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"Che 'u munnë è amalamendë né ruverë.
E quiëstë l'agghië vistë a'u cëmëter
sop e marmë, ndò vedë sembë scrittë:
"qua stëcë sebbellitë n'omë drittë,
bbunë lavoratorë
chë ttand onorë"
lla màjë, ijë, agghji lettë, averamendë,
"qua stëcë rëpusannë nu fëtendë"

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Icona Foggia

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Stemma di Foggia
Foggia (IPA: ['fɔdʒ:a], Fogg' in foggiano) è una città di 155.469 abitanti[1] della Puglia settentrionale, capoluogo della provincia omonima. La città di Foggia è sede arcivescovile metropolitana, città universitaria[2], e il terzo comune più popolato della regione. La città è stata per tempo bagnata dal torrente Celone poi prosciugato per costruire ponti per la ferrovia.

È un grande centro di antiche tradizioni agricole e mercantili, trovandosi al centro della seconda pianura più grande d'Italia; custodisce inoltre un patrimonio architettonico e culturale di indubbio valore, ereditato dall'importanza di cui ha sempre goduto come crocevia di scambi culturali e commerciali e per la presenza dell'importantissima Dogana.La città ospita molte industrie, fabbriche ed enti di estrema importanza che ogni giorno richiamano migliaia di persone da tutta la provincia per motivi lavorativi e commerciali.

Gli abitanti di Foggia sono noti come foggiani ed il toponimo del comune sembra derivare dal latino fovea, cioè "fossa", intesa come "bacino imbrifero" (forse foce di un ruscelletto), probabilmente quello attestato nella leggenda dell'Iconavetere e richiamato dalla versione definitiva dello stemma cittadino.

Durante i bombardamenti di Foggia del 1943 le incursioni aeree dell'aviazione alleata provocarono circa 20.000 vittime civili, 1/3 della popolazione.

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Icona Storia di Foggia
Frederick II and eagle.jpg

Le origini di un insediamento umano nella zona si hanno già dal Neolitico, con Villaggi risalenti al VI Millennio A.C., in località Passo di Corvo (nell'omonimo Parco Archeologico nella Frazione di Arpinova), nel centro di Foggia, negli scavi della Villa Comunale e in quelli nell'area dell' ex Ippodromo, e con i siti archeologici di Arpi (in greco Argos Hippium), risalenti al III millennio a.C., come l'Ipogeo della Medusa e la Necropoli, sempre in località Arpinova. La prassi dell'agricoltura era abituale tra gli abitanti della zona, favoriti anche dalla fertilità del tavoliere e dalla sua conformazione completamente pianeggiante.

La zona, tuttavia, era paludosa e malarica[3] e si dovette aspettare fino al XI e XII secolo, sotto la dominazione normanna, per vedere dei miglioramenti nella zona sotto questo punto di vista. Roberto il Guiscardo, infatti, fece bonificare un'ampia zona acquitrinosa, dando alla città un impulso economico e civile che crebbe ulteriormente nel periodo di Guglielmo il Buono.

Il XIII secolo è stato un periodo molto importante nella storia di Foggia. Federico II, lo Stupor Mundi, amò a tal punto la città da farvi costruire un magnifico Palatium, che si estendeva su una vasta area nei pressi dell'attuale Via Arpi, su cui vi era un'iscrizione (oggi conservata nel Portale di Federico II) che recitava: Hoc fieri iussit Federicus Cesar ut urbs sit Fogia regalis sede inclita imp(er)ialis (Ciò comandò Federico Cesare che fosse fatto affinché la città di Foggia divenisse reale e inclita sede imperiale). Federico II considerava la Capitanata un luogo ideale per la caccia e perciò fece costruire un altro palazzo, quello di San Lorenzo in Carmignano dove il Guiscardo aveva fatto edificare l'omonima chiesa.

L'attuale capoluogo dauno può vantare un capitolo molto importante nella sua storia: la transumanza. Nel 1447 gli Aragonesi tentarono di sfruttare la centralità di Foggia in questo passaggio imponendo il pagamento di una tassa a tutti i pastori tramite la dogana delle pecore. Il simbolo della transumanza e della relativa tassazione è Palazzo Dogana, un edificio costruito nel XVII secolo, sede della dogana. Questo evento fece arricchire notevolmente le casse regie ma impoverì gli agricoltori del Tavoliere, che progressivamente divenne paludoso.

Un ulteriore terremoto colpì la città il 20 marzo 1731, che distrusse un terzo delle abitazioni. Ma la città reagì e si riprese subito.

Nell'ottocento la città, divenuta capoluogo nel 1806, si sviluppò verso la stazione ferroviaria e fu arricchita da importanti monumenti pubblici. Anche dal punto di vista politico la città fu molto attiva in questo periodo: essa ospitò le carbonare della provincia e prese parte ai moti del 1848 e del 1860.

Con l'unità d'Italia nel 1861, ma soprattutto con l'abolizione della dogana avvenuta 4 anni dopo, la città si riprese le terre finalmente sottratte alla pastorizia dando un nuovo sviluppo all'agricoltura della zona.

