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Ponte dell'Olio

comune italiano
Ponte dell'Olio
comune
Ponte dell'Olio – Stemma Ponte dell'Olio – Bandiera
Ponte dell'Olio – Veduta
Il castello di Riva
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Piacenza-Stemma.svg Piacenza
Amministrazione
SindacoAlessandro Chiesa (lista civica di centro-destra Pontolliesi per Ponte) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate44°52′N 9°38′E / 44.866667°N 9.633333°E44.866667; 9.633333 (Ponte dell'Olio)Coordinate: 44°52′N 9°38′E / 44.866667°N 9.633333°E44.866667; 9.633333 (Ponte dell'Olio)
Altitudine217 m s.l.m.
Superficie43,92 km²
Abitanti4 697[1] (31-3-2018)
Densità106,94 ab./km²
FrazioniBiana, Cassano, Castione, Folignano, Monte Santo, Sarmata, Torrano, Zaffignano
Comuni confinantiBettola, Gropparello, San Giorgio Piacentino, Vigolzone
Altre informazioni
Cod. postale29028
Prefisso0523
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT033036
Cod. catastaleG842
TargaPC
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantipontolliesi
PatronoSan Giacomo maggiore
Giorno festivo16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ponte dell'Olio
Ponte dell'Olio
Ponte dell'Olio – Mappa
Posizione del comune di Ponte dell'Olio nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Ponte dell'Olio (Al Pont da l'Oli [ɐl'põt dɐ'lɔli] in dialetto piacentino[2]) è un comune italiano di 4.697 abitanti della provincia di Piacenza.

Geografia fisicaModifica

 
La vetta del Monte Santo e la frazione di Cassano

Il comune di Ponte dell'Olio è situato sui colli piacentini, sulle prime propaggini dell'Appennino ligure, nella bassa val Nure, a metà circa del corso del torrente Nure che ne lambisce il territorio. La vetta più elevata del comune è il Montesanto, di 676 m s.l.m.[3]. La zona è ricca d'acqua, convogliata per la maggior parte in rii artificiali che ancora oggi solcano la campagna.

StoriaModifica

Parte dei fondi della Basilica di Sant'Antonino di Piacenza sin dal 418, nell'alto Medioevo la zona era sede di un ponte di legno sul Nure, per passare sul quale era necessario il pagamento di un pedaggio[4].

Dopo la metà del XII secolo, i pellegrini provenienti dal nord Europa e diretti in Spagna a Santiago de Compostela, salivano i sentieri dell'Appennino ligure passando per la val Nure e inevitabilmente a Ponte dell'Olio, allora chiamato Ponte Albarola, il toponimo Albarola indica una frazione del comune di Vigolzone, situata sulla sponda opposta del torrente Nure, circa 1 km a valle di Ponte dell'Olio. Vi sorgeva una piccola chiesa dedicata a San Rocco e gestita dai frati con annesso un hospitale: una struttura dedicata a fornire il ristoro, e non solo cure mediche, ai pellegrini[4].

Nel medioevo viene testimoniano il ruolo importante del paese come punto snodo alla confluenza delle due strade principali della pianura e della città all'inizio della valle, vi era un grande afflusso di viandanti e viaggiatori e molti scambi commerciali con la Liguria[5] lungo mulattiere, strade, e sentieri appenninici. Nella prima metà del XVI secolo era fiorente l'esportazione illegale dei grani valnurensi, oltre a questo la zona era interessata dal commercio di olio e grani: nel territorio erano attivi sei torchi per l'olio e diversi mulini. Le merci trattate negli scambi commerciali consistevano principalmente in olio d'oliva, lino, sapone, miele, scorze di arancia, olio da brusar (olio per le lampade), formaggio, fagioli e zucchero.

 
Chiesa di San Giacomo

Dopo la caduta di Alberto Scoto, nel 1324 la zona passò a Lancillotto Anguissola, i cui eredi nel 1414 ottennero dall'imperatore Sigismondo di Lussemburgo l'investitura feudale dei castelli di Vigolzone, Folignano, della villa di Albarola, di Riva e Monte Santo[4]. A partire dal 1567 entrò a far parte dei domini dei Farnese, venendo poi inglobato nel Ducato di Parma e Piacenza.

