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Porsche 919 Hybrid

automobile da competizione
Porsche 919 Hybrid
2014-03-04 Geneva Motor Show 1364.JPG
La Porsche 919 Hybrid
Descrizione generale
Costruttore Germania  Porsche
Categoria Campionato del Mondo Endurance FIA
Classe LMP1
Squadra Team Porsche
Progettata da Alexander Hitzinger
Sostituisce Porsche 9R3
Descrizione tecnica
Meccanica
Telaio Monoscocca in fibra di carbonio
Motore Porsche, V4 Turbo 2000cc posteriore longitudinale
Trasmissione Cambio a 7 rapporti + retromarcia, trazione integrale non permanente
Dimensioni e pesi
Lunghezza 4650 mm
Larghezza 1900 mm
Altezza 1050 mm
Peso 870 kg
Altro
Carburante Mobil 1
Pneumatici Michelin
Avversarie Audi R18 e-tron quattro 2015, Toyota TS040 Hybrid
Risultati sportivi
Debutto 6 Ore di Silverstone 2014
Piloti Timo Bernhard
Romain Dumas
Neel Jani
Mark Webber
Brendon Hartley
Marc Lieb
Nico Hulkenberg
Nick Tandy
Earl Bamber
Palmares
Corse Vittorie Pole Giri veloci
14 5 10 5
Campionati costruttori 1
Campionati piloti 1

La Porsche 919 Hybrid è una autovettura da competizione di tipo Sport Prototipo realizzata dal reparto sportivo della Casa automobilistica tedesca Porsche per gareggiare nella categoria LM-P1 del Campionato del Mondo Endurance FIA a partire dal 2014.

SviluppoModifica

La 919 segnava il ritorno della storica casa tedesca nel mondo delle corse endurance dopo 16 anni di assenza come squadra ufficiale nella classe principale di questa disciplina, quando correva con la Porsche 911 GT1 98, mentre l'ultimo prototipo era stata la Porsche RS Spyder LM-P2 impiegata nel periodo 2006-2010. In seguito il costruttore tedesco aveva partecipato solo nella classe GT con le Porsche 911.

La 919 Hybrid, viene concepita fin da subito secondo la normativa ACO per le vetture Le Mans Prototype di classe 1 con propulsione ibrida (LMP1-H), rivista con nuove norme entrate in vigore a partire dal 2014, fra cui l'obbligo da parte dei costruttori ufficiali di schierare vetture ibride, motori non più flangiati ma con un quantitativo massimo di carburante per ogni gara, dei pesi e degli ingombri minori del corpo vettura, con quattro diversi livelli di recupero dell'energia da 2 a 8 megajoule.

Caratteristiche tecnicheModifica

PropulsioneModifica

La 919 è un prototipo a propulsione ibrida, dispone di due motori: uno termico in posizione centrale posteriore alimentato a benzina, affiancato da uno elettrico collocato sull'asse anteriore, alimentato quest'ultimo da una batteria agli ioni di litio. Questa vettura utilizza due sistemi di recupero dell'energia cinetica: dai gas di scarico e in frenata.

L'unità di potenza (power unit) della Porsche è composta da:

  • Un motore termico

Il propulsore a combustione interna è un V4 di 90°, di 2.000 cc di cilindrata a ciclo Otto, con iniezione diretta, è realizzato principalmente in lega di alluminio e con componenti in magnesio e titanio, ha doppio albero a camme in testa per bancata e testata a 4 valvole per cilindro, la lubrificazione è a carter secco ed il serbatoio dell'olio è posto fra telaio e motore all'interno della V Questo motore è sovralimentato mediante un turbocompressore posto sopra il distanziale fra motore e cambio, collegato ad un intercooler aria/acqua posto sul lato destro del motore che rinfresca l'aria immessa nei cilindri, è in grado di sviluppare oltre 500 CV. La scelta di questo tipo di frazionamento abbinato alla sovralimentazione, ha permesso di ottenere un'unità motrice dal peso contenuto e dalle dimensioni compatte sia in lunghezza che larghezza a tutto vantaggio degli ingombri nel vano motore che sono limitati, migliorando l'accentramento delle masse e i flussi d'aria interni per il raffreddamento degli organi meccanici. Tuttavia l'architettura V4 di 90° generava forti vibrazioni fastidiose per la sensibilità di guida dei piloti, inconvenienti risolti in seguito apportando modifiche anche strutturali.