La prima metà del novecento ha visto un incremento nell'edilizia pubblica con la costruzione del Palazzo degli Studi, la Prefettura e il Palazzo di città, ma un avvenimento che riveste una notevole importanza nella storia della città è la costruzione dell'Acquedotto pugliese nel 1924.

Durante la seconda guerra mondiale la città fu nel mirino dei bombardamenti dell'aviazione alleata, che rasero al suolo buona parte delle abitazioni della città, mirando a distruggere una fabbrica segreta di gas velenoso impiegato sul fronte, fabbrica che all'epoca si trovava vicino l'attuale cartiera. Tuttavia, per non suscitare scandali a proposito di ciò, i bombardamenti furono giustificati con la presenza della ferrovia. Bisogna ricordare i bombardamenti del 22 luglio e del 19 agosto 1943, di certo i più violenti che colpirono la città, causando più di 20000 vittime, un terzo della popolazione dell'epoca. Dopo l'occupazione anglo-americana, il 1º ottobre, Foggia divenne il caposaldo dell'offensiva alleata nell'Adriatico e nei Balcani.

La città è stata poi frettolosamente ricostruita sulle rovine del centro antico e della struttura urbana ottocentesca, secondo i dettami di uno stile post fascista. Molti palazzi in rovina sono visibili ancora oggi su tutto il territorio urbano e l'impressionante abusivismo ha fatto sì che dell'antica Foggia ci sia pervenuto poco. In seguito alle bonifiche nel Tavoliere la città ha visto accrescere la sua importanza economica e il suo sviluppo urbanistico e demografico.

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Icona Chiese di Foggia
Chiesa S.maria della croce Foggia.JPG

Le chiese di Foggia sono 43 e la loro storia si intreccia con la storia religiosa, sociale ed artistica della città. Tra di esse da segnalare la Cattedrale di Foggia, la Chiesa delle Croci o di Monte Calvario, la Chiesa di San Tommaso e di San Giovanni Battista. Importante è anche la chiesa della "Beata Maria Vergine Madre di Dio Incoronata", presso Borgo Incoronata, frazione di Foggia.

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Icona Bombardamenti di Foggia del 1943
Foggia bombardata.jpg

I bombardamenti di Foggia del 1943 avvennero tra il maggio e il luglio di quell'anno ad opera dell'aviazione alleata, nel corso della seconda guerra mondiale. Le incursioni aeree furono complessivamente nove, e provocarono circa 20.000 vittime.

Foggia subì complessivamente nove violentissimi bombardamenti. Sotto i bombardamenti morì un terzo della popolazione di allora. Migliaia di abitazioni, l'aeroporto, la stazione ferroviaria, intere piazze, strade e rioni del centro e della periferia furono devastati totalmente.

La cronistoria dei bombardamenti su Foggia è stata raccontata con efficacia cinematografica - anche se descritta solo con parole - dal giornalista cerignolano Luca Cicolella nel libro intitolato ...e la morte venne dal cielo, pubblicato una prima volta nel 1973 e una seconda volta nel 1983.

Il libro riporta in appendice anche la Relazione inoltrata nel 1943 dal vescovo di Foggia Fortunato Maria Farina al Papa, per informarlo dei bombardamenti subiti dalla sua città. La città era stata fotografata dai ricognitori degli Alleati prima dei bombardamenti e fu devastata e ridotta a un cumolo di rovine e macerie cosparse di cadaveri, resti umani e carcasse di animali. Le immagini - definite "apocalittiche" dal Cicolella - dimostrano che durante la "tragica estate del '43" Foggia fu una città fantasma, un cimitero a cielo aperto per il quale di giorno vagavano familiari disperati e di notte sciacalli intenti a spogliare di qualiasi valore i cadaveri. Inoltre ladri armati si aggiravano in cerca di bottino per le abitazioni abbandonate, incuranti delle epidemie che sarebbero potute esplodere.

Alla fine di agosto, con l'approssimarsi dell'armistizio, gli Alleati cessarono i bombardamenti.

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Icona Arcidiocesi di Foggia-Bovino
Regione ecclesiastica Puglia.PNG

L'arcidiocesi di Foggia-Bovino (in latino Archidioecesis Fodiana-Bovinensis) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. Nel 2006 contava 217.100 battezzati su 218.300 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Francesco Pio Tamburrino, O.S.B.

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Icona Immagini su Foggia

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Cattedrale

La Cattedrale di Foggia
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L'Unione Sportiva Foggia, semplicemente Foggia o Foggia Calcio (denominazione societaria dal 1986 al 2004), è la principale società calcistica di Foggia. Fondata nel 1920, attualmente è iscritta al campionato di Lega Pro Prima Divisione.

Il club conobbe il suo periodo d'oro negli anni sessanta con Oronzo Pugliese, negli anni settanta con Tommaso Maestrelli, e soprattutto nella prima metà degli anni novanta, quando, sotto la guida di Zdeněk Zeman, disputò quattro positive stagioni in Serie A ottenendo una grande risonanza a livello europeo esprimendo un calcio moderno, rapido e votato all'attacco a livelli mai visti prima grazie al quale andò vicino alla qualificazione in Coppa UEFA.

