Polemonidi

Leggendaria dinastia della Lituania

I Polemonidi furono una leggendaria dinastia di Granduchi del Granducato di Lituania. Il racconto è stato elaborato tra il XV e il XVI secolo per provare che i lituani e il Granducato fossero di origini romane.

Il racconto è sopravvissuto fino ad oggi in molteplici versioni e gli storici sono stati in grado di separare gli elementi fantastici da quelli reali, oltre che costruire un albero genealogico della dinastia.

Nascita della leggendaModifica

Già Jan Długosz (1415-1480) scrisse che i lituani erano di origine romana, ma non fu fornita alcuna prova. La prima volta in cui si narra la leggenda è nella seconda edizione delle cronache lituane, realizzata negli anni 1530.[1] All'epoca, il Granducato si opponeva al pensiero del Regno di Polonia secondo cui quest'ultima aveva civilizzato la pagana e barbara Lituania. La nobiltà lituana avvertì il bisogno di dimostrare che la dinastia regnante vantasse origini gloriose,[2][3] poiché le uniche cronache disponibili nel 1500 erano quelle scritte dai Cavalieri Teutonici, un nemico di vecchia data, che identificava Gediminas, il progenitore della dinastia Gediminide, come lo stalliere di Vytenis.[1]

In questa nuova cronaca lituana, Polemone (Palemonas in lituano, forse Polemone II del Ponto), un parente dell'imperatore romano Nerone,[3] fuggì da Roma assieme a diverse famiglie nobili.[4] La compagnia viaggiò a nord, spostandosi tra Francia e Inghilterra prima di procedere verso la Danimarca. Da lì, si spostarono sul Mar Baltico e sostarono solo dopo aver raggiunto la laguna dei Curi e il delta del Nemunas.[5][6] Successivamente, decisero di navigare verso la sua sorgente e giunsero alla foce del Dubysa, un affluente del Nemunas.[1] Lì, i Polemonidi si insediarono su una grande collina. Alla morte di Polemone, il potere fu spartito tra i figli[7] e i loro eredi governarono il paese per generazioni, finché non si affermarono i Gediminidi. La cronaca ometteva completamente Mindaugas e Traidenis, due Granduchi di Lituania la cui esistenza è più che certa.[8] Il riferimento diretto ai Gediminidi era incluso sin dalla prima stesura del testo. Per rendere la storia più credibile, il cronista forniva un resoconto molto dettagliato del viaggio. Poiché non erano state immaginate abbastanza generazioni per coprire il divario tra quando Polemone giunse nel 1º secolo e il 14°, quando Gediminas morì, la terza edizione della cronaca, nota anche come cronaca di Bychowiec, fa scomparire Polemone e lo rimpiazza con un nobile romano del V secolo di nome Apollonio, il quale sfuggì assieme ad altre 500 famiglie alle razzie causate da Attila nel sacco di Aquileia.[9] L'opera include stavolta Mindaugas e altri duchi realmente esistiti. Lo slittamento temporale non fu ritenuto sufficiente da storici come Maciej Stryjkowski e Kazimierz Kojałowicz-Wijuk, i quali spostarono ulteriormente l'inizio della storia al X secolo.[10] L'obiettivo dei due autori restava sempre di quello di costruire una trama sulla scia dell'Eneide virgiliana, in cui cioè si narrassero le avventure di un eroe sfuggito dalla propria città per viaggiare verso l'ignoto.[11]

Molteplici versioni contraddittorie della leggenda sopravvivono fino ai giorni nostri: chi l'ha tramandata ha cercato di correggere alcuni errori lapalissiani, nell'intento di rendere storicamente più valido il racconto.

Il primo a valutare sulla base di criteri storici la leggenda per sfatarla e scinderla dagli eventi reali fu Joachim Lelewel nel 1839.[12] Alla fine del XIX secolo ci furono alcuni tentativi, ad esempio in una versione scritta dal poeta e teologo Maironis, di legare la leggenda all'espansione dei vichinghi.[13] Mentre molti storici fino all'alba del 20º secolo credevano la leggenda fosse vera, ad oggi si ritiene essa sia solo un racconto immaginario che potesse nobilitare le origini lituane agli occhi della nobiltà del XVI secolo.[2][3]

Albero genealogico nella seconda redazione delle cronache lituaneModifica

                                     
Polemone
Famiglia di origine greca anatolica e romana
   
   
Borkus
Duca della Samogizia
Fondatore di Jurbarkas
Kunos
Duca dell'Aukštaitija
Fondatore di Kaunas
Spera
Duca della Lituania Orientale
Nome: Lago Spėra
   
   
Daumantas
Duca di Deltuva
Della famiglia dei Centauri
Kernius
Duca della Lituania
Fondatore di Kernavė
Gimbutas
Duca della Samogizia
     