  • Due sistemi di recupero dell'energia (definiti ERSA)
  1. Il primo, detto ERS-K, è generatore sull'asse anteriore collegato tramite dei semiassi alle ruote anteriori, che recupera l'energia cinetica durante la fasi di frenata (sistema analogo a quello utilizzato in F1) trasformandola in energia elettrica.
  2. Il secondo, detto ERS-H, è un generatore a turbina, azionata dall'energia termica dei gas di scarico, funziona in parallelo con il turbocompressore dal quale però è separato.
  • Uno stoccaggio dell'energia (definito ES)

Come tipo di accumulatore viene utilizzata una batteria agli ioni di litio raffreddata a liquido, posta nell'abitacolo sul lato destro del pilota, Porsche ha scelto questo tipo stoccaggio in quanto l'alta densità della loro energia consente di accumulare più energia elettrica per un arco di tempo più esteso e di redistribuirla poi in un modo più flessibile lungo il giro di oltre 13 km del circuito di Le Mans. Inizialmente la Porsche era intenzionata ad omologare la propria vettura nella classe più alta per il recupero di energia, cioè fino a 8 MJ per giro, tuttavia i tecnici della casa tedesca tramite delle simulazioni di gara si accorsero che solo il circuito di Le Mans era abbastanza lungo da permettere di recuperare quel valore, mentre nelle altre piste recuperavano mediamente 6 MJ, perciò nel 2014 la Porsche 919 fu omologata nella classe 6 MJ ritenuta più idonea per i propri sistemi di recupero, nel 2015 invece la Porsche dopo aver apportato degli affinamenti al proprio sistema ibrido ha deciso di salire nella classe fino a 8 MJ.

  • Un motore elettrico (definito MGU)

Questo motore restituisce la potenza in precedenza recuperata e accumulata dalla batteria agli ioni di litio, trasmettendo all'asse anteriore una potenza di oltre 400 CV (250 CV nel 2014) nelle fasi di accelerazione, in questo caso la vettura diventa temporaneamente una trazione integrale. Si tratta dello stesso meccanismo elettrico che svolge le funzioni di ERS-K e di MGU: nel primo caso funziona come un generatore, mentre nel secondo come motore.

TrasmissioneModifica

Il motore termico trasmette la sua potenza alle ruote motrici posteriori, tramite il KERS sull'asse anteriore la trazione diventa integrale. La frizione è in plastiche rinforzate in fibra di carbonio (CFRP) e l trasmissione avviene un cambio sequenziale a 7 rapporti attuato idraulicamente, il differenziale è autobloccante.

Telaio e aerodinamicaModifica

Il telaio è una monoscocca realizzata in fibra di carbonio composita con pannelli d'alluminio a nido d'ape, le sospensioni all'avantreno e al retrotreno sono di tipo indipendenti multilink con sistema pushrod e ammortizzatori regolabili, lo sterzo è a cremagliera servo-assistito idraulicamente. Il sistema frenante ha un doppio circuito idraulico, pinze freno monoblocco in lega d'alluminio e dischi in fibra di carbonio ventilati internamente. Le ruote di egual misura su entrambi gli assi sono forgiate in magnesio e montano pneumatici Michelin radiali 310/710-18. In totale il corpo vettura ha una massa complessiva di 870 kg. Il serbatoio ha una capacità di 68,3 litri di benzina. L'aerodinamica è stata curata in galleria del vento per un complessivo di 2000 ore di progettazione. La sua velocità massima è superiore a 340 km/h.

