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DescrizioneModifica

Questi animali erano molto diversi non solo dai plesiosauri a collo lungo, ma anche dalle forme a collo corto (pliosauri): possedevano una serie di caratteristiche distintive che includevano un collo relativamente snello (comprendente 19 - 26 vertebre), omero e femore corti e ampi, e un cranio con orbite particolarmente grandi, un'alta cresta sagittale e un muso allungato e molto stretto. Le mascelle possedevano denti relativamente piccoli, uniformi e conici, e non vi erano i potenti canini all'inizio del muso che invece si riscontrano nei pliosauri tipici. Il cranio dei policotilidi mostra somiglianze superficiali con quello degli ittiosauri. Oltre al cranio, anche il corpo dei policotilidi era vagamente simile a quello degli ittiosauri: anziché essere piuttosto piatto come quello degli altri plesiosauri, era compatto e idrodinamico; un esemplare in cui si sono conservati i tessuti molli (Mauriciosaurus fernandezi) mostra un corpo a forma di goccia, con la corta coda immobile che andava a costituire un elemento unico insieme al resto del corpo. Le zampe trasformate in pinne, inoltre, erano particolarmente allungate. Poiché i policotilidi sono conosciuti principalmente da depositi del Cretaceo superiore, dopo l'estinzione degli ittiosauri, è possibile che abbiano sostituito questi ultimi nel ruolo di predatori marini dal nuoto veloce.

ClassificazioneModifica

La famiglia Polycotylidae è stata definita per la prima volta da Edward Drinker Cope nel 1869, per includere Polycotylus e tutti i suoi più stretti parenti. Tradizionalmente i policotilidi sono stati considerati pliosauri di piccole dimensioni, forse derivati dalla famiglia dei pliosauridi (o addirittura pliosauridi anch'essi). Ricerche più recenti hanno messo in luce possibili legami dei policotilidi con gli elasmosauridi, i grandi plesiosauri la lunghissimo collo tipici del cretaceo. In particolare, uno studio del 2013 ha ipotizzato che i policotilidi formino un clade insieme alla famiglia dei leptocleididi (anch'essi piccoli plesiosauri dal collo corto), accanto agli elasmosauri veri e propri. Questa riclassificazione si basa principalmente su alcune caratteristiche comuni del cranio.

FilogenesiModifica

Cladogramma tratto da Albright, Gillette and Titus (2007).


Plesiosauria 

Plesiosaurus

Tricleidus

 Polycotylidae 

Edgarosaurus

Thililua

 Palmulainae 

UMUT MV 19965 (from Japan)

Pahasapasaurus (=AMM 98.1.1)

Palmulasaurus

 Polycotylinae 

Dolichorhynchops

Trinacromerum

Eopolycotylus

Polycotylus

 
Fossile di Edgarosaurus muddi
 
Parte di scheletro di un policotilide proveniente dal Marocco
 
Cranio di Manemergus anguirostris

Cladogramma tratto da Ketchum and Benson (2010).


Plesiosauroidea 

Cryptoclididae

 Leptocleidia 

Leptocleididae

 Polycotylidae 

Plesiopleurodon

Edgarosaurus

QM F18041

Eopolycotylus

Trinacromerum

"D. herschelensis"

Dolichorhynchops

Manemergus

Palmulasaurus

Cladogramma tratto da Ketchum & Benson, 2011.


Plesiosauroidea 

Cryptoclididae

 Leptocleidia 

Leptocleididae

 Polycotylidae 

Edgarosaurus

Plesiopleurodon

QM F18041

Eopolycotylus

Polycotylus

Thililua

Trinacromerum

Manemergus

"D. herschelensis"

Dolichorhynchops

Palmulasaurus

PaleoecologiaModifica

Gran parte dei fossili dei policotilidi sono stati ritrovati in Nordamerica; resti più rari sono stati però ritrovati in tutti i continenti, con l'eccezione dell'Oceania e dell'Antartide. I policotilidi erano veloci predatori marini, che potrebbero aver sostituito gli ittiosauri nei mari verso la fine del Cretaceo, come predatori di piccoli pesci e cefalopodi. Alcuni contenuti fossili rinvenuti nella regione dello stomaco dei policotilidi includono parti di ammoniti.

BibliografiaModifica

  • Albright III, L. B., Gillette, D. D., and Titus, A. L., 2007. Plesiosaurs from the Upper Cretaceous (Cenomanian-Turonian) Tropic Shale of southern Utah, part 2: polycotylidae. Journal of Vertebrate Paleontology, v. 27, n. 1, p. 41-58.
  • Schumacher, B. A., 2007, A new polycotylid plesiosaur (Reptilia; Sauropterygia) from the Greenhorn Limestone (Upper Cretaceous; lower upper Cenomanian), Black Hills, South Dakota: In: The Geology and Paleontology of the Late Cretaceous marine deposits of the Dakotas, edited by Martin, J. E., and Parris, D. C., The Geological Society of America, Special Paper 427, p. 133-146.
  • Druckenmiller, Patrick S. and Russell, Anthony P. (2009). "Earliest North American Occurrence Of Polycotylidae (Sauropterygia: Plesiosauria) From The Lower Cretaceous (Albian) Clearwater Formation, Alberta, Canada". Journal of Paleontology 83 (6): 361–392.
  • Ketchum, H. F., and Benson, R. B. J. (2010). "Global interrelationships of Plesiosauria (Reptilia, Sauropterygia) and the pivotal role of taxon sampling in determining the outcome of phylogenetic analyses". Biological Reviews 85: 361–392. doi:10.1111/j.1469-185X.2009.00107.x. PMID 20002391.
  • Hilary F. Ketchum and Roger B. J. Benson (2011). "A new pliosaurid (Sauropterygia, Plesiosauria) from the Oxford Clay Formation (Middle Jurassic, Callovian) of England: evidence for a gracile, longirostrine grade of Early-Middle Jurassic pliosaurids". Special Papers in Palaeontology 86: 109–129. doi:10.1111/j.1475-4983.2011.01083.x.
  • R. B. J. Benson and P. S. Druckenmiller. 2013. Faunal turnover of marine tetrapods during the Jurassic–Cretaceous transition. Biological Reviews
  • Frey, E.; Mulder, E.W.A.; Stinnesbeck, W.; Rivera-Sylva, H.E.; Padilla-Gutiérrez, J.M.; González-González, A.H. (2017). "A new polycotylid plesiosaur with extensive soft tissue preservation from the early Late Cretaceous of northeast Mexico" (PDF). Bulletin of the Geological Society of Mexico. 69 (1): 87–134.

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