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Portale del trionfo Doria

Coordinate: 44°24′31.56″N 8°55′59.4″E / 44.408766°N 8.933166°E44.408766; 8.933166 Il portale del Trionfo Doria è un portale in marmo bianco, scolpito in epoca rinascimentale, attribuito allo scultore di origine ticinese Pace Gaggini e variamente datato tra il 1470 e il 1493, sito a Genova in Via David Chiossone, civ. 1, presso le case dei Doria di Piazza san Matteo.

Via chiossone 1, pace gagini (attr.), portale con trionfo dei doria 02.JPG

DescrizioneModifica

Non è nota la genesi del portale, considerato fra i più importanti portali del rinascimento genovese, per la qualità dei rilievi e lo stato di conservazione. La superficie del portale è interamente ricoperta dalla decorazione a rilievo, racchiusa in una cornice tubolare, che presenta una decorazione a foglie di quercia all'interno, e a foglie di acanto all'esterno.

I due stipiti sono interamente occupati da alte candelabre, simmetriche, composte da motivi fitomorfi intrecciati a putti musicanti, nelle quali risaltano, in cima e a metà, medaglioni con profili all'antica, ispirati a profili di imperatori romani. Il piedistallo delle candelabre, è costituito dal motivo del "tricipitium", ossia tre volti barbuti accostati, interpretati variamente come rappresentazioni della trinità, della virtù della prudenza, ovvero alla triade "Deus Homo Natura" derivato dalla Hypnerotomachia Poliphili di contenuto ermetico[1].

Sull'architrave, ancora putti musicanti si alternano ad altri con cornucopie, incorniciando al centro il medaglione con il trigramma cristologico "IHS", frequente nei portali genovesi dell'epoca, che rimanda alla predicazione di san Bernardino da Siena avvenuta a Genova nella prima metà del Quattrocento[2].

La cartella superiore reca la raffigurazione del Trionfo dell'Aquila Doria che da nome al portale. La rappresentazione è centrata sulla figura del carro trionfale, figura allegorica di derivazione petrarchesca, anch'essa presente nella Hypnerotomachia di Francesco Colonna sopra citata. Il carro è trainato dai centauri, presenza frequente nei poemi allegorici dell'epoca alludenti all'istintualità domata dalla ragione.

NoteModifica

  1. ^ Luciana Muller Profumo, LE PIETRE PARLANTI, Banca Carige - Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, 1992, p. 136
  2. ^ Per una mappa iconografica dei portali genovesi del Rinascimento, Boccardo, Piero - In: Scultura decorativa del Primo Rinascimento S. 41-53, Universita di Genova, 1983

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