Nel 1806 Ponte divenne sede di una municipalità, dotata di un'assemblea, che riunì anche altri paesi[5]. Ponte divenne anche sede di una pretura di seconda classe. L'espansione demografica verificatesi nei primi quindici anni del secolo era destinata a subire una brusca battuta d'arresto in coincidenza con l'epidemia di tifo petecchiale sviluppatesi localmente nel 1817[5].

Per lo sviluppo del commercio fu necessario provvedere allo studio e alla realizzazione, tra il 1835 e il 1836, di un ponte in sasso per i passeggeri, che fu detto "di Maria Luigia d'Austria", dal nome della duchessa di Parma e Piacenza, che ne aveva ordinato lei la costruzione[5].

Sotto l'impulso della curia piacentina, nell'anno 1879 fu creata la parrocchia di Ponte dell'Olio che comprendeva le chiesa di San Giacomo e San Rocco.

Durante la seconda guerra mondiale, nel 1944, Ponte dell'Olio subì bombardamenti da parte delle truppe alleate che colpirono la stazione e il viadotto ferroviario sul Nure, che crollò in seguito all'azione[6].

Nella notte fra il 14 e il 15 settembre 2015, Ponte dell'Olio, così come il resto della val Nure ed un'ampia parte della provincia di Piacenza, venne colpita dall'esondazione del torrente Nure, dovuta al maltempo e ad ammassi di detriti, che causò danni, tra gli altri al ponte dell'ex strada statale 654[7] ed al campo sportivo del paese[8]. L'alluvione causò anche il crollo di parte dell'ex strada statale 654 a Recesio, frazione di Bettola situata tra quest'ultimo paese e Ponte dell'Olio causando 3 morti; nel giorno successivo all'alluvione, nei pressi della frazione pontolliese di Biana, venne trovato il corpo di una delle vittime, Luigi Agnelli[9].

Il 23 dicembre 2015 il consiglio comunale deliberò l'invio alla regione di un'istanza per l'avvio del procedimento di fusione con il confinante comune di Vigolzone, il 29 febbraio 2016 la giunta regionale approvò la proposta di legge riguardante la fusione dei due comuni. Il successivo 12 luglio l'assemblea legislativa approvò la proposta di legge sull'indizione di un referendum consultivo, poi deliberato con decreto del presidente della giunta regionale e fissato per il 16 ottobre[10]. Il referendum vide la vittoria del no in entrambi i comuni con una percentuale del 60,03 % a Ponte dell'Olio e del 59,14 % a Vigolzone[11].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

Chiesa di san Martino vescovo
Situata nella frazione di Torrano, risale, come plebana, al XIV secolo; negli anni successivi la giurisdizione della chiesa venne progressivamente estesa verso ovest fino a ricomprendere anche Chero di Carpaneto. Presenta una pianta basilicale a tre navate con quattro campate. La facciata, realizzata in stile neogotico, si presenta a salienti, monocuspidata e è caratterizzata dalla lunetta del portale affrescata nel 1898 dal pittore piacentino Francesco Ghittoni con l'effigie della Madonna[12].

Architetture civiliModifica

Villa San Bono
Edificio in stile neoclassico a due piani con annessi un oratorio, un campanile ed edifici più bassi, di tipo rurale, circondati da un ampio cortile nel quale fu collocata anche una filanda costruita nel XVIII secolo dalla famiglia francese Sabonet. La facciata anteriore presenta due ordini di finestre: quelle in basso sono tipiche da convento, mentre quelle superiori sono sormontate da cornici orizzontali. Ai lati vi si trovano due portoni per l'accesso. Il palazzo ha ampi saloni con pareti e soffitti affrescati. Nel 1819 vi soggiornò la regina consorte Carolina di Brunswick, moglie del re Giorgio IV del Regno Unito[4]. La villa appartenne ai conti cremonesi Guarnieri-Passerini e, nel XIX secolo, ai piacentini Ghizzoni, mentre nel XX secolo passò all'imprenditore locale Giovanni Rossi e quindi al convento di San Raimondo e alla curia arcivescovile di Piacenza. All'interno della proprietà non sono più visibili gli edifici che ospitavano la filanda (chiusa nel 1853 dalla famiglia Ghizzoni, che realizzò il viale San Bono), la ghiacciaia e la grande vasca della raccolta dell'acqua.
 