Attività sportivaModifica

Campionato 2014Modifica

Nel 2014 la Porsche 919 esordisce nel campionato del Mondo Endurance FIA con due vetture, la N°14, affidata a Romain Dumas, Neel Jani e Marc Lieb, e la Nº20 con Timo Bernhard, Mark Webber e Brendon Hartley.[1] Il debutto della 919 Hybrid avviene alla 6 Ore di Silverstone 2014, dove la casa di Stoccarda ottiene subito un terzo posto con la N°20 di Bernhard-Webber-Hartley, alle spalle delle due Toyota TS040 Hybrid. Alla successiva 6 ore di Spa ottiene la pole position con la Nº14 di Jani-Dumas-Lieb, poi in gara arriva quarta, mentre la N°20 è costretta al ritiro. Alla 24 Ore di Le Mans entrambe le Porsche sono costrette al ritiro per problemi di affidabilità, dopo che la Nº20 ha avuto serie possibilità di lottare per la vittoria. Alla 6 Ore di Austin la N°14 arriva quarta precedendo la vettura gemella, mentre alla 6 Ore del Fuji la casa tedesca ritorna sul podio con Webber, Hartley e Bernhard che ottengono un terzo posto davanti all'altra Porsche. Alla 6 ore di Shanghai la Porsche 919 Hybrid N°20 di Jani, Dumas e Lieb si classifica terza alle spalle delle due Toyota TS040 Hybrid. La 6 ore di San Paolo vede la prima affermazione della vettura, che conquista la vittoria con l'equipaggio Dumas-Jani-Lieb davanti alla Toyota TS040 Hybrid di Davidson-Buemi ed all'Audi R18 e-tron quattro di Di Grassi-Duval-Kristensen.

Campionato 2015Modifica

Il 2015 vede un miglioramento delle prestazioni della 919, il campionato inizia subito bene: a Silverstone in qualifica la Porsche Nº17 di Webber, Hartley e Bernhard parte in pole, ma in gara i tre sono costretti al ritiro per un problema alla trasmissione, mentre i loro compagni Jani-Dumas-Lieb sono secondi dietro l'Audi n7 di Fassler-Treluyer-Lotterer. Nella gara successiva a Spa la Porsche N°17 è di nuovo in pole, ma in gara a causa di una penalità e un problema tecnico arriva sola terza. La Nº18 invece è di nuovo seconda alle spalle della'Audi n°7, alla quale ha conteso la testa della corsa tra la 4ª e la 5ª ora di gara. La terza 919 iscritta, la Nº19 con alla guida Nico Hulkenberg, Tandy e Bamber, arriva sesta dopo un incidente durante un doppiaggio verso la terza ora di gara, mentre c'era alla guida Tandy.

Alla 24 Ore di Le Mans la Porsche si mette in evidenza: Jani con la vettura Nº18 ottiene la pole registrando il nuovo record del circuito[2], mentre le altre due Porsche (Nº17 e Nº19) occupano la seconda e la terza posizione. In gara la casa di Stoccarda fa doppietta con Hülkenberg, Tandy e Bamber davanti a Webber, Bernhard e Hartley vincendo per la diciassettesima volta a Le Mans dopo diciassette anni. L'altra Porsche, guidata da Jani, Dumas e da Lieb conclude la 24 Ore in quinta posizione. Grazie a questa vittoria che vale doppio come punteggio, la Porsche balza in testa al mondiale costruttori endurance con 140 punti davanti ai 124 dell'Audi e ai 71 della Toyota. Resta a 0 la Nissan.

Dopo Le Mans, la casa tedesca ottiene un'altra doppietta alla 6 Ore del Nurburgring, con Webber-Bernhard-Hartley davanti a Jani-Dumas-Lieb. La doppietta nella gara casalinga, consente alla Porsche di allungare nella classifica costruttori, con 184 punti contro i 151 dell'Audi e gli appena 89 della Toyota. Nel mondiale piloti, la numero 17 vincitrice sopravanza la 18 con 78 punti contro 76, avvicinandosi ai 95 dell'Audi numero 7 di Fassler-Lotterer-Treluyèr, giunta terza al traguardo davanti alla gemella ed alle Toyota.

