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BiografiaModifica

Scultore che visse a cavallo di due periodi storici radicalmente diversi: quello del rinnovamento napoleonico e quello della dominazione austriaca, fortemente contrastata dai moti d'indipendenza culminati con la creazione del Regno d'Italia.

Nacque a Saltrio, Varese, il 7 agosto 1783 dallo scultore saltriese Carlo Gerolamo e da Cattarina Tamborini di Brunello (VA). Anche il fratello minore, Luigi, divenne un affermato scultore.

Il padre Carlo Gerolamo, scultore e statuario presso il Duomo di Milano, lo portò con sé a Milano in età giovanissima, facendogli poi frequentare l'Accademia di Belle Arti di Brera.

Nel 1804 vinse il concorso per l'alunnato a Roma per frequentare i corsi di scultura dell'Accademia romana, allora sotto la direzione di Antonio Canova. Tornò a Milano nel 1810, senza aver terminato gli studi di scultura, e da quel momento iniziò la sua attività artistica.

Tra i suoi allievi: Antonio Tantardini.

Lo studio a MilanoModifica

 
Pompeo Marchesi, Monumento a Cesare Beccaria (1837)

Lo studio milanese dello scultore era situato in via San Primo; venne demolito a fine secolo ma rimane tuttora, al n. 6, parte del vestibolo riconoscibile nella proporzione dei volumi, e soprattutto nella facciata del coro centrale, poi sopraelevata, colle effigi di alcuni artisti.

Distrutto una prima volta da un incendio nel 1834, grazie alle iniziative degli artisti amici dello scultore, del patriziato e della borghesia milanese e con il generoso aiuto di anonimi cittadini, venne ricostruito ed inaugurato nel 1838.

Forse nello stendere le sue ultime volontà il Marchesi pensava, senza dirlo, che il proprio studio diventasse una galleria d'arte o una gipsoteca, per la conservazione delle sue opere e di quelle degli artisti a lui contemporanei.

Il suo nome, però, era già passato in oblio prima ancora del suo decesso.

Le opereModifica

 
Pompeo Marchesi, "San Carlo comunica san Luigi Gonzaga" (1852)

Alcune delle sue opere sono conservate nella chiesa parrocchiale di Valmadrera.

All'Ateneo di Brescia un suo Redentore fanciullo del 1833.

Prese parte alla realizzazione dell'apparato decorativo dell'Arco della Pace[1] in Milano eseguendo i seguenti bassorilievi visibili in loco:

  • Battaglia di Lipsia
  • Fondazione regno Lombardo-Veneto
  • Passaggio del Reno
  • Occupazione di Lione
  • allegoria del fiume Tagliamento
  • allegoria del fiume Adige
  • due Vittorie alate sopra l'arco maggiore lato Sempione

Le opere conservate presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano purtroppo non rappresentano che la minima parte di quello che si trovava nello studio alla morte di Marchesi.

Infatti dal momento del suo decesso il celebre studio rimase in un completo stato di abbandono, ancor più dopo che il comune di Milano accettò il legato Marchesi-Fogliani, e parte delle opere in marmo, gessi e terrecotte.

MuseiModifica

Collocazione delle opere principaliModifica

  • Cortile dell'Hofburgh monumento all'imperatore Francesco I, Vienna
  • Freiheitsplatz, monumento all'imperatore Francesco I, Graz
  • Duomo, Milano
  • Chiesa di S. Carlo al Corso, Milano
  • Arco della Pace, Milano
  • Santuario, Saronno (VA)
  • Duomo, Altare di San Giuseppe, Como
  • Monumento ad Alessandro Volta, Como
  • Santuario, Rho (MI)
  • Duomo, Statua di Carlo Emanuele III, Novara
  • Statua i Goethe, Francoforte sul Meno

NoteModifica

  1. ^ Fonte:Lavori all'Arco della Pace in Milano Biblioteca Italiana ossia Giornale di letteratura scienze ed arti (1832 lug, Volume 67, Fascicolo)

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Collegamenti esterniModifica

  • [1] Biografia di Pompeo Marchesi
  • M.Braga e R. Simonetto: Le quadre di S.Alessandro (Brescia)
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