Le fornaci
Antiche fornaci
Complesso industriale finalizzato alla produzione della calce viva edificato a partire dal 1890 ad opera di Emilio Rossi. L'impianto fu poi ampliato dal figlio Giovanni Rossi, fondatore della Cementirossi, con la costruzione di una seconda fornace all'inizio del novecento, raggiungendo, infine, un totale di 5 fornaci negli anni '20. Del complesso restano le ultime tre fornaci costruite, divenute di proprietà comunale e la villa di residenza di Giovanni Rossi, adibita a sede di uffici comunali[13].
Palazzo Scribani Rossi
Edificio risalente al XIX secolo, edificato dall'omonima famiglia, proprietaria anche del vicino castello di Riva durante l'ottocento, è parte di un complesso che, oltre al palazzo propriamente detto, include un rustico, risalente alla stessa epoca[14].
 
Il castello di Folignano

Architetture militariModifica

Castello di Folignano
Di questo maniero non si hanno notizie anteriori al XIV secolo. Nel 1319 la famiglia Copallati lo vendette ai figli di Riccardo Anguissola, fratello di Bernardo Anguissola, che è stato proprietario anche del castello di Riva[13]. Nel 1504 il re di Francia infeudò il conte Pier Bernardino Anguissola dei feudi di Folignano e San Polo. Il castello rimase degli Anguissola fino alla fine dell'ottocento[13]. La sua pianta è quadrangolare e ad ogni vertice si erge una bassa torre di forma circolare[13]. Le mura perimetrali erano circondate da un ampio fossato, ora occupato dal bocciodromo[13]. Il castello, in buone condizioni di conservazione, è stato trasformato in azienda agricola ed ospita il museo della pigiatura[13].
 
Il castello di Riva visto dal torrente Nure
Castello di Riva
Posto in posizione strategica, lungo la strada che risale la val Nure, all'imbocco della vallata, è citato per la prima volta in un investitura del 1199. Realizzato con pietre provenienti dal torrente Nure, presenta una pianta triangolare ed è caratterizzato da un mastio quadrato, una torre rompitratta lungo il lato nord, che si ricollega con il mastio tramite una loggia risalente al XV secolo, due torri sui vertici e una torre nei pressi dell'ingresso con ponte levatoio[13].
Castello di Torrano
Edificato tra la fine del duecento e l'inizio del trecento, ampliando una torre risalente al 1250, venne distrutto nel 1321 ad opera di Galeazzo I Visconti, nei secoli successivi passò più volte di mano fino a entrare nelle proprietà della camera ducale e, poi, del demanio. Nel novecento fu di proprietà del barone Zipperlen che procedette a effettuare lavori di ampliamento. Il forte presenta la torre originaria, da cui si sviluppa una cerchia muraria caratterizzata da merlatura ghibellina. L'ingresso è caratterizzato da una piccola torre di forma quadrata con ponte levatoio.
Torretto di Monte Santo
Situato sulle pendici dell'omonimo monte, si tratta dei resti di una torre di avvistamento, originariamente parte di un più grande castello la cui costruzione risale al X secolo sui resti di una preesistente fortificazione di epoca romana e che appartenne nel XIII secolo al comune di Piacenza e, poi, alle famiglie Anguissola e Visconti[15].
Torrione di Castione
Unica parte superstite di un più ampio castello risalente al X secolo e inizialmente di proprietà della famiglia Da Rizzolo. A partire dal XVII secolo passò più volte di mano dalla famiglia Benzoni, alla camera ducale farnesiana, ai Salvatico per diventare, nella seconda metà dell'ottocento, di proprietà della famiglia Silva di Gropparello. La torre, dalla pianta quadrangolare, ha subito rifacimenti tra il XVII e il XIX secolo[16].

SocietàModifica

 
Piazza 1º Maggio durante una processione nei primi del novecento

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[17]

 

CulturaModifica

IstruzioneModifica

A Ponte dell'Olio, in età napoleonica, la percentuale di alfabetizzazione maschile e femminile era la più elevata rispetto a quella delle frazioni.

