Polisinodia

Con il termine polisinodia (dal greco πολυς, 'molti', e συνοδος, 'consiglio') si indica la particolare forma di governo affermatasi nelle monarchie europee a partire dal XVI secolo, caratterizzata dall'affidamento dei compiti dei ministri ad organi collegiali, per lo più denominati consigli.

StoriaModifica

Il sistema polisinodale si sviluppò a partire dalla curia regis, il gruppo di nobili di fiducia dai quali il sovrano si faceva tradizionalmente consigliare fin dal Medioevo (quando si dovevano prendere le decisioni più importanti veniva allargato a tutte le persone più influenti del regno, dando così luogo al parlamentum). Nel corso del XV secolo la curia regis cominciò a differenziarsi in vari consigli specializzati per settore, processo che culminò nel XVI secolo: troviamo così in Inghilterra, accanto al Consiglio del Re (o Consiglio privato), la Cancelleria dello Scacchiere (competente in materia finanziaria), la Camera stellata (alta corte di giustizia) e i consigli territoriali; mentre in Francia il Consiglio del Re si articola in Consiglio di Stato, Consiglio delle Parti (alta corte di giustizia) e Consiglio delle Finanze.

A partire dalla fine del XVI secolo, però, incominciano ad assumere sempre più importanza i segretari di stato, dapprima con incarico generico, poi competenti per determinate materie e a capo di dicasteri, che finiranno per diventare i principali collaboratori del sovrano: in Francia i segretari di stato furono creati nel 1547 da Enrico II ma acquisirono importanza solo a partire dal 1588; in Inghilterra il titolo cominciò ad essere utilizzato alla fine del regno di Elisabetta I, ma i segretari di stato acquisirono importanza solo nella seconda metà del XVII secolo. Al contrario, in Spagna il sistema polisinodale, che raggiunse la sua massima espansione durante la monarchia asburgica, in particolare con Carlo V e Filippo II, sopravvisse fino al XVIII secolo. All'epoca di Filippo II si contavano ben 13 consigli, con al centro il Consiglio di Stato, presieduto dal Re; alcuni erano competenti per tutti o quasi i territori sotto la sovranità del Re (Consiglio di Guerra e Consiglio della Suprema Inquisizione), altri per ambiti territoriali specifici (Consiglio di Castiglia, Camera di Castiglia, Consiglio d'Aragona, Consiglio d'Italia, Consiglio delle Fiandre, Consiglio delle Indie e Consiglio del Portogallo), altri ancora per specifiche materie all'interno del Regno di Castiglia (Consiglio degli Ordini militari, Consiglio della Crociata e Consiglio dell'Azienda).

Una ripresa del sistema polisinodale si ebbe in Francia tra il 1715 e il 1718, quando il reggente Filippo II di Borbone-Orléans sostituì ai segretari di stato consigli di stato specializzati per materia, a supporto del reggente e del Consiglio di Reggenza. Proprio ispirandosi a questa esperienza C.-I. de Saint-Pierre, nel Discours sur la Polysynodie del 1718, coniò il termine polisinodia e propugnò tale sistema di governo, ritenendo che la pluralità di consigli permettesse di affiancare il sovrano con persone competenti, in contrapposizione al sistema basato sui segretari di stato, da lui giudicato dispotico e definito visirato.

BibliografiaModifica

  • Abbé de Saint-Pierre, Discours sur la Polysynodie (1719), Amsterdam, impr. du Villard et Changuion.
  • Alexandre Dupilet, La Régence absolue : Philippe d’Orléans et la Polysynodie, Seyssel : Champ Vallon, 2011.
  • Esslinger, Le conseil particulier des finances à l'époque de la Polysynodie, Paris, 1908.
  • Maurice Benoît, La Polysynodie, Paris, 1928.

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