Pietrasecca, 2015.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Borgo di Poggio Cinolfo, su comune.carsoli.aq.it, Comune di Carsoli. URL consultato il 3 giugno 2018.
  • Poggio Cinolfo [collegamento interrotto], su terremarsicane.it, Terre Marsicane. URL consultato il 3 giugno 2018.
Controllo di autoritàVIAF (EN247851836 · WorldCat Identities (EN247851836
  Portale Marsica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Marsica