 
Palazzo Soavi, in piazza 1º Maggio

La fieraModifica

La fiera annuale di San Rocco a Ponte dell'Olio, organizzata a partire dal 1617, è l'evento maggiore che fa del borgo e del suo territorio nel campo di scambi commerciali, un centro di primo piano per la varietà di prodotti. La fiera di tre giorni continui, inizia soli il 13 agosto, continuava nel giorno di San Rocco e finiva il 17 agosto[18]. L'istituzione della fiera di Ponte nasceva con tutte le agevolazioni che permisero di rivitalizzare l'economia locale e creare un polo economico in media val Nure.

Festività e celebrazioniModifica

  • Fiera di San Rocco, festa patronale che si tiene il 16 agosto
  • Fiera di primavera, ha luogo la prima domenica di maggio
  • Fiera della pancetta Piacentina per la promozione il tipico salume DOP
  • "I Sapori del Borgo", rassegna enogastronomica che si svolge la seconda domenica di novembre per la promozione dei prodotti della cucina piacentina.

EconomiaModifica

AgricolturaModifica

Nella zona di Ponte dell'Olio è presente, fin dal quattrocento, la viticoltura; a testimonianza della tradizione, nell'azienda agricola Perinelli si trova un torchio cinquecentesco dotato di una gabbia dalla forma quadrata con lato lungo 2 m e con movimento impresso da un tronco di rovere[13]. Il comune di Ponte dell'Olio fa parte della zona DOC dei colli piacentini[19].

IndustriaModifica

 
La viteria di Ponte dell'Olio in uno scatto d'epoca

L'attività manifatturiera a Ponte dell'Olio è stata precoce. È infatti almeno dal XIII secolo che si iniziò ad impiegare l'forza cinetica dell'acqua del torrente Nure a scopo produttivo. A quel tempo fu appunto realizzato il rio San Giorgio che, derivando l'acqua nei pressi del castello di Riva, diede impulso alla nascita di diversi impianti. Nel XIX secolo, lungo il canale artificiale, sorgevano almeno una decina di mulini, un paio di cartiere, frantoi oleari e tre magli per la metallurgia, le cui abilità operative, fin da quegli anni, potrebbero essere alla base dell'avvio di una viteria che ha cessato la produzione nel 2010 dopo decenni di presenza sui mercati internazionali. Sempre dalla seconda metà del secolo sono sorti due bottonifici, uno dei quali fu chiuso negli anni cinquanta del Novecento[5].

Le fornaciModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Fornace di Ponte dell'Olio.

Un'importante impulso all'attività economica locale fu tra la fine dell'ottocento e la prima metà del novecento è stato dato dalle fornaci atte alla produzione della calce viva, la prima delle quali entrò in funzione nel 1890, costruita su impulso dell'azienda Calce Val Nure. Nei primi anni del XX secolo le fornaci, divenute di proprietà del pontolliese Giovanni Rossi, futuro fondatore del cementificio Cementirossi di Piacenza, aumentarono progressivamente di numero fino a essere cinque negli anni '20. La produzione della calce proseguì fino agli anni '50.

Infrastrutture e trasportiModifica

 
La stazione tranviaria

Ponte dell'Olio è interessata dal percorso della ex strada statale 654 di Val Nure, sulla quale si innesta in paese il tracciato della strada provinciale 36 di Godi che collega il Ponte dell'Olio con il comune di San Giorgio Piacentino[20].

TranvieModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Tranvia Piacenza-Bettola.

Nel periodo 1853-1856 presero corpo progetti di ferrovia da Piacenza a Genova attraverso Ponte dell'Olio, e trasporto merci con sistema decauville, da Ponte dell'Olio a Ferriere. A partire dal 1881 fu attiva, realizzata dalla società Piacenza, Bettola and Cremona Railway Company con sede a Londra, la tranvia Piacenza-Bettola, passante per Ponte dell'Olio, dove i tram a vapore superavano il Nure sul ponte stradale; il binario era situato sulla sinistra del viadotto, venendo da Piacenza, e proseguiva poi per il centro del borgo dove, nelle vicinanzne della chiesa di san Rocco si trovava la stazione si trovava[6].

FerrovieModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Ferrovia Piacenza-Bettola e Stazione di Ponte dell'Olio.
 
Ex ponte ferroviario

Nel 1932 venne eliminato il tram a vapore, sostituito da una linea ferroviaria elettrica che corre su un tracciato periferico al centro abitato, con binari ancorati su massicciata. A Ponte dell'Olio la ferrovia superava il Nure con un ponte in curva, terzo in assoluto Italia, costruito ex novo. Durante la seconda guerra mondiale il ponte venne bombardato e fatto crollare dalle truppe alleate per bloccare i collegamenti alle truppe tedesche: dividendo, così, la circolazione ferroviaria in due tronconi[6]. Il viadotto venne risistemato nel 1947, dopo la fine della guerra[5]. La circolazione ferroviaria fu definitivamente sospesa, nonostante numerose proteste da parte degli utenti, nel 1967 con l'istituzione di autocorse sostitutive.

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
3 gennaio 1987 25 maggio 1990 Remo Mazza Democrazia Cristiana Sindaco [21]
25 maggio 1990 24 aprile 1995 Pietro Guglielmetti Democrazia Cristiana Sindaco [21]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Mario Azzali lista civica Sindaco [21]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Angelo Montanari lista civica Sindaco [21]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Roberto Spinola lista civica di centro Sindaco [21]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Roberto Spinola lista civica di centro Sindaco [21]
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Sergio Copelli lista civica di centro-sinistra: insieme per cambiare il futuro Sindaco [21]
26 maggio 2019 in carica Alessandro Chiesa lista civica di centro-destra: Pontolliesi per Ponte[22] Sindaco [21]

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2018.
  2. ^ AA. VV., p. 508
  3. ^ Piano per l'energia sostenibile, p. 12
  4. ^ a b c d Comune di Ponte dell'Olio, su turismoapiacenza.it. URL consultato il 23 novembre 2019.
  5. ^ a b c d e f al Pont da l'Oli - Ponte dell'Olio, su piacenzantica.it. URL consultato il 13 novembre 2019.
  6. ^ a b c Giancarlo Anselmi, Le tramways piacentine, su piacenzantica.it. URL consultato il 20 novembre 2019.
  7. ^ Pontedellolio: ipotesi senso unico durante i lavori sul ponte, in Libertà, 28 settembre 2015.
  8. ^ Ponte dell’Olio, a due anni dall’alluvione inaugurato il nuovo campo sportivo, in Libertà, 23 settembre 2017.
  9. ^ Trovato il corpo di Luigi Agnelli vicino al greto del Nure a Biana di Ponte dell'Olio, in IlPiacenza, 15 settembre 2015.
  10. ^ Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna (BURERT) n.229 del 22.07.2016 (Parte Prima), su bur.regione.emilia-romagna.it, 22 luglio 2016. URL consultato il 23 novembre 2019.
  11. ^ Referendum consultivo del 16 ottobre 2016 dei Comuni di Ponte dell'Olio e Vigolzone (PDF), su prefettura.it. URL consultato il 23 novembre 2019.
  12. ^ Chiesa di San Martino Vescovo <Torrano, Ponte dell′Olio>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it, 20 aprile 2011. URL consultato il 18 novembre 2019.
  13. ^ a b c d e f g h Galleria fotografica, su comune.pontedellolio.pc.it. URL consultato il 18 novembre 2019.
  14. ^ Palazzo Scribani Rossi, su tourer.it. URL consultato il 18 novembre 2019.
  15. ^ Torre di Montesanto, su turismoapiacenza.it. URL consultato il 30 novembre 2019.
  16. ^ Marco Gallione, castello di Castioneaccesso=7 dicembre 2019, su altavaltrebbia.net, 4 ottobre 2012.
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ Ponte dell'Olio, Antica Fiera di San Rocco 2015 ilpiacenza.it
  19. ^ Doc Colli Piacentini, su agricoltura.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 13 novembre 2019.
  20. ^ Provincia di Piacenza - servizio edilizia, progettazione infrastrutture e grandi opere (PDF), su provincia.piacenza.it. URL consultato il 1º giugno 2019.
  21. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  22. ^ appoggiata da Lega Salvini Premier-Fratelli d'Italia-Forza Italia

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  • Piano per l'energia sostenibile (PDF), Comune di Ponte dell'Olio, 2014.
  • Pier Giorgio Oliveti, Mauro Busi e Andrea Chiari, Lungo l'Arda e il Nure, Novara, De Agostini, 1990.
  • Stefano Pronti, Ponte dell'Olio, Vicende Storiche (1200 - 1860), Piacenza, Tip.le.co., 2002.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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