    Montvilas
Duca della Samogizia
       
         
Kiras
Duca di Deltuva
Pajauta
Nome: valle di Kernavė
Nemunas
Nome: fiume Neman
Erdvilas
Duca di Navahradak
Skirmantas Vykintas
Duca della Samogizia
       
  Mingaila
Duca di Navahradak e Polack
Živinbudas
Duca della Samogizia
     
     
Kukovaitis
Duca della Lituania
Skirmantas
Duca di Navahradak, Pinsk, Turaŭ, ecc.
Ginvilas
Duca di Polack
Kukovaitis
Duca della Samogizia
   
       
  Traidenis
Granduca di Navahradak
Liubartas
Granduca di Karačev
Pisimantas
Duca di Turaŭ
Rogvolodas
Duca di Polack
   
     
  Algimantas
Duca di Navahradak
Gleb
Duca di Polack
Paraskeva
 
Utenis
Duca della Lituania e della Samogizia
Fondatore di Utena
Ryngold
Duca di Navahradak
 
  Vaišvilkas
Duca di Navahradak
 
Šventaragis
Granduca della Lituania
Nome: valle di Šventaragis
 
Skirmantas
Granduca della Lituania
 
 
Trabus
Duca della Samogizia
Koliginas
Duca della Lituania e della Rus'
 
Romanas
Granduca della Lituania
 
       
Narimantas
Granduca della Lituania
Daumantas Olshan
Progenitore degli Olshanski
Giedrius
Fondatore di Giedraičiai
Traidenis
Granduca della Lituania
 
Rimantas
Granduca della Lituania
 
Fonte: (LT) Mečislovas Jučas, Lietuvos metraščiai ir kronikos, Vilnius, Aidai, 2003, ISBN 9955-445-40-8, p. 53. L'albero è stato ricostruito sulla base della seconda redazione delle cronache lituane dalla Società Archeologica. Le altre edizioni, trascrizioni, cronache e interpretazioni degli storici successivi presentano differente significative a livello di rielaborazione genealogica.

Nota: Le celle in grigio più scuro rappresentano i sovrani su cui si hanno informazioni storiche tangibili. I duchi con il titolo di Granduca di Lituania esercitavano il proprio potere sul paese unito, ovvero sulla Lituania, sulla Samogizia e su parte dell'ex Rus'.

Voci correlateModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) Lars Ulwencreutz, The Royal Families in Europe V, Lulu.com, 2013, ISBN 978-13-04/58135-8, p. 182.
  2. ^ a b (EN) Linas Eriksonas, National Heroes and National Identities: Scotland, Norway and Lithuania, Peter Lang, 2004, ISBN 978-90-52-01200-1, p. 251.
  3. ^ a b c (EN) Robert I. Frost, The Making of the Polish-Lithuanian Union 1385-1569 (vol. 1), OUP Oxford, 2015, ISBN 978-01-91-01787-2, p. 414.
  4. ^ (EN) Harvard Ukrainian Studies, HUR, p. 58.
  5. ^ (EN) Giovanna Siedina, Latinitas in the Polish Crown and the Grand Duchy of Lithuania, Firenze University Press, 2014, ISBN 978-88-66-55674-9, p. 39.
  6. ^ (EN) Mindaugas Kvietkauskas, Transitions of Lithuanian Postmodernism, Rodopi, 2011, ISBN 978-94-01-20728-7, p. 42.
  7. ^ (EN) Jim Manford, Marathon tourist's guidebook, Lulu.com, 2017, ISBN 978-13-26-72349-1, p. 240.
  8. ^ (EN) Lars Ulwencreutz, The Royal Families in Europe V, Lulu.com, 2013, ISBN 978-13-04/58135-8, p. 183.
  9. ^ (EN) Robert I. Frost, The Making of the Polish-Lithuanian Union 1385-1569 (vol. 1), OUP Oxford, 2015, ISBN 978-01-91-01787-2, p. 414.
  10. ^ (EN) Jūratė Kiaupienė, Between Rome and Byzantium: The Golden Age of the Grand Duchy of Lithuania’s Political Culture, Academic Studies Press, 2020, ISBN 978-16-44-69365-0, p. 104.
  11. ^ (EN) Giovanna Siedina, Latinitas in the Polish Crown and the Grand Duchy of Lithuania, Firenze University Press, 2014, ISBN 978-88-66-55674-9, p. 37.
  12. ^ (LT) Mečislovas Jučas, Lietuvos ir Lenkijos unija, Aidai, 2000, ISBN 9986-590-95-7, p. 240.
  13. ^ (LT) Ignas Jonynas, "Borkus" In Vaclovas Biržiška (ed.), Lietuviškoji enciklopedija, 4, Kaunas: Spaudos Fondas, 1936, pp. 251–255.