Dal 1992 in poi, il Foggia suscitò ancor più scalpore soprattutto per la campagna acquisti del ds Pavone, difatti i 2/3 della squadra (che sfiorò la Coppa Uefa all'ultima giornata e che sconfisse la Juventus) provenivano dalla serie C e dai campionati dilettantistici.

Il miglior piazzamento in massima serie è l'8º posto raggiunto nella stagione 1964-1965. Nelle coppe il miglior piazzamento è la conquista nella Coppa Italia Serie C e la semifinale della Coppa Italia.

L'attuale presidente è Tullio Capobianco, a capo di una cordata di imprenditori foggiani. Attualmente l'allenatore del Foggia è Antonio Porta.

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Icona Biografie
Renzo Arbore 2008.jpg

Lorenzo "Renzo" Giovanni Arbore (Foggia, 24 giugno 1937) è un cantante, regista, attore e showman italiano.

Dopo essersi laureato in giurisprudenza a Napoli, cominciò a distinguersi proprio a Foggia, nella storica Taverna del Gufo nel centro storico e nei pressi di Via Arpi, dopo essere stato al seguito di un noto complesso jazz foggiano, la Parker's Boys.

Nella sua poliedrica attività ha riscosso successi in vari campi: bravo musicista e cantante con la sua Orchestra Italiana, conduttore radiofonico e televisivo - restano memorabili le trasmissioni radiofoniche, presentate insieme a Gianni Boncompagni: Bandiera gialla (1965), Per voi giovani (1967), Alto gradimento (1970) e televisive: Speciale per voi (1969-1970), una specie di processo ai cantanti del periodo, L'altra domenica (1976-1979), il suo primo vero successo in cui creò uno stile alternativo in diretta concorrenza con la coetanea Domenica in di Corrado, Quelli della notte (1985), Indietro tutta! (1988) e la recente Speciale per me - meno siamo meglio stiamo (2005). È stato anche attore e regista cinematografico (Il pap'occhio, 1980; "FF.SS." - Cioè: "...che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?", 1983).

Ha avuto il merito di scoprire e lanciare nuovi personaggi fra i quali Roberto Benigni, Gegé Telesforo, Giorgio Bracardi, Mario Marenco, Marisa Laurito, Nino Frassica, Milly Carlucci, e valorizzarne altri come Michele Mirabella, Luciano De Crescenzo e la Microband.

Le sue esperienze nel mondo musicale iniziano nel 1972, con la "N.U. Orleans Rubbish Band" (dove le lettere puntate stanno per "Nettezza Urbana"), che era composta, oltre che dallo stesso Arbore al clarino, da Fabrizio Zampa alla batteria, Mauro Chiari al basso, Massimo Catalano al trombone e Franco Bracardi al piano; questo gruppo pubblicò un 45 giri, contenente She was not an angel e The stage boy, inciso per gioco dai cinque.

Nel 1991 ha fondato l'Orchestra Italiana, con quindici grandi solisti per valorizzare la canzone napoletana classica restituendo dignità, tra l'altro, al mandolino.

Già presidente di "Umbria Jazz", ha dato un intelligente contributo alla rinascita della grande manifestazione jazzistica perugina. Nel 2002 fonda una nuova band, "Renzo Arbore e i suoi Swing Maniacs", scegliendo personalmente i musicisti fra i migliori della scena jazzistica romana e nazionale: il sassofonista Fabiano "Red" Pellini, il chitarrista Emanuele Basentini ed il pianista Giorgio Cuscito, fra gli altri, hanno militato in questa poderosa swing band. Non scioglie, tuttavia, l'Orchestra Italiana, assieme alla quale continua ad esibirsi per vari eventi alternandosi con la neonata band. Nel 2004 si esibisce in tre concerti con l'Orchestra Italiana: alla Carnegie Hall di New York, al CasinoRama di Toronto ed al Teatro dell'Opera di Roma alla presenza del Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Con gli Swing Maniacs incide un doppio CD uscito nel febbraio 2005, l'album Vintage, ma non li dimostra, premiato col "Disco d'oro".

Da molti anni è presidente dell'associazione dei disc-jockey italiani e si cimenta anche come suonatore di clarinetto jazz.

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Diocesi: Arcidiocesi di Foggia-Bovino

Santi Patroni: Madonna dei Sette Veli - Santi Guglielmo e Pellegrino


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Calcio: Unione Sportiva Foggia

Impianti Sportivi: Stadio Pino Zaccheria


Biografie

Archeologi: Marina Mazzei

Attori: Gabriella Cristiani - Vladimiro Guadagno

Autori televisivi: Arnaldo Santoro

Cantanti: Renzo Arbore - Gegè Telesforo - Evemero Nardella - Antonino Spadaccino - Ninni Maina - Lucia Altieri - Nicola Stame

Comici: Pino Campagna

Compositori: Umberto Giordano

Disc-jokey: Fabrizio Lavoro

Giornalisti: Mauro de Mauro - Franco Ordine

Medici: Vincenzo Lanza

Pittori: Francesco Saverio Altamura

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