Il 19 settembre si corre la 6 ore di Austin, in Texas. Le 919 sono competitive anche questo circuito. In qualifica la numero 18 supera di poco la vettura gemella, poi a oltre un secondo le Audi. In gara alla partenza Webber scavalca all'esterno Jani e si invola. La numero 17 domina nettamente fino a 2 ore dal termine, quando le viene inflitto 1 minuto di stop and go per un'irregolarità nel pit stop che cede la leadership alla 18. A mezz'ora dalla fine Romain Dumas, in testa alla gara, rientra ai box e la sua 919 viene ritirata nel garage per problemi elettrici. La gara viene vinta dal Bernhard-Webber-Hartley sulla Porsche numero 17 che si porta dunque a -10 dall'Audi numero 7, seconda al traguardo, in classifica piloti. Al terzo posto chiude l'Audi numero 8 davanti alla Toyota n.1, con l'altra ritirata per un incidente. La Porsche ipoteca il mondiale costruttori con 220 punti contro i 184 dell'Audi ed i 101 della Toyota.

La gara successiva si svolge tre settimane dopo al Fuji. La Porsche numero 17 torna in pole davanti alla gemella per 3 decimi, ma l'Audi numero 7 dei leader del campionato è terza a pochi millesimi, precedendo la numero 8. Poi le Toyota che anche a casa loro si vedono rifilare oltre 2''. La gara inizia sotto safety car per un aquazzone abbattutosi sulla pista. La bandiera verde arriva solo dopo 40' e sia le Audi che le Toyota scavalcano le Porsche in crisi sull'umido, con Webber che va anche fuori pista rischiando grosso. Con l'asciugarsi della pista, le 919 hybrid impongono un ritmo sostenuto che porta la 18 al comando davanti alla gemella. Per ragioni di classifica si fa passare Bernhard davanti a Jani nell'ultimo quarto d'ora, allo stesso modo l'Audi porta la numero 7 al terzo posto davanti alla 8. Avviene dunque il sorpasso in classifica piloti. La Porsche numero 17 di Bernhard, Webber e Hartley, alla terza vittoria consecutiva, vola a 129 punti in classifica, davanti all'Audi numero 7 con 128. Nel mondiale costruttori la Porsche ha ora 264 punti contro i 211 dell'Audi ed i 119 della Toyota, con la possibilità di portare il mondiale a Stoccarda in Cina alla 6 ore di Shanghai, con una gara d'anticipo.

La gara di Shanghai inizia con le Porsche prime in qualifica, la numero 17 con Hartley e Webber sopravanza la 18, staccate di oltre 1'' le Audi e di circa 3'' le Toyota. La gara è corsa sotto pioggia battente durante le prime ore che porta le Audi in testa alla gara. Ma con l'asciugarsi della pista, le 919 Hybrid risalgono la classifica insidiando le Audi. La gara viene vinta da Webber-Bernhard-Hartley sulla Porsche numero 17 davanti Dumas-Jani-Lieb sulla 18 e all'Audi numero 7 di Fassler-Lotterer-Treluyèr, che scivolano a -12 in classifica dai vincitori, che alla vigilia della 6 ore del Bahrein conducono per 155 punti contro 143 il mondiale piloti. La Porsche vince in anticipo il mondiale costruttori, 29 anni dopo l'ultimo ottenuto nel 1986 arrivando a 308 punti in classifica contro i 238 dell'Audi ed i 137 della lontana Toyota. Mentre il mondiale piloti sarà assegnato nella gara successiva in Bahrein.

In Bahrein la Porsche monopolizza ancora la prima fila con Bernhard-Webber-Hartley di nuovo in pole. In gara Bernhard va al comando, ma dopo mezz'ora un problema all'attuatore dell'acceleratore lo costringe ad una fermata di 5 giri nel garage. Poi con una rimonta riusciranno ad agguantare un prezioso quinto posto, che sommato alla vittoria di Dumas-Jani-Lieb davanti all'Audi n.7 consente al trio della Porsche n.17, composta da Timo Bernhard, Mark Webber e Brendon Hartley, di laurearsi campioni del mondo piloti 2015. Il mondiale costruttori incorona la Porsche con 344 punti, contro i 264 dell'Audi ed i 164 dei campioni uscenti della Toyota.

Campionato 2016Modifica

Il WEC 2016 riparte a Silverstone. La Porsche nelle qualifiche sul bagnato, viene battuta dalle Audi. Un grande primo stint di Webber porta la 919 Hybrid numero 1 al comando, che manterrà fino all'incidente di Hartley, per un contatto con una Porsche GT. Nel frattempo si ritira anche l'Audi numero 8 e la Toyota numero 5 ha una grossa foratura. Dopo un grande duello con la Porsche numero 2, la gara viene vinta dall'Audi numero 7 di Fassler-Lotterer-Treluyèer, davanti a Dumas-Jani-Lieb e alla Toyota di Kobayashi-Sarrazin-Conway. Ma durante la notte, a seguito di un'irregolarità al fondo della vettura riscontrata durante le verifiche, l'Audi vincitrice viene squalificata, consegnando la vittoria alla Porsche numero 2 e il secondo posto alla Toyota numero 6. Terza sale la Rebellion numero 13. La Toyota comanda il mondiale costruttori con 33 punti, Porsche seconda a 25 e solo 1 punto per l'Audi, quello della pole.

A Spa si disputa il secondo round. La Porsche grazie a un nuovo pacchetto medio-basso carico domina la prove con la numero 1 davanti alla 2 che precedono Toyota e Audi. In gara invece l'equipaggio di Dumas-Jani-Lieb esce subito dai giochi per un problema all'ibrido che li costrunge per tutta la gara a girare 3 secondi al giro più lenti. La vettura di Bernhard-Webber-Hartley dopo 2 forature viene ritirata nel garage e chiude molto staccata dalla vetta. Alla fine la numero 2 chiuderà comunque seconda dietro l'Audi numero 8, con 43 punti tiene la prima posizione in classifica. Nel costruttori Porsche davanti con 56 punti davanti a Toyota con 43 e Audi con 41.

Finalmente arriva la 24 ore di Le Mans. Le qualifiche sono dominate dalle 919 Hybrid, con la numero 2 di Jani che fa la pole in 3.19''733, davanti alla gemella. Poi le Toyota e le Audi in grande difficoltà. In gara le Porsche se la giocano con le Toyota, mentre le Audi non sono mai in gara. Nella serata di sabato la numero 1 con Hartley al volante perde oltre 1 ora ai box per problemi tecnici. La numero 2 in lotta con le Toyota resta in seconda posizione fino alla fine. Ma alla fine la Toyota di Nakajima cede per un problema al turbo nell'ultimo giro e Neel Jani vola al comando vincendo la corsa assieme a Romain Dumas e Marc Lieb, davanti alla Toyota numero 6 e all'Audi numero 8. Nel mondiale salgono a 94 punti davanti ai 55 dell'Audi 8 e ai 54 della Toyota 6. La Porsche sale a 125 punti davanti ai 96 dell'Audi e ai 79 della Toyota.

Il quarto appuntamento è al nurburgring. In qualifica volano le Audi con la numero 7 in pole davanti alla gemella, seguono le Porsche e le deludenti Toyota. In gara però le cose cambiano. Bernhard supera subito una delle due Audi e ai box la Porsche si prenderà la vetta della gara. Con una strategia azzeccata la vettura numero 2 prende il comando delle operazioni a metà gara, ma Lieb a 2 ore dal termine colpisce la Porsche numero 88 di classe GTE AM e danneggia l'anteriore della macchina, in più un drive through e un contatto con l'Audi di Lotterer la retrocederà alla quarta posizione finale. La Porsche 919 Hybrid numero 1 non ha problemi e vince con Bernhard-Webber-Hartley davanti alle Audi 8 e 7 e all'altra Porsche, poi le Toyota mai in lotta per la vittoria. In classifica Dumas-Jani-Lieb restano in fuga con 106 punti contro i 73 di Di Grassi-Duval-Jarvis e i 62 di Kobayashi-Sarrazin-Conway. La Porsche allunga nel costruttori con 164 punti davanti ai 129 dell'Audi e ai 97 della Toyota.

NoteModifica

  1. ^ Porsche 919 Hybrid, su motori.ilmessaggero.it. URL consultato l'11 giugno 2014.
  2. ^ Qualifiche a Le Mans: la Porsche si conferma, su Autosprint. URL consultato il 1º settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).

Voci correlateModifica

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