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Ponte di Augusto e Tiberio
Ponte di Tiberio 5.JPG
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàRimini
AttraversaMarecchia
Coordinate44°03′49.28″N 12°33′49.16″E / 44.063689°N 12.563656°E44.063689; 12.563656Coordinate: 44°03′49.28″N 12°33′49.16″E / 44.063689°N 12.563656°E44.063689; 12.563656
Dati tecnici
TipoPonte ad arco
Materialepietra d'Istria
Realizzazione
Costruzione14-21 d.C.
Mappa di localizzazione

Il ponte di Augusto e Tiberio, comunemente noto come ponte di Tiberio, è un monumento di Rimini dell'epoca dell'antica Roma.

StoriaModifica

 
Dettaglio delle scritte in latino
 
Vista serale del ponte di Tiberio
 
Ponte di Tiberio dopo i lavori del 2017

Fungeva da ponte sul fiume Marecchia, quando il suo corso non era ancora stato deviato. La sua costruzione iniziò nel 14 d.C. sotto il governo di Augusto mentre il termine dei lavori si ebbe nel 21 d.C., sotto il governo di Tiberio. Oggi è presente nello stemma della città. Ed è il primo tratto della via Emilia.

Costruito in pietra d'Istria come l'Arco, da esso riprende anche lo stile sobrio e allo stesso tempo armonico. La struttura è composta di 5 arcate a tutto sesto con delle edicole cieche tra le imposte degli archi. La grandezza di questi archi varia in maniera crescente man mano che ci si sposta verso il centro, dove si trova l'arco più grande. Ai bordi della pavimentazione presenta alcune lastre di pietra con iscrizioni latine.

Poco dopo il ponte, in località Le Celle, si diramavano due vie consolari: la via Emilia che arrivava fino a Piacenza e la via Popilia-Annia che arrivava sino ad Aquileia. La presenza di due tacche somiglianti all'impronta di piedi caprini, sulla balaustra posta lato monte, contribuì a diffondere la leggenda di un ennesimo "Ponte del Diavolo", in questo caso costruito dal maligno ingannato da San Giuliano. Più verosimilmente poteva trattarsi di incavi per fissaggio di carrucole utilizzate per issare materiale dalle barche che arrivavano fin sotto il ponte. Un'altra leggenda vuole che il Ponte di Tiberio sia stato l'unico ponte cittadino traversante l'ex Marecchia che, durante la Seconda guerra mondiale, le forze armate tedesche non riuscirono a demolire. Una lettera pubblicata il 20 agosto 2015 dal giornale on-line Rimini 2.0 descrive il casuale incontro avvenuto negli anni 70 a Ginevra tra il professor Rosino Carlo Zanoni e un ufficiale tedesco durante il quale l'ufficiale ammise di essere l'anonimo "salvatore" del Ponte. L'ufficiale sembra essere, alla luce di questa lettera, l'allora maggiore Rudolf Rennecke.

Tuttora il ponte di Tiberio rientra nella rete stradale cittadina ed è aperto al normale traffico, esclusi i mezzi pesanti. Nel 2014 è stato approvato il Progetto Tiberio, una serie di interventi, divisi in 5 comparti, che stanno riorganizzando la viabilità nei pressi del ponte e riqualificando l'intera area di San Giuliano a mare; l'ultimo comparto prevede la pedonalizzazione definitiva del ponte di Tiberio.[1]

NoteModifica

  1. ^ Rimini, un comparto dopo l'altro si realizza il Progetto Tiberio, su www.emiliaromagnanews24.it. URL consultato il 19 aprile